UN PREZIOSO AIUTO
Scritto nel maggio del 2015

Abbiamo sempre visto Oscar decisa e determinata, dritta contro le avversità come la lucente lama di una spada. Eppure mi sono sempre chiesto se anche lei, durante la sua adolescenza precedente agli eventi del celebre anime che tanti di noi hanno amato, non abbia avuto dei momenti di crisi riguardo ad una strada di vita che, non dimentichiamolo, le era stata imposta dal severo padre.
Secondo me li ha avuti eccome, ed ecco come mi piace immaginare siano potute andare le cose…
“Basta, padre!” grido e, fuori di me, sbatto a terra la spada da addestramento. L’elsa intarsiata d’argento che tanto amavo da bambina si graffia leggermente, ma non m’importa. “Non voglio più impugnare questa spada… mai più!”
“Cosa? Ma che stai dicendo, Oscar?”
Mio padre – il generale Reynier de Jarjayes – è lì, alto e imperioso, a pochi passi da me. Mi fissa con il suo solito cipiglio severo, disapprovando, come sempre, ogni minimo segno di ribellione ai suoi rigidi dettami.
Io lo rispetto e gli voglio bene. Ma sono stanca della vita che mi ha imposto. Io non sono un ragazzo. Non sono il figlio che non ha mai avuto!
Per anni, crescere come un ragazzo non mi è per niente pesato. Anzi, ero fiera di essere diversa dalle ragazzine tutte uguali che giocavano con le bambole e imparavano a ricamare. Ma adesso… tutto è cambiato. Mi sento confusa. Ci sono troppe cose che non capisco, e che all’improvviso mi opprimono.
Perché non posso vivere anch’io come le mie sorelle? Come una qualsiasi fanciulla di buona famiglia, che cresce spensierata, in attesa di sposarsi e costruire una famiglia?
Mio padre voleva un figlio. E così mi ha dato una vita fatta di addestramenti, di esercitazioni, di disciplina. Ma ora che sto per compiere dodici anni, sento che quel futuro – un futuro deciso da lui – sta per chiudersi su di me come una morsa. Una prigione da cui forse non c’è uscita.
“Oscar, io ti ho allevata perché tu fossi, per me, il figlio che tua madre non è riuscita a darmi,” ripete mio padre ancora una volta. “Te l’ho spiegato moltissime volte. E quindi adesso non capisco…”
“Esatto, padre!” lo interrompo, senza rendermi conto che nessuna delle mie sorelle ha mai osato farlo. “Voi non capite! Io sono una fanciulla, ma mi avete riempito la testa solo di manovre militari e discorsi marziali. E io… io adesso non so più che cosa sia giusto fare della mia vita!”
“Oscar…” si avvicina. “Oscar, figlio mio…”
“Non sono vostro figlio!” gli grido, prima di voltarmi e fuggire via dalla stanza, incurante della sua voce severa che tenta, invano, di richiamarmi indietro.
Poco dopo sono sola, finalmente al sicuro. Seduta sotto i secolari alberi del giardino della residenza di famiglia, posso riflettere un po’ più tranquillamente su quanto è appena accaduto.
Fino ad ora, mi ripeto, la vita impostami da mio padre non mi ha mai pesato. E devo anche ammettere che maneggiare la spada e cavalcare come un uomo non mi dispiace affatto.
Del resto, non mi sono mai sentita a mio agio con le altre fanciulle. I loro discorsi frivoli, privi quasi di spessore, non mi hanno mai coinvolta. E allora?
Allora perché questo senso di frustrazione mi pervade l’animo così all’improvviso? È davvero il desiderio di vivere come tutte le altre fanciulle? Oppure… oppure forse…
D’un tratto sento dei passi. Mi volto.
André, il giovane nipote della domestica, è lì. Si ferma nell’erba, ricambiando il mio sguardo velato di lacrime non versate con i suoi grandi occhi verdi, fermi e profondi.
“A… André…” mormoro, senza alzarmi. “Che cosa c’è?”
“Oscar, ecco… io…” dice, imbarazzato. Si china al mio fianco. Tiene qualcosa tra le mani.
“Ho sentito quello che dicevi a tuo padre.”
“Hai sentito…?”
“Tutto. Sì.”
“André…” lo fermo, temendo parole che non voglio sentire. “Se stai per dirmi…”
“No, Oscar. Non voglio dirti niente. Solo… darti questo.”
Mi porge un libro. La copertina è rossa, rilegata con cura. Il titolo: Vita e imprese di Giovanna d’Arco, la Pulzella d’Orléans.
“L’ho trovato per caso”, mi spiega con un sorriso incerto. “Quando tuo padre mi ha permesso di visitare la sua vecchia biblioteca. L’ho letto. Tienilo, Oscar; credo… credo che leggerlo possa aiutarti.”
Sorrido, prendendo il libro dalle sue mani.
So che André mi vuole bene. E anche se non credo che nessuno possa davvero aiutarmi a far luce su ciò che mi tormenta, lo leggerò. Per lui.
Dopotutto, André mi è sempre stato accanto. E non voglio dargli un dispiacere. Anche se, ne sono convinta, la risposta ai miei dubbi non si trova in nessun libro. È nascosta. Ben celata dentro di me.
Trascorro i giorni seguenti confinata nella mia stanza.
Dato che ho rifiutato di scusarmi con mio padre, le mie solite attività sono sospese. E così, sola, passo il tempo con il libro su Giovanna d’Arco come unica compagnia.
Lo leggo con attenzione. Lentamente. Riga dopo riga.
Il testo mi assorbe così tanto che quasi non mi accorgo di quanto la vicenda della nostra antica eroina rispecchi, per certi versi, la mia.
Mano a mano che proseguo nella lettura, però, qualcosa dentro di me cambia. Le nubi dell’indecisione e del dubbio si diradano. Come per magia.
Giovanna non era come le altre. E nemmeno io lo sono.
E forse… forse non è una cosa così brutta.
“Oscar”, mi saluta mio padre quando entro nel suo studio privato.
Lui mi dà le spalle, affacciato alla grande finestra e io resto in piedi, silenziosa.
“Sono quattro giorni che non esci dalla tua stanza… che cosa sei venuta a dirmi?”
“Sono venuta per dirvi”, rispondo con tono sicuro, “che sono pronta a riprendere il mio addestramento con la spada. Vi prego, padre… insegnatemi tutto ciò che sapete.”
Si volta. Mi guarda. Nota la spada da addestramento al mio fianco e sorride.
“Devo ammettere che non me l’aspettavo. Questo vuol dire… che non hai più dubbi?”
“No. Adesso so cosa voglio fare della mia vita. E non temete: non esiterò mai più.”
Rimane in silenzio per un po’, quindi annuisce soddisfatto.
“Benissimo, Oscar. Allora, se è così… riprendiamo subito il tuo addestramento.”
Questa volta, invece che andare nella sala degli addestramenti, scendiamo in giardino. Qui troviamo André pronto ad assisterci.
Per un attimo incrocio il suo sguardo e il ringraziamento che gli trasmetto, senza muovere le labbra, è perfettamente comprensibile.
Grazie caro André. Tu l’avevi capito, vero?
Io non rifuggivo la mia vita da uomo. Solo il modo in cui mi era stata imposta. Avevo bisogno di capire cosa volevo davvero. E l’ho capito, grazie alla storia di Giovanna.
Anche lei, come me, ha intrapreso la via del guerriero. Ha esitato, poi ha preso la sua decisione. E non si è mai pentita.
Il tuo aiuto è stato prezioso, André. Per merito tuo, ora so quale strada seguire. E come Giovanna d’Arco… seguirò il mio destino. Fino in fondo.
FINE
Recensioni e commenti
RECENSIONI

Un libro letto al momento giusto può aiutare tanto la persona che lo legge.
È tempestivo e appunto prezioso l’aiuto che Andrè dà ad Oscar, nobile fanciulla alle soglie dell’adolescenza e in piena confusione su quale dovrà essere il suo futuro, se come quello di tutte le fanciulle aristocratiche del suo tempo, oppure seguire la carriera militare che il padre ha scelto per lei.
Leggere di una persona che ha gli stessi dubbi può aiutare a far chiarezza sui propri ed è così che Oscar riuscirà a scegliere definitivamente la sua strada.
Un racconto breve ma intenso, dove sono delineati con chiarezza i tormenti interiori della protagonista attraverso le sue riflessioni riportate nel testo, ben costruito e dal linguaggio semplice e scorrevole, che mette insieme quello che potrebbe essere definito un “racconto di formazione”.

Una missing moment per parlare delle due anime di Oscar: quella femminile, sempre celata ma che ad Andrè non sfugge mai e quella maschile, dove Oscar ormai ragazzina giunge ad un bivio: scegliere tra la aua natura femminile e quella maschile, imposta dal padre.
Un dilemma che verrà dissolto grazie all’intervento di Andrè, che darà ad Oscar il consiglio di cui aveva bisogno, in modo assolutamente discreto.
Accontentandosi di rimanere per lei il buon amico che è sempre stato.
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Oscar come Giovanna d’Arco, è un bell’accostamento! Mi sono documentata un po’ meglio su Giovanna d’Arco prima di scrivere una recensione perché non ne sapevo granché; in effetti ci sono diversi punti in comune fra loro: la dedizione alla causa, il dover indossare abiti maschili per poter essere considerate dal resto del mondo. Per Giovanna è una scelta mentre per Oscar è un’imposizione almeno all’inizio. Con il passare del tempo lei impara ad amare quella imposizione, anche perché, se si fosse ribellata, chissà che fine avrebbe fatto. L’André del tuo racconto, consegnandole il libro, le suggerisce velatamente che non tutti i mali vengono per nuocere e che la sua posizione poteva riservarle dei vantaggi. Qui André è diverso da quello dell’anime che le grida di tornare ad essere una donna, la tua versione mi piace di più perché aiuta Oscar suggerendole una prospettiva diversa. Lui le voleva bene e non avrebbe voluto vederla gettare fra le braccia di qualche nobile solo per interesse contro la sua volontà. Il tuo André le ha regalato un sogno di libertà.
P.s. forse Oscar non finisce di leggere il libro: Giovanna d’Arco muore sul rogo a 19 anni……
Ciao!
Sì, fra Giovanna d’Arco e Oscar ci sono, come giustamente osservi tu, molti punti in comune anche una certa affinità di carattere; entrambe infatti sono salde nelle loro convinzioni e seguono la strada tracciata con una decisione da fare invidia a tanti.
Solo verso la fine arrivano a mettere in dubbio un po’ tutti i loro punti fermi, Oscar quando s’innamora di Fersen e Giovanna quando cade prigioniera dei traditori Borgognoni e rischia il rogo (sul quale poi alla fine troverà la morte); la fine di entrambe è tragica ma le loro vite sono vissute appieno.
Quanto ad André sì, io ho sempre apprezzato il suo ruolo di “spalla” consigliere discreto la cui presenza però è fondamentale per la crescita della protagonista; più che azioni eclatanti – che pure compie – André per me da’ il meglio con la sua solida presenza, l’affidabilità e l’essere un punto fermo di cui non si può fare a meno – una sorta di Taro Misaki per Tsubasa Ozora nella prima parte del manga Capitan Tsubasa.
Ciao e grazie mille di aver letto e recensito 🙂
André sempre al suo fianco oscar ha avuto un attimo di esitazione ma poi ha continuato a seguire il suo destino
Oscar ha esitato per un attimo la sua vita ma poi grazie André ci ha ripensato
Si ☺️.
Grazie di aver letto e recensito 🙂
Sì, André presenza fondamentale.
Così come lo sono i miei lettori per me 🙂.
Grazie ☺️