UN AUGURIO SPECIALE
Scritto nel dicembre del 2015

Kumi Sugimoto aveva seguito ogni partita della Nippon Youth insieme alle sue amiche Sanae e Yukari, condividendo con loro ogni emozione: la tensione, la gioia, la paura. Tifavano con passione, soffrivano insieme e vivevano ogni successo come fosse personale.
Un giorno, un’anziana indovina sua amica di famiglia le aveva predetto nuove sventure per la squadra. Così Kumi aveva fatto un voto: si era tagliata i capelli, offrendo quel gesto come protezione agli Dei, affinché nessun altro giocatore della Nazionale si facesse male dopo il grave infortunio patito da Misaki. E pregava ogni giorno per la guarigione degli infortunati, sperando che potessero tornare in tempo per il World Youth.
L’aria del tempio, dove mi recavo ogni mattina per pregare, aveva qualcosa di speciale. Fresca come solo a quell’altitudine era possibile, se respirata a fondo riempiva i polmoni.
Le statue degli Dei ancestrali, alte e severe ai lati dell’altare, sembravano scrutare chiunque entrasse, ma io non sentivo nessuna soggezione. Da mesi ormai mi inginocchiavo davanti a loro, offrendo le mie preghiere alla Nippon Youth: che i giocatori restassero in salute, che gli infortunati si riprendessero in tempo per il grande torneo Under 19 che si sarebbe disputato proprio qui, nel nostro amato Giappone.
Seguivo il calcio fin da ragazzina. Quando affiancavo Sanae Nakazawa come manager della Nankatsu, mi ero perfino innamorata di Tsubasa Ozora, il capitano della squadra. Sorrisi al ricordo: col tempo avevo capito che non solo lui non mi ricambiava, ma che i miei sentimenti nei suoi confronti non si erano rivelati niente di più di una semplice infatuazione da prima cotta.
Continuavo comunque a seguirlo, come seguivo con ammirazione tutti gli altri nostri campioni: la Tigre Hyuga, Matsuyama l’Aquila del nord, Ishizaki, il Principe del calcio Misugi… e lo sfortunato Misaki, vittima di un grave infortunio alla gamba sinistra che, con ogni probabilità, gli avrebbe impedito di partecipare al World Youth.
Avevo incluso anche lui nel mio voto. Quando mi ero tagliata i capelli, avevo chiesto agli Dei del tempio di guarirlo in tempo per partecipare almeno alle fasi finali del torneo.
Terminata la preghiera, mi alzai e uscii dal tempio. Iniziai a scendere la lunga scalinata che portava prima al belvedere, da cui si ammirava un panorama mozzafiato, e poi giù fino alla città.
Fu allora che lo vidi.
Stava risalendo di corsa, indossando una tuta nera e il suo inconfondibile cappellino bianco con la W in bella vista. Concentrato nell’allenamento, non mi notò. Mi fermai per osservarlo.
Genzo Wakabayashi. Il Super Great Goal Keeper.
Lo conoscevo più che altro di fama. Quando ero entrata nella Nankatsu, lui – una delle colonne della squadra alle elementari – era già in Germania, impegnato a farsi strada – come portiere titolare dell’Amburgo – tra le stelle del calcio europeo.
Sapevo della sua bravura, delle parate impossibili che per lui sembravano cose normali e soprattutto della sua leggenda d’imbattibilità sui tiri da fuori area. E ricordavo il tuffo al cuore quando avevo appreso del suo grave infortunio ai polsi, che gli aveva impedito di partecipare alla fase iniziale delle qualificazioni asiatiche.
Eppure, nonostante tutto, Wakabayashi non ci aveva abbandonati. Era sceso in campo e aveva difeso la porta come meglio poteva, portandoci alla vittoria dell’Asia Youth e alla qualificazione ai Mondiali. Avevo pregato moltissimo per lui. E da quanto avevo saputo… era guarito.
“Ehi.”
Mi scossi dai pensieri e alzai gli occhi. Lui era lì, a meno di due passi da me, alto e sicuro di sé con il viso ombreggiato dalla visiera del cappellino. Com’era bello…
“Ciao…” mormorai, cercando di sorridere per superare l’imbarazzo.
“Ciao anche a te”, mi rispose. “Tu sei Kumi Sugimoto, o sbaglio?”
“Sì, Ma… mi conosci?”
“La piccola apprendista indovina”, replicò ridendo piano.
Avvampai. “Come dici?”
“Oh, scusa, non volevo offenderti. È che Sanae mi ha parlato della tua amica indovina. Allora, qual è la sua previsione per il World Youth?”
“Non… non ne ha fatta nessuna”, risposi. Gli spiegai che, dopo avermi predetto altre sventure – concretizzatesi con l’infortunio di Misaki – la sua sfera magica si era frantumata sotto i miei occhi, come per effetto di una forza misteriosa.
“Capisco…” annuì lui. Si appoggiò al corrimano e sospirò. “Mi spiace moltissimo per Misaki. Per me è come un fratello, oltre che un elemento quasi imprescindibile per la Nazionale. Al World Youth ci mancherà.”
“Ma tu ti sei ripreso, giusto? Le tue braccia sono guarite?”
“Sì. Il polso sinistro non era troppo compromesso, ma il braccio destro era devastato. Prima il tiro di Levin, poi il siluro di Shunko Sho. Eppure sì… sono guarito. Il mio medico si è stupito della velocità della ripresa, Forse”, aggiunse guardandomi negli occhi, “è merito del tuo voto.”
“Sai…?” iniziai, poi sorrisi. “Te l’ha detto Sanae, vero?”
“In realtà è stata Yukari”, mi corresse. “Ad ogni modo… grazie, Kumi. Ci tenevo a dirtelo.”
Non risposi, fissandolo invece a bocca aperta come una scema.
Poi lui si tolse il cappellino e me lo calzò con delicatezza sul capo.
“Ti sta bene”, disse sorridendo. “Puoi tenerlo.”
“Ma… è tuo…”
“Ne ho altri. Consideralo un regalo, penso sia il minimo per tutto il sostegno che ci hai dato. Adesso devo proseguire l’allenamento. Ti saluto, piccola indovina. A presto!”
Si allontanò di corsa, ma dopo una decina di gradini lo chiamai.
Si fermò e si voltò.
“Buona fortuna per il World Youth!” gli gridai, salutandolo con la mano. “Tiferò per te e per la vittoria della Nippon Youth! Tanti auguri, Wakabayashi… dal profondo del cuore!”
Non disse nulla. Ma sorrise, alzò la mano in risposta… e quando si voltò e riprese la corsa, sentii che in quel gesto c’era qualcosa di speciale.
E per capirlo, non mi serviva nessuna sfera magica.
FINE
Recensioni e commenti
RECENSIONI

Ehi! Ma che carina Kumi, e il suo augurio ha senz’altro portato bene dato che Genzo, guarito e in forma, si farà onore al Wolrd Youth.
Bella fanfic, leggerti mi piace sempre molto.
Alla prossima!
Mikasa
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La tua storia mi è davvero piaciuta.
Non sono un romantico, lo ammetto, preferisco altri tipi di contenuti… però questa mi ha incuriosito subito e mi ha strappato più di un sorriso.
In più apprezzo quando vengono ripresi momenti o dettagli presi direttamente dal manga, e questo di Genzo ripresosi dal terribile infortunio alle mani è uno di quelli che preferisco, quindi hai fatto centro.
Complimenti davvero.
Genzo è reso benissimo e Kumi la preferisco alla versione del manga.
Ciao ti ringrazio.
La parte in cui Genzo si riprende in tempo per il World Youth è piaciuta anche a me, peccato che poi s’infortuna di nuovo proprio nel finale dell’ultima partita. E vabbé.
Ciao e grazie di aver letto e commentato.
Ho sempre avuto un debole per la coppia Genzo–Kumi, e qui li ho trovati davvero adorabili… fanno proprio ben sperare per il loro futuro.
Peccato che la storia sia così breve, perché avrei letto volentieri qualcosa in più su di loro.
Comunque, complimenti: il tuo modo di scrivere è davvero piacevole e scorrevole, mi ha conquistata subito.
Ciao e grazie per questa nuova recensione e i rinnovati complimenti ☺️.
L’augurio della dolce Kumi si rivelerà profetico dato che Genzo giocherà un grande World Youth riuscendo addirittura a lasciare a secco corazzate come Olanda e Svezia.
Alla prossima!