Alison era sdraiata nel suo letto, con gli occhi spalancati e il cuore che le batteva un po’ più forte del solito. Non riusciva a dormire, in preda a una strana eccitazione. Fuori dalla finestra, il cielo notturno era punteggiato di stelle scintillanti. Ad un certo punto la ragazzina, scostate le coperte, si alzò e si avvicinò alla finestra. Da lì si mise a osservare le stelle lontane, chiedendosi se anche loro, forse, stavano guardando lei.

Improvvisamente un’ombra si materializzò nel cielo, fluttuando leggera come una piuma mentre scendeva giù verso la sua finestra,

Alison la fissò trattenendo il respiro, e quando l’ombra infine si posò delicatamente sul davanzale esterno della sua finestra, prese le fattezze di un ragazzino.

Battendo delicatamente contro il vetro, lo sconosciuto sorrise ma qualcosa nei suoi occhi sembrava brillare di uno strano e inquietante scintillio.

Alison rimase un po’ a guardarlo, incerta sul da farsi, poi alla fine si decise ad aprire la finestra.

“Ciao” le disse il ragazzino. Il suo sorriso era magnetico ma in qualche strano modo non raggiungeva i suoi occhi di un particolare color ambra. “Mi chiamo Peter. Tu come ti chiami, dolce fanciulla?”

“Alison” rispose lei, pensando che Peter doveva avere più o meno la sua età, forse anche meno. “Ma tu come hai fatto a…”

“Vengo dall’Isola che non c’è” la interruppe lui. “Un luogo dove i sogni e gli incubi si intrecciano all magia… e dove, se lo si desidera, si può decidere di non crescere mai. Ti piacerebbe rimanere per sempre come sei adesso?”

“Io…” stupita Alison fissò ad occhi sgranati Peter che continuava a sorriderle. “L’Isola che non c’è… io non ne ho mai sentito parlare…”

“No?” Negli occhi di Peter passò per un attimo una luce sinistra. “Eppure dovresti proprio vederla. È un luogo magico, dove i desideri si avverano… certo c’è un prezzo, ma non devi avere paura. Vuoi venire con me?”

La ragazzina sentì una strana sensazione di eccitazione mista a paura crescerle dentro. Annuì lentamente, incapace di resistere alla promessa di un’avventura proibita e Peter sorridendo la prese per mano. La sua stretta era fredda come l’acciaio e per un attimo Alison ebbe paura, ma già la sua camera svaniva attorno a lei e la malia di Peter l’avvolse portandola via.

La mattina dopo Jane, la mamma di Alison, salì fino in camera sua per svegliarla. “Alison, cara” chiamò aprendo la porta della stanza, “svegliati è ora di…”

S’interruppe perché la camera era vuota, il letto sfatto.

“Alison!” Urlò Jane in preda al panico, mentre un brivido gelato le corse giù per la schiena. “Alison tesoro, dove sei? Alisoooon!”

Ma per quanto gridasse era tutto inutile… perché nemmeno più l’ombra di Alison era lì, portata via verso un luogo da cui nessuno aveva mai fatto ritorno.

FINE

Recensioni e commenti

4 commenti
  1. Agata
    Agata dice:

    Mi piace questa versione un po’ dark di Peter Pan, lascia con la curiosità e il fiato sospeso. Potresti scrivere un seguito, mi piacerebbe leggerlo

    Rispondi

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