RESURREZIONE
Scritto nell’aprile del 2012

Un antico condottiero si ridesta, improvvisamente, dalla morte, ed al contempo una nuova forza malvagia risorge dalle tenebre dell’oscurità…
Clitemnestra…
Il suo nome mi riaffiora subito alla mente quando apro gli occhi e riacquisto i sensi, come riemergendo da un sonno profondo. Maledetta traditrice. Dovevi essermi fedele. Eri la mia sposa, la regina di Micene. E invece…
La rabbia mi ribolle dentro. Ricordo il mio ritorno dalla gloriosa guerra di Troia. Clitemnestra e quel verme di Egisto, il suo amante, inginocchiarsi di fronte a me mentre presento loro Cassandra, la veggente che ho condotto con me dall’Asia.
I miei uomini, valorosi soldati vincitori di mille battaglie, esultavano attorno a me, ma poi… un infame tranello, il sangue. La morte.
Sì, Clitemnestra mi ha ucciso. Ricordo il suo pugnale colpirmi più e più volte. Ricordo il cuore rallentare. L’ultimo alito di vita…
Sì, sono morto. Dovrei essere morto. I ricordi sono troppo nitidi per essere falsi. E allora… come posso essere vivo, adesso? E questo… che luogo è?
Respiro. Mi guardo attorno, ma non riconosco il posto. Sembra una caverna. Le pareti brillano cupamente nella semioscurità e io sono disteso su una superficie liscia e fredda. Troppo dura per essere un letto. Provo ad alzarmi… ma non ci riesco. Sono paralizzato. Non sento le braccia, le gambe. La mia testa sembra incassata in un blocco di pietra, o qualcosa di simile. Non posso muovermi.
Che cosa sta succedendo?
Mi sento sudare freddo – come quando, sotto le mura di Troia, mi ero trovato improvvisamente trovato a portata della lancia di Ettore – ma la fronte non si imperla. Forse è solo una sensazione? Sono smarrito. Solo. Immerso nell’oscurità.
Sono forse… nell’Ade? Il regno dei morti, governato dal Dio Hades?
Io, Agamennone, sovrano di Micene, Grande Re dell’Acaia?
Ho sempre rispettato gli Dei. Zeus, Apollo, Atena, Ares. Li ho pregati e ho sacrificato loro persino la mia adorata figlia. Ma il loro manifestarsi in Terra… quello sì, mi ha sempre colpito. Una cometa. Una nebbia improvvisa. Una melodia portata dal mare. Una fiamma viva…
Il fuoco. Sì. Il fuoco per me è sempre stato il segno più tangibile della presenza divina.
E d’un tratto, come se l’avessi invocata, una grande fiamma si innalza proprio di fronte a me. E poi una voce, potente e dal terribile eco.
“Alzati”, dice in tono imperioso. “Alzati… è tempo che tu riprenda il posto che ti spetta.”
Il mio corpo risponde. Mi alzo a sedere… e, fissando il mio riflesso su una lucida parete, resto inorridito.
Davanti a me, un corpo gigantesco. Il… mio corpo.
Due spalle possenti. Un mantello. Una testa con corna. Un volto malvagio, privo di vita. Il mio vero volto… incastonato nel torace lucido come un’armatura di una fattura che mi è del tutto sconosciuta. Sembro invecchiato, la mia barba e capelli sono diventati candidi come la neve.
Rabbrividisco, totalmente incapace di comprendere ciò che vedo.
Cosa… che cosa sono diventato?
“Alzati,” ripete la voce. Proviene dalla fiamma, e dentro di essa, vedo comparire due occhi senza iride. Una bocca che sorride orribilmente.
“Alzati, tu che un tempo sei stato Agamennone, figlio di Atreo, Grande Re di Acaia!”
Un tempo… sì. Allora sono davvero morto. E questo è…
Obbedisco. Mi alzo in piedi e torreggio davanti alla fiamma, che crepita e cresce fino a lambire il soffitto.
“Sei tu che mi hai riportato in vita?” chiedo. “E che mi hai trasformato… in questo?”
“Ho ridestato la tua anima in questo corpo d’acciaio”, risponde la voce. “Io, Hades, Signore dell’Oltretomba, Imperatore delle Tenebre! Ora sei mio servitore, Agamennone. Rinato per mia volontà.”
Hades… annuisco. Zeus, Atena, Apollo… nessuno di loro ha mosso un dito per me. Solo Hades mi ha aiutato. Mi ha fatto tornare.
Ma non sono più uomo. Sono… altro. Un gigante. Una statua vivente. Un… mostro?
“Comprendo ciò che sicuramente starai provando”, aggiunge. “Ma eri morto. E solo ora ho potuto ridestarti. Nella forma che vedi, e che ha centuplicato la tua forza e le tue capacità.”
Resto in silenzio, mentre la mia mente lavora. Riflette. Calcola. Quanto tempo è passato?
“Ti sono grato, sommo Hades. E adesso che sono di nuovo fra i vivi…”
“Sono passati secoli”, mi interrompe. “Il tuo Impero è polvere.”
Polvere…
Le immagini scorrono nella mia mente. Costruzioni sconosciute. Guerrieri con armi nuove. Il mondo… è profondamente cambiato.
Ma Hades mi spiega di aver ridestato anche i miei guerrieri. Trasformati come me, e nuovamente pronti a seguirmi.
“Grazie a me”, continua, “una nuova potenza nascerà. L’Impero di Micene risorgerà, e tu lo guiderai nuovamente. E avrai un nuovo nome. Agamennone, figlio di Atreo, è il passato. Al suo posto si leva il Generale Nero, condottiero delle armate Micenee!”
Esco dalla sala, affacciandomi su di un ampio terrazzo.
Sotto di me, schiere di esseri simili a me. Giganti. Arpie. Mostri deformi. E tra loro… Cassandra? I capelli fiammanti adesso di un rosso più scuro, più cupo. Il volto mostruoso, ma a differenza del mio non incastonato nel suo corpo.
La vedo solo per un attimo prima che sparisca fra la folla. Voci urlanti si levano inneggiando al mio nuovo nome.
“Generale Nero! Generale Nero!”
Sollevo il braccio destro, e improvvisamente sorrido. Sì. Sono rinato. E con il nome di Generale Nero, conquisterò il mondo. Nessuno potrà fermarmi. Né mortale, né Dio.
Il grande Impero di Micene risorgerà. E io, nel nome di Hades, diventerò il sovrano dell’intero Creato.
FINE
NOTE: l’accostamento del Generale Nero, condottiero inflessibile e lui per primo guerriero di valore, con Agamennone, mi é sempre sembrato quasi naturale, dati anche gli accenni all’Impero di Mikene (o Micene che dir si voglia, dato che i suoi abitanti sono chiamati in più di un’occasione Micenei) presenti in tutta la saga dei Mazinga.
L’accenno a Cassandra (che accompagnò, sembra non soltanto come semplice prigioniera, Agamennone al suo ritorno a Micene) si riferisce ad un mostro guerriero, presente nell’episodio numero 6 dell’anime Il Grande Mazinga, chiamato Psycobear che, esperto in psicocinesi e in poteri mentali, crea grandi difficoltà a Tetsuya ed agli altri protagonisti.
Anche Cassandra era dotata di poteri mentali- per esempio vedeva nel futuro- e, nonostante le ovvie e notevoli differenze, ho voluto inserire anche questo accostamento.
Recensioni e commenti
RECENSIONI

Ti sei inventato un bel parallelismo, parlando di Micene – o Mikene – il Generale Nero come Agamennone ci può anche stare!
Bello, si vede che come me sei un appassionato del maestro Nagai e il racconto è molto ben scritto.
Complimenti!!





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