ANIMA NERA
Scritto nel settembre del 2015

Aily sorrise, uscendo dalla sua stanza con indosso l’abito da sposa.
“Papà, mamma… come sto?”
“Sei bellissima, Aily…” le sorrise il padre, un uomo alto e dai capelli scuri.
“Sì, amore,” aggiunse la madre, snella e dai capelli chiari come i suoi. “E domani, al tuo matrimonio, sarai più bella di una regina delle fate.”
Aily arrossì, felice. Aveva quindici anni, e in quel momento i suoi occhi brillavano della gioia più pura. L’indomani avrebbe sposato il ragazzo che amava. E forse, suo fratello Rei – appena divenuto maestro della Sacra Scuola dell’Uccello d’Acqua di Nanto – sarebbe anche riuscito ad arrivare in tempo per la cerimonia.
All’improvviso, però, il suo sorriso si spense. Alla finestra, comparvero volti sconosciuti. Feroci. Un attimo dopo, i vetri esplosero. Un numeroso gruppo di predoni irruppe nella casa.
“Che cosa volete?” gridò il padre di Aily. Non ebbe risposta. Solo un colpo violento allo stomaco, che lo fece cadere a terra morto.
“No, caro…!” urlò la madre. Un altro colpo. Un’altra vita spezzata. “Sca… scappa, Aily…” mormorò la donna cadendo a terra. Tese la mano verso la figlia poi spirò.
Aily indietreggiò, tremante. Rei… fratello mio… ti prego… vieni ad aiutarci…
I predoni si fecero da parte. Un altro entrò, forse il loro capo. Gigantesco, vestito di pelle. Un elmo nero, con la visiera a forma di volto demoniaco, gli copriva il volto.
“Questa è la ragazza, eh?” ridacchiò. Aily vide i suoi occhi sotto la visiera: bruciavano di malvagità.
“Sì, sei abbastanza graziosa per potermi divertire… come ti chiami, sgualdrinella?”
Aily non rispose. L’uomo allora la schiaffeggiò, facendola crollare a terra.
“Io adesso sono il tuo padrone, chiaro?” La sollevò per i capelli. “Quando ti faccio una domanda, esigo una risposta!”
Aily annuì, tremando. L’uomo le strappò il velo da sposa e lo gettò nel sangue dei suoi poveri genitori.
“E adesso… dimmi come ti chiami.”
“A… Aily…” sussurrò lei.
L’uomo annuì, poi la sollevò caricandosela in spalla senza tanti complimenti.
Usciti dalla casa ormai semidistrutta. Al momento di risalire sulle moto, però, uno dei predoni indicò verso est. “Signor Jagger!” gridò al capo, che portava ancora Aily in spalla. “Guardi là!”
Jagger si voltò. Un cavaliere, su uno stallone fulvo, si stava dirigendo al galoppo verso di loro. Il rumore di zoccoli sembrò rimbombare sul nudo terreno, poi lo sconosciuto si fermò davanti a loro.
Jagger gettò Aily a terra e lo fronteggiò.
“Non so chi tu sia, straniero”, ringhiò. “Ma ti consiglio di sparire. O ti faccio a pezzi.”
Aily fissò invece il cavaliere. Alto. Imponente. Capelli lunghi fino alle spalle. A causa della semioscurità non riusciva a vedergli bene il viso. Era forse… suo fratello Rei, venuto a salvarla?
“Lasciate andare quella ragazza”, si limitò a rispondere il cavaliere, con un tono gelido che non sembrava appartenere affatto a Rei. “Altrimenti sarete voi a essere fatti a pezzi. Fuori dai piedi!”
“Come osi?” urlò Jagger. “Non sai chi sei venuto a sfidare! Colpo Micidiale delle Mille Mani di Hokuto!”
Si lanciò sul cavaliere. Questi però lo evitò appena, poi tracciò un segno verticale nell’aria, sfiorando in apparenza Jagger con un solo dito.
“Ma questa… questa è la tecnica Nanto…” mormorò lui ricadendo a terra. “M-maledizione…”
Furono le sue ultime parole. poi il suo corpo venne letteralmente diviso in due crollando al suolo in una tempesta di sangue.
“I… il signor Jagger è stato sconfitto…” balbettarono i predoni in preda al panico. “Quel cavaliere è un mostro… fuggiamo!”
Ma non fecero in tempo a farlo, perché il cavaliere mosse le braccia, creando numerose onde di vuoto, che si scagliarono contro i predoni dilaniandoli a morte simili a fendenti micidiali.
“Non meritavate di vivere”, disse, con disprezzo. Smontò da cavallo e si avvicinò ad Aily.
“Adesso sei libera…” mormorò, accarezzandole i capelli. “Non devi più avere paura.”
Quell’uomo non era Rei, ma comunque l’aveva salvata. Forse…
Aily alzò lo sguardo. L’uomo era alto. Di nobile profilo. E adesso che lo poteva vedere bene, si accorse che i suoi capelli erano rossi. Il viso truccato e le labbra piegate in un freddo sorriso freddo. Gli occhi chiari. E privi di qualsiasi luce di compassione.
Un numeroso esercito si palesò dalle tenebre. Lo guidava un uomo cieco da un occhio, con indosso una divisa rossa con alamari dorati.
“I vostri ordini, lord Yuda?” chiese inginocchiandosi di fronte al salvatore di Aily.
Yuda prese la mano della fanciulla… e adesso il suo sguardo era colmo di malvagità.
“Torniamo al castello, Dagar”, disse, sorridendo. “Per questa notte abbiamo compiuto il nostro dovere. Il Male e l’Oscurità sono stati debellati.”
Poi scoppiò in una risata. Perversa e inquietante come tutto il suo essere.
E Aily, con gli occhi sbarrati, capì. Senza possibilità di errore.
Era caduta nelle mani di un demonio.
FINE
Recensioni e commenti
RECENSIONI

Spettacolo!
Jagger l’avrei tanto voluto vedere tagliato in mille pezzi da Rei nella serie classica, ma anche da Yuda diciamo che mi posso accontentare.
E povera Airi, dalla padella alla brace!
Bella storia, bravo.
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Capolavoro di tensione! Il passaggio da favola luminosa a incubo totale è fulmineo e potentissimo, e l’arrivo del cavaliere è un’entrata in scena da brividi.
E quando si rivela essere Yuda… BOOM. Da salvatore a demone in un secondo. Finale da urlo.
Ti ringrazio 🙂. Sì, l’ingresso a sorpresa di Yuda mi è venuto così, in modo da legare Rei a doppio filo tra vendetta e salvataggio della sventurata sorella.
Felice che ti sia piaciuto.