LA GRANDE SFIDA

Scritto nel dicembre del 2023

L’arena era immensa e, qualunque fosse il luogo o l’epoca in cui ci trovavamo, il cielo sopra di noi era coperto da uno spesso strato di nubi.

Odino mi stava accanto anche se, da quando mi aveva risvegliato dal gelido abbraccio della morte, avevo scambiato con lui solo poche parole.

“L’esistenza stessa delle genti del Nord è in pericolo, Sigfrido di Xanten”, mi aveva detto, fissandomi cupamente dal suo unico occhio divino.  “Una potente entità aliena minaccia di annientarle. Solo tu, loro campione, hai la forza per salvarle.”

Lo detestavo. Non avevo mai dimenticato che era stato il responsabile della morte dei miei genitori, e non nutrivo in lui alcuna fiducia. Ma se davvero i popoli del Nord erano in pericolo, allora ero pronto a combattere per salvarli. Chiunque fosse il mio avversario.

Ed era proprio ciò che mi attendeva: uno scontro mortale nell’arena, contro gli altri campioni scelti dai loro Dei. Solo il vincitore avrebbe impedito che l’esistenza delle genti che riponevano in lui la loro fiducia venisse cancellata dal mondo.

Accanto a Odino, osservavo Achille, il campione della Grecia. Cupo, con occhi da rapace, possente e splendido nella sua armatura d’oro nero.

Al suo fianco, una donna in armatura.

“È Atena”, mi spiegò Odino. “Che regna sull’Olimpo da quando Zeus, Dio supremo delle genti di Grecia, scomparve misteriosamente durante una battaglia contro i Titani.”

Orlando d’Anglante, conte di Neustria e di Bretagna, un tempo Paladino di Carlo Magno, ora rappresentava la cristianità. Indossava un’armatura d’argento con intarsi dorati ed era biondo come me. In quel momento conversava con una figura alata al suo fianco, alta ed eterea.

“È l’arcangelo Michele”, prestai appena attenzione alla voce di Odino, osservando invece incuriosito gli altri campioni lì presenti.

Artù Pendragon, leggendario re di Britannia, impugnava la sacra spada Excalibur. Shaka Zulu, campione delle genti d’Africa, Gengis Khan il feroce, Gilgamesh che aveva sfidato la morte stessa… erano tutti eroi, i più grandi del loro tempo. Come me.

Mancava solo un guerriero. Un cavaliere che in vita aveva difeso le genti dell’Est contro le invasioni turche. Dopo la morte, era divenuto qualcosa di più oscuro: un vampiro. Nonostante la sua nuova natura, però, si diceva che non avesse mai tradito i principi in cui credeva.

Il passo di uno stallone nero, possente quanto il mio Grani, mi strappò dai miei pensieri. Eccolo.

Alto e possente, indossava un’armatura color rosso sangue. Al suo fianco, una lugubre figura ammantata di nero.

Vlad di Valacchia, l’ultimo partecipante al torneo, era giunto.

Molto bene, pensai. Sorrisi, posando la mano destra sul pomo della mia spada Balmung. Gli occhi rossi di Vlad, carichi di una luce sinistra, si posarono su di me per un istante. L’ora della battaglia è giunta. Fatevi avanti, guerrieri di ogni epoca… Sigfrido di Xanten è qui per affrontarvi!

pppppppppppppppppppp
FINE

Recensioni e commenti

RECENSIONI

Vediamo chi vincerà ?? io tifo per l’ Arcangelo Michele 🙂 Bravo Enrico

Oh amico mio come scrivi tu di miti e leggende nessuno mai. Chi vincerà?

Wow che bel racconto lo stai pubblicando solo qui o anche in altre piattaforme?

2 commenti

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