IL GRANDE TORNEO

La piantagione degli Howell si stendeva come un mare d’oro e sangue sotto il sole della Lousiana. Le querce secolari, i campi di cotone, le verande bianche e le ombre lunghe del tramonto: tutto sembrava immobile, eterno. Ma Georgiana Howell sapeva che nulla lo era davvero.
Aveva diciotto anni, e già dominava le sue coetanee con la sicurezza di una regina. Ribelle, testarda, anticonformista, e anche prepotente, dicevano. Ma nessuno osava contraddirla. Nemmeno suo padre, il colonnello Howell, che pure comandava la tenuta con pugno di ferro.
Georgiana era cresciuta con Kitty, una schiava nera che le era stata affidata da bambina. Dormivano insieme, ridevano insieme, si proteggevano a vicenda. Kitty era la sua migliore amica. E qualcosa di più. Georgiana non lo diceva a nessuno, ma il suo cuore batteva per lei in modo che non riusciva a spiegare.
Quando il colonnello Howell le annunciò che avrebbe sposato l’avvocato Bradley, Georgiana lo guardò come se le avesse proposto di vendere la sua anima.
“Non lo farò mai,” disse. “Preferisco morire.”
Il padre non rispose. Ma il giorno dopo, a fine febbraio, Kitty fu venduta insieme ad altri schiavi. Georgiana lo scoprì troppo tardi. La carrozza era già partita, diretta verso sud. Nessuno seppe dirle dove.
La notte stessa, Georgiana fuggì dalla piantagione. Indossò abiti da uomo, rubò un cavallo, e partì. Doveva ritrovarla. Doveva sapere.
Ma il mondo stava cambiando. Le voci di guerra si facevano sempre più forti. Le strade erano piene di soldati, di barricate, di rabbia. La Georgia bruciava di tensione, e la Guerra di Secessione era alle porte.
Georgiana si trovò nel mezzo di un conflitto che non capiva del tutto, ma che sentiva dentro. I bianchi parlavano di libertà, ma negavano quella degli altri. I neri fuggivano, combattevano, morivano. E lei, figlia di un padrone, cercava una schiava. Cercava Kitty.
Ogni notte sognava il suo volto. Ogni giorno chiedeva, cercava, sperava. E mentre il mondo crollava intorno a lei, Georgiana capiva che l’amore non conosceva colore, né legge, né confine.
Recensioni e commenti
RECENSIONI

In questo nuovo racconto il protagonista sembra essere il serio e pacato Ector, fratellastro di Lancillotto e si parla di Bald figlio di Galvano- è il Baldia dell’Ultima battaglia o un personaggio a sé stante?
Comunque tanto forte da sconfiggere persino il campione Lancillotto.
Come inizio promette bene, mi piace anche che tu abbia inserito i figli di Artù – di cui si parla sempre troppo poco a mio parere – Gwydre e Loholt. E c’è anche una figlia femmina, Eerin.
Molto buono, attendo il seguito.
Paolo

Un bel torneo fra cavalieri ci sta sempre, e qui abbiamo anche un vincitore a sorpresa.
Ector invece vuole lasciare Camelot, mentre la principessa Eerin sembra destinata a sposare il giovane nuovo arrivato. Chissà se le cose procederanno proprio così.
Bravo anche qui, resto in attesa del seguito!
Mauro
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