L’ARMA SEGRETA

Non… non riesco a fare rialzare il Grande Mazinga, pensò con rabbia Tetsuya, le cui mani armeggiavano nervosamente sui comandi del robot.
Il Grande Mazinga però, danneggiato dall’attacco a tradimento di ben tre mostri guerrieri, adesso giaceva su di un ginocchio mentre la Fortezza Demonika si dirigeva su di lui pronta a schiacciarlo. Dannazione no… non posso farmi uccidere così dal nemico… alzati Grande Mazinga, alzati!
Lacerato dall’invidia verso Koji, che aveva ritrovato suo padre Kenzo, e sentendosi più che mai escluso a causa della sua condizione di orfano, che l’aveva segnato per tutta l’adolescenza, si era lanciato in battaglia per la prima volta non lucido. L’attacco nemico l’aveva così sorpreso, mentre Jun e Koji erano troppo lontani per aiutarlo.
“Sei finito, Tetsuya Tsurugi!” gli rise in faccia l’odiato viso della Marchesa Janus, comparsogli nello schermo del Brain Condor. “E questa volta non sfuggirai all’abbraccio della morte!”
“Janus, dannata…” ringhiò in risposta Tetsuya, “io non mi lascio uccidere così! Great Boomerang!”
Con uno sforzo, il Grande Mazinga lanciò contro la volante fortezza nemica la sua piastra rossa a v sul petto ma mancò il bersaglio. Tetsuya osservò l’arma ritornare indietro e piantarsi nel terreno mentre ormai Demonika era su di lui, incombente come l’Angelo della Morte.
E’… è finita…, pensò ormai rassegnato. Io…
“Tetsuya!” gridò all’improvviso la voce del professor Genzo Kabuto e Tetsuya, guardando nello schermo, vide il viso duro ma amato del suo mentore osservarlo con il solito sorriso sicuro di sé. “Tetsuya, sono qui!”
“Pro… professor Kabuto…? Ma cosa…”
“Sono qui per aiutarti, Tetsuya”, gli disse ancora il padre di Koji e Shiro, “perché io ti amo come amo Koji, Jun e Shiro… come un figlio, Tetsuya.”
“Come… un figlio.”
A quelle parole, gli occhi di Tetsuya si riempirono di lacrime. Dal suo abitacolo vide però che la parte superiore della Fortezza delle Scienze si stava lanciando contro la Fortezza Demonika… e allora capì.
Il dottor Kabuto aveva deciso di sacrificarsi per salvarlo!
Tentò di fare qualcosa, ma era già troppo tardi; con uno schianto assordante infatti la Fortezza delle Scienze si schiantò contro l’astronave nemica distruggendosi e danneggiando gravemente anche quest’ultima.
“Professor Kabutoooooooooo!” gridò in lacrime Tetsuya. “Perché! Perché ti sei sacrificato… per salvarmi?”
“Addio, Kenzo, amico mio…” mormorò in lacrime Yonnosuke Yumi.
Aveva assistito all’estremo sacrificio del generoso professore dai monitor di controllo dell’Istituto di Ricerca per l’Energia Fotoatomica. “Io ti giuro che il tuo eroico sacrificio non verrà mai dimenticato e che noi sopravvissuti sconfiggeremo i Mikenes…”
“Jun!” gridò, prendendo in mano il microfono di collegamento della base, “Jun, mi senti Jun?”
“Sì, professore”, gli rispose la giovane pilota di Venus Alfa. Aveva appena confitto il mostro guerriero che l’aveva sfidata e stava tornando, in volo, alla Fortezza delle Scienze. “Che succede?”
“Jun, ascoltami, il… il professor Kabuto si è sacrificato, gettandosi contro la Fortezza Demonika per salvare la vita a Tetsuya…”
“Co… cosa…?” Gli occhi scuri di Jun si riempirono di lacrime. “Il professor Kabuto… è morto…?”
“Sì, e il Grande Mazinga è danneggiato, mentre Koji è ancora impegnato in battaglia e Sayaka, Boss e Shiro stanno ancora difendendo la parte inferiore della Fortezza delle Scienze. Tu sei l’unica che può muoversi liberamente, perciò recati sulla spiaggia e recupera ciò che rimane del corpo del professore poi portalo qui e và ad aiutare Koji. Mi hai capito, Jun?”
“Vado”, annuì decisa lei. Volò veloce verso la spiaggia dove il corpo di Kenzo Kabuto giaceva privo di vita fra le braccia di un disperato Tetsuya. Il Grande Mazinga era lì vicino, privo di luce quasi come se fosse morto anche lui.
Jun atterrò e, scesa dall’abitacolo di Venus Alfa, si avvicinò.
“Jun…” gli occhi di Tetsuya erano pieni di lacrime, il suo viso scavato dal dolore. “Jun, se il professore è morto è stata solo colpa mia…”
“Non dirlo nemmeno, Tetsuya”, scosse la testa lei. “Il professor Kabuto ti amava molto, così come amava tutti noi. E per onorare la sua memoria dobbiamo assolutamente sconfiggere i Mikenes. Adesso… adesso non conta nient’altro.”
Tetsuya la guardò e si rialzò in piedi.
In quel momento però la Fortezza Demonika, danneggiata dallo scontro con Kabuto ma ancora in grado di combattere, ricomparve minacciosa in cielo, e da essa fuoriuscirono cinque mostri guerrieri. “Demonika…” mormorò Jun, “maledetta…”
“Terrestri!” gridò il Grande Maresciallo Inferno, affiancato all’interno della fortezza volante dalla Marchesa Janus e dal subdolo Ministro Argos. “Adesso vi dimostreremo che il sacrificio del dottor Kenzo Kabuto è stato assolutamente inutile! Distruggeteli mostri meccanici!”
“Ci penso io, Jun”, disse Tetsuya. “Tu va’ e porta via il corpo del professore.”
“Tetsuya, ma… sei sicuro di farcela? Il Grande Mazinga è danneggiato e…”
“Fidati di me”, le sorrise lui. “Ho recuperato le energie e adesso il sistema di comando sembra di nuovo funzionare. Posso affrontare quei maledetti e distruggerli. Combatterò e vincerò! Va’, presto!”
Jun annuì e mentre si allontanava a bordo del suo robot vide Tetsuya che, risalito a bordo del Grande Mazinga, si preparava a fronteggiare i nemici lanciati all’attacco contro di lui.
“Venite maledetti!” gridò il coraggioso pilota con un sorriso spavaldo. “Ora vi farò vedere la vera forza del Grande Mazinga! Breast Burn!”
Mazinga Z evitò agilmente l’attacco di uno dei due mostri guerrieri contro cui stava combattendo.
“Sei lento!” sorrise il pilota Koji Kabuto. “Rocket Punch!”
Il pugno di Mazinga Z, staccatosi dal braccio del robot, si scagliò sul nemico dividendolo in due.
Mentre il mostro guerriero saltava in aria l’altro, con le forme di un mostruoso olifante, attaccò ma Mazinga Z, arretrando, lo evitò.
“Non mi sconfiggerai, maledetto!” Gridò Koji, “prendi questo, Raggi Fotonici!”
Scagliò, dagli occhi del suo robot, il potentissimo raggio.
Il nemico però lo evitò, caricandolo e buttandolo a terra per poi tempestarlo di colpi.
Maledizione, pensò Koji, mi ha preso alla sprovvista…
Venne ancora colpito quindi il nemico lo caricò con le corna e, sollevatolo in aria, lo scagliò lontano pronto a gettarglisi addosso per schiacciarlo con il suo peso.
“Missili Fotonici!”
È Jun! Pensò sorridendo Koji, mentre i missili scagliati da Venus Alfa colpivano il mostro nemico, bene, e adesso…
“Rocket Punch Rotant!” gridò, facendo rialzare in fretta Mazinga Z e scagliando un potentissimo pugno rotante contro il nemico. “E adesso il colpo di grazia! Breast Fireeeeeeeeeeeeeeee!”
Scagliò l’inferno di fuoco, il potentissimo raggio di calore, contro il nemico che, sotto l’intensità dell’attacco micidiale, venne totalmente distrutto.
“Ce l’abbiamo fatta, Jun!” sorrise Koji. “Grazie per essere venuta ad aiutarmi!”
Quando però Jun, atterrando accanto a lui, gli disse della tragica morte del padre, sbiancò.
“P-papà…”
“Koji, mi dispiace tanto, credimi. Volevo molto bene a tuo padre, e sono sconvolta quanto te. Lui si è sacrificato gettandosi con parte della Fortezza delle Scienze contro la Fortezza Demonika, per salvare Tetsuya da una fine certa…”
“Te… Tetsuya…” mormorò Koji, asciugandosi le lacrime che gli rigavano il viso.
Tutto l’astio che ultimamente aveva provato per il pilota del Mazinger Z scomparve, davanti all’eroico sacrificio del padre ed al ricordo di come, un anno prima, proprio Tetsuya gli aveva salvato la vita nella battaglia finale contro il Dottor Hel. Quel giorno sarei certamente morto, pensò, ucciso dai Mikenes dopo aver vinto Hel. È stato solo grazie all’intervento di Tetsuya se mi sono salvato, cavandomela con un impianto robotico al posto del petto mentre il mio corpo avrebbe potuto invece essere fatto a pezzi. Capisco perché adesso ti sei sacrificato per lui, papà…
“Dobbiamo andare, Jun. Andiamo ad aiutare Tetsuya!”
“Sì!”
Te lo prometto papà, pensò Koji mentre Mazinga Z e Venus Alfa si alzavano in volo. Insieme a Tetsuya ti vendicherò… e sconfiggeremo l’impero di Mikene una volta per tutte!
“Thunder Break!” gridò Tetsuya, lanciando contro due mostri meccanici il suo terribile attacco del fulmine e disintegrandoli, quindi si gettò all’attacco degli altri tre. “Fatevi sotto maledetti! Mazinger Blade!”
Stringendo la spada demoniaca nella mano destra menò un fendente di rara potenza che divise in due un mostro meccanico ma un altro lo caricò da destra sbalzandolo via.
Dannato…! Me la pagherai…!
Fece per reagire ma una scarica di raggi lo colpì in pieno; barcollò, e subito i mostri meccanici gli si lanciarono contro per finirlo.
Tetsuya torse le labbra in una smorfia feroce. “Vi distruggerò, maledetti!” gridò, e scagliata la spada contro uno dei due mostri, puntò i pugni contro il secondo. “Atomic Punch!”
I due pugni, scagliati all’unisono dal robot, colpirono il mostro meccanico in pieno poi Tetsuya si lanciò contro l’altro, che era stato colpito dalla spada. “Nerble Missile!”
Il missile centrale, uscito con violenza dal bacino del Grande Mazinga, centrò in pieno l’avversario riducendolo in un attimo in un cumulo di rottami fumanti.
“Maledetto Grande Mazinga…” sibilò furioso il Grande Maresciallo Inferno, che aveva osservato l’intero combattimento sperando di vedere la fine dell’odiato nemico. “Ma non è finita qui, ora vedrai…”
Li ho sconfitti, pensò Tetsuya, ma il Grande Mazinga ha subito altri danni e non so se…
D’improvviso i boccaporti di Demonika si aprirono e da essi uscirono Scarabeth, Ardias e Yuri Caesar, gli ultimi tre generali di Mikenes sopravvissuti alla guerra.
“Venite pure, generali di Mikene!” gridò loro Tetsuya, “il Grande Mazinga non vi teme… io combatterò fino alla morte!”
Papà..., pensò fra le lacrime Koji, in volo verso il luogo della battaglia, papà abbiamo potuto stare insieme così poco… e questa volta sei morto per davvero, non ho più speranze di rivederti. Oh papà…
“Presto, Koji!” gli gridò Jun, strappandolo ai suoi pensieri, “guarda laggiù, Tetsuya è in difficoltà!”
Tetsuya, attaccato da Yuri Caesar, scagliò i suoi pugni atomici contro il gigantesco generale di Mikene ma questi li evitò con un’agile mossa.
Dannazione, i miei attacchi hanno perso di potenza. Ma non mi arrenderò…
“Great Tiphon!”
Ma anche la potentissima folata di vento energetico riuscì solo a scalfire il corpo del potente generale che, gettatosi sul Grande Mazinga, cominciò a tempestarlo di pugni.
“Raggi Fotonici!”
“Koji…?” mormorò Tetsuya mentre Yuri Caesar arretrava per non venir centrato dal raggio scagliatogli contro.
“Siamo qui per aiutarti, Tetsuya!” sorrise il giovane Kabuto atterrando, insieme a Venus Alfa, vicino al Grande Mazinga.
“Koji, io…”
“Avrempo tempo per parlare dopo che avremo sconfitto questi mostri maledetti”, lo interruppe gentilmente Koji. “Combattiamoli insieme adesso!”
“D’accordo…”
“Non combatterete proprio nessuno!” gridò loro Yuri Caesar, “perché vi annienterò tutti! Preparatevi!”
“Adesso Tetsuya!” Ribatté Koji, “Breast Fireeeeeeeeee!”
“Breast Burn!”
“Missili fotonici!”
Sotto l’attacco congiunto dei tre robots Yuri Caesar finì distrutto.
Ardias scagliò allora la sua falce contro Mazinga Z ma Testuya lo spinse da parte, e l’arma nemica colpì il Grande Mazinga alla spalla destra per poi ritornare indietro.
Venus Alfa intervenne ma Ardias, richiamata a sé la propria falce, la colpì in pieno squarciando fino a vita il suo corpo meccanico.
E’ la fine…, pensò Jun, vedendo la falce di morte calare di nuovo su di lei ma all’improvviso la spada del Grande Mazinga ne parò il colpo. “T-Tetsuya…”
Adesso il robot costruito da Kenzo Kabuto si stagliava fra lei e il generale di Mikene e ingaggiando con lui una furiosa battaglia permise a Jun di atterrare in qualche modo sulla spiaggia.
La spada del Grande Mazinga e la falce del generale nemico, si scontrarono più volte scavando profonde ferite nei giganteschi corpi meccanici.
Se continuo così non lo sconfiggerò mai, pensò Tetsuya.
Fece allora scattare all’indietro il Grande Mazinga per poi scagliare contro il nemico uno dei suoi micidiali pugni rotanti.
“Drill Pressure Punch!
Ardias lo respinse scagliando la sua falce, ma Tetsuya gli gettò contro il suo Geat Boomerang. La falce volò via lontana e subito il Grande Mazinga ne approfittò per balzare contro il generale nemico e tagliarlo in due con un formidabile colpo di spada.
Tetsuya ce l’ha fatta..., sorrise Koji, intento ad evitare un attacco diretto del generale Scarabeth per poi afferrare il nemico per una gamba. E io non sarò da meno...
“Mazin Poweeer!”
Con forza gettò il nemico verso il basso per poi crivellarlo con una raffica di missili.
Scarabeth, colpito in pieno, precipitò e non ebbe la possibilità di difendersi dal Breast Fire, il potentissimo raggio gamma del Mazinga Z che, colpitolo in pieno, lo distrusse in pochi secondi.
“Li abbiamo sconfitti, Tetsuya!”
Koji sorrise, ma un attacco improvviso di missili dalla Fortezza Demonika lo colpì in pieno, crivellando il corpo del Mazinga Z e distruggendogli le ali del Jet Scrander.
“Koji, no!” gridò Tetsuya, osservando il robot dell’amico precipitare verso la spiaggia. “Maledetta Fortezza Demonika… Thunder Break!”
Il suo potentissimo raggio però non fece che danni marginali alla fortezza volante, che scaricò anche sul Grande Mazinga i suoi missili; Tetsuya riuscì ad evitarne alcuni ma gli altri lo colpirono, danneggiando anche una delle sue due ali.
“Il Grande Mazinga è in difficoltà!” tuonò allora il Gran Maresciallo, “questa è l’occasione perfetta per sbarazzarci di lui! Avanti Mikeros, continuiamo ad attaccarlo!”
Demonika sta attaccando Tetsuya con tutti i mezzi che ha…, pensò stringendo i denti Koji, devo aiutarlo, anche da qui. “Missili fuori!”
Scagliò i suoi missili verso l’alto ed al contempo altri missili si unirono ai suoi, e Dianan A gli si affiancò sostenendolo.
“Sayaka… ci sei anche tu…”
“Ho lasciato Shiro con mio padre”, annuì lei, “e sono venuta per partecipare alla battaglia. Attacchiamo ancora la Fortezza Demonika, Koji! Raggi Aurora!”
“Va bene! Raggi Fotonici!”
“I vostri attacchi sono completamente inutili contro di noi, sciocchi!” rise il Grande Maresciallo Inferno, mentre missili e raggi dei due robot scalfivano appena lo scafo della Fortezza Demonika. “Siete soltanto…”
“Drill Pressure Punch!”
“Signore!” accorse uno dei soldati Mikeros, “signore, il pugno del Grande Mazinga ha sfondato il vetro di uno dei boccaporti inferiori della fortezza!”
“Cosa? Ma allora…”
“Sei pronto Grande Maresciallo Inferno?” gridò Tetsuya, dirigendosi con il Grande Mazinga verso il boccaporto sfondato. “Preparati, perché fra poco saremo faccia a faccia!”
“Tetsuya…” mormorò impallidendo Jun, “Tetsuya vuole penetrare all’interno della Fortezza Demonika per affrontare il Grande Maresciallo Inferno e tutti i nemici… da solo!”
“Tetsuya, fermati ti prego non fare pazzie…!” Gridò Koji mettendosi in contatto diretto con l’interno dell’abitacolo del Brain Condor con il Grande Mazinga, “Tetsuyaaaa!”
“Sono qui, Mikeros!” gridò Tetsuya, ignorando i richiami di Koji facendo irruzione all’interno della Fortezza Demonika. “Venite ad affrontarmi se ne avete il coraggio!”
Subito un mostro guerriero gli si avventò contro ma venne abbattuto all’istante, e il Grande Mazinga proseguì la sua avanzata alla ricerca della sala comandi della fortezza.
Arrivò in un lungo corridoio dal cui soffitto però spuntarono numerose batterie di missili che gli vennero subito scaricati contro. Il corpo del Grande Mazinga venne crivellato di colpi e dovette arretrare, per qualche istante, nel corridoio.
Tetsuya però strinse i denti.
“Non mi farò battere! Breast Burn!”
Scaricando i suoi raggi gamma riuscì a distruggere gran parte delle batterie nemiche per poi superare le altre in corsa e, arrivato in fondo al corridoio ne sfondò le porte, trovandosi quindi in una piccola sala circolare. In fondo a questa vide delle porte, chiuse, con l’emblema del Grande Maresciallo Inferno. Ecco la sala comandi, pensò.
Una figura uscì però dall’ombra con una spada stretta nella mano destra.
“E così sei riuscito ad arrivare fin qui, Tetsuya Tsurugi. I miei complimenti.”
Il Grande Mazinga, seppur gravemente danneggiato, avanzò di un passo.
“Marchesa Yanus…” ringhiò Tetsuya, “ti avverto, non sbarrarmi la strada altrimenti te ne pentirai!”
“Io combatto in nome dell’Imperatore delle Tenebre, Tetsuya. Ed in suo nome ora ti ucciderò! Muoriiii!”
Dopo una breve e serrata battaglia, Yanus cadde e il Grande Mazinga fece irruzione nella sala principale della fortezza. Appena dentro però, una scarica di raggi, provenienti dalle pareti della sala, lo colpì in pieno facendolo cadere in ginocchio.
La fredda risata mentre la risata del Grande Maresciallo Inferno risuonò, carica di malvagità, fra le pareti e il nemico si palesò a pochi passi da lui.
“Sei venuto per morire, Grande Mazinga…” disse, spegnendo i comandi dei raggi. “Qui di fronte a me, al Grande Maresciallo Inferno… davvero molto appropriato.”
“Ti… ti sbagli, Grande Maresciallo…” ribatté Tetsuya facendo rialzare, sebbene con immensa fatica, il Grande Mazinga. “Perché sarò io… a veder morire te.”
Quattro mostri meccanici entravano nella sala, parandosi fra il Grande Mazinga e il suo mortale nemico.
“Fatelo a pezzi!” ordinò il Grande Maresciallo. “Subito!”
“Koji, Jun, Sayaka…” disse Tetsuya mettendosi in contatto con i compagni nei loro robot. “Perdonatemi, ma è venuto il momento di dirci addio…”
“Tetsuya…” mormorò Jun, “no, io…”
“Tetsuya, ma cosa stai dicendo…?” intervenne Koji. “Non vorrai…”
Ma Tetsuya lo interruppe subito.
“Koji, ti chiedo perdono perché è soltanto a causa della mia stupida gelosia se adesso tuo padre, la nostra guida contro il nemico, non c’è più. Lascia almeno che adesso ricambi il suo nobile gesto e permetta a te, a Shiro ed a Jun di continuare a vivere…”
“Tetsuya…”
Jun, in lacrime, tentò di fermarlo.
“Tetsuya, ti prego… Tetsuya…”
“Addio, Jun…” sorrise tristemente il giovane e, mentre i mostri meccanici si gettavano su di lui premette un dito su di un tasto rosso alla destra dei comandi. “E adesso, perché sulla Terra possa ritornare la pace… ecco l’arma più potente del Grande Mazinga! Mazin Poweeeeeeeeeeeeeeeer!”
Immediatamente il Grande Mazinga saltò in aria e con lui i mostri meccanici, il Grande Maresciallo e l’intera Fortezza Demonica.
Il Grande Mazinga, l’eroe dei cieli, ed il suo pilota Tetsuya Tsurugi avevano sacrificato la vita per la salvezza dell’intero genere umano. La guerra era finita.
Recensioni e commenti
RECENSIONI

Tetsuya… morto? Ma nooo!
Molto emozionante questa battaglia e sono stato contento di ritrovarti qui dopo aver letto il racconto del Generale Nero.
Vedo poi che è solo il primo capitolo… aspetto i prossimi!
Bravo.





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