AVALON

Il tramonto scendeva su Avalon, l’isola magica, che ormai gran parte della gente comune credeva sparita nelle nebbie eterne; un vecchio guardava il sole morire, ed era noto al Mondo esterno come l’arcimago Merlino.
L’arcimago aveva più di sessant’anni; il viso era magro e scavato e i capelli radi e bianchi. Tuttavia la sua vista era ancora ottima e gli occhi vedevano al di là delle coltri di nebbia che sembravano coprire l’umanità in quei tempi oscuri.
“ Merlino” disse una voce alle sue spalle, e il mago, girandosi sorridendo, si trovò di fronte Morgana, figlia di Igraine e del defunto Gorlois, duca di Cornovaglia. Come sempre, vedendola, il suo ricordo andò a quella notte a Tintagel, all’assassinio del duca, necessario affinché Uther Pendragon potesse giacere con Igraine… nonostante quella partita si fosse chiusa da tempo con la morte di Uther a volte il rimorso per aver tradito il duca lo assaliva ancora.
“Sì” rispose, scacciando quei pensieri perché si era accorto che Morgana attendeva una sua parola.
“La Dama del Lago desidera sapere se è tutto pronto per accogliere i visitatori, sommo druido” disse la fanciulla, e Merlino, sorprendendo nel suo tono una sfumatura strana, la osservò bene in viso.
E’ bella, non potè fare a meno di pensare, bella e saggia, sarà una degna Dama del Lago, quando la Dea chiamerà Viviane accanto a sé, strappandola al Mondo dei vivi.
Morgana era in effetti molto bella; i capelli scuri le arrivavano a vita e incorniciavano il viso, scuro e illuminato dai profondi occhi azzurri.
Inoltre la figlia di Gorlois vestiva abitualmente di stoffa nera, cosa che metteva in risalto le sue forme snelle e flessuose.
“Sì, è tutto pronto, mia cara; va’ a prepararti, anche tu dovrai assistere all’arrivo del Re Supremo.”
Non appena lei si fu allontanata, Merlino si rigirò verso le acque e vide immediatamente la barca fatata avvicinarsi alla riva; sopra di essa stavano il fedele Mylock, traghettatore, Artù, nuovo Re Supremo di Britannia, e due cavalieri le cui figure s’intravedevano dietro di lui.
Com’è diverso dal ragazzino sporco che incontrai cinque anni fa a Glannaventa, al palazzo di sir Ettore. Pensò il vecchio.
Ora Artù era un giovane guerriero alto e muscoloso e il suo viso, sebbene conservasse ancora i tratti fanciulleschi d’un tempo, denotava una certa nuova maturità.
Quando il giovane sovrano scese a riva, i due cavalieri gli si affiancarono subito, quasi a volerlo proteggere dagli eventuali pericoli di quella misteriosa isola.
Uno, muscoloso, alto e dal portamento fiero era Kay, figlio di Ettore, e l’altro, che aveva appena l’età di Artù, era Bedwyr di Northumbria.
Sorridendo, il giovane sovrano fece per abbracciare Merlino, che invece s’inchinò.
“Non inchinarti, Merlino” sorrise Artù prendendo il vecchio per le spalle. “Tu per me sei come un padre, non un suddito. Bene, sono qui per affrontare la prova di cui mi avevi parlato.”
Il mago annuì e li condusse al santuario entro il quale Morgana e la Dama del Lago stavano attendendo; Artù s’inchinò educatamente alla Dama e le baciò la mano, poi s’irrigidì vedendo Morgana.
“Lei è Morgana di Cornovaglia” disse la Dama del Lago. “Figlia del defunto Gorlois.”
La fanciulla rivolse al giovane uno sguardo indifferente, e fece una riverenza. “Signore…” mormorò.
“Mi… milady…” balbettò impacciato Artù, evidentemente a disagio di fronte al fascino particolare di Morgana.
Merlino pensò divertito che quella era la prima volta che vedeva il giovane imbarazzato, poi aggrottò le sopracciglia; Morgana era la sorellastra di Artù, al pari di Margouse, sposa di re Lot di Lothian e Orkneys e di Elaine di Gareliand, e non era bene che Artù s’infatuasse di lei.
Per il momento Artù non sapeva nulla delle sue origini, pensava ancora di essere figlio di Ettore di Glavanenta o dello stesso Merlino, ma presto o tardi sarebbe venuto a conoscenza di appartenere alla stirpe dei Pendragon.
La Dama del Lago condusse il giovane di fronte ad un tavolo di pietra, dov’erano appoggiati la spada sacra Excalibur e il fodero fatato, dipinto con i simboli di Avalon, che risanava anche le ferite più gravi.
“Giovane re” disse la Dama del Lago con tono solenne” ecco i due oggetti che simboleggiano l’essenza stessa della grandezza di un re: la spada significa che un sovrano deve primeggiare in battaglia per dare ai suoi sudditi un esempio di coraggio. Accetti di ricevere la spada ricevendo insieme ad essa questa responsabilità?”
Artù annuì in silenzio, impugnando l’arma che la donna gli porgeva.
“Bene. Ora, osserva questo fodero, che risana le ferite. Esso significa che il re deve anche preoccuparsi di salvaguardare la propria vita, per continuare ad essere guida del suo popolo. Accetti di ricevere il fodero sapendo che cosa esso comporta?”
“Sì, Dama del Lago.”
Dopo che si fu cinto il fodero alla vita, Artù ripeté la frase di rito che la donna pronunciava.
Poi la Dama lo baciò sulla fronte e si allontanò un poco; Artù mormorò a Merlino. “Ma… e la prova?”
“La prova l’hai superata quando hai giurato e il tuo cuore era sincero; sappi infatti che se il tuo cuore non fosse stato puro non avresti potuto impugnare la spada e cingere il fodero e, se tu avessi fallito la prova, il trono di Britannia ti sarebbe stato negato.”
Artù sgranò gli occhi impressionato, poi seguì gli altri fuori dal santuario.
“Fra pochi giorni sarò incoronato dai vescovi Re Supremo di Britannia” disse, rivolgendosi alla Dama del Lago.” L’arcivescovo Urbano insiste per ufficializzare con una grande cerimonia a Londra il riconoscimento del titolo che ho ricevuto dopo l’estrazione della spada dalla rocca sacra. Verrete ad assistere, in rappresentanza di Avalon?”
“Se mi sarà possibile, verrò senz’altro” rispose gentilmente la Dama, consapevole del fatto che Artù, forse, desiderava soprattutto rivedere Morgana.
Mentre i cavalieri si congedavano, Merlino vide che Morgana fissava Artù con espressione intensa; chissà perché quello sguardo lo turbò.
Recensioni e commenti
RECENSIONI

Siamo solo all’inizio ma già s’intuisce che tra Artù e Morgana c’è un interesse…
Anche in questo racconto una parte dell’ambientazione è Avalon – l’sola delle mele ti deve piacere proprio 🙂 – dove Artù riceve dalla Dama del Lago il fodero magico e la sacra spada.
Sono curiosa di leggere come proseguirà la storia e spero per una volta che l’amore trionfi tra Artù e Morgana, senza Ginevra e Lancillotto a mettersi in mezzo… ma forse sogno troppo.
Tu che ne dici?

Pronti via e c’è già Artù molto molto interessato a Morgana 🙂
Per ora non si vede molto altro, se non che anche a lei lui non sembra indifferente e che questo preoccupa giustamente Merlino.
Mi resta la curiosità di capire chi sia quel giovane di cui parli nell’introduzione: Artù oppure qualcun altro?
Per scoprirlo non mi resta che aspettare.
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