IL RACCONTO DELLA STREGA-
LA ROSA BLU
Scritto nel dicembre del 2024

Jemimah è, nel romanzo IL VESTITO, la proprietaria dell’emporio Magia: nessun trucco nessun inganno, in Vicolo Santa Maria 4 nella zona del Quadrilatero di Torino.
E’ anche una strega abbastanza potente da salvare Luna dall’attacco del Demone Tia e sappiamo che è di qualche anno più grande della nostra protagonista e che viene dalle parti di Luton, in Inghilterra.
Ma com’era la vita di Jemimah prima di entrare nella nostra storia? In questo racconto scopriamo come ha scoperto per la prima volta di possedere poteri magici…
La grande piazza al centro di Londra è gremita. Persone spinte dai più disparati motivi circondano, in un silenzio carico di attesa, una catasta di legno.
Questa è sorvegliata da una decina di uomini armati, vestiti di nero e con le espressioni dure e decise.
Sul lato opposto alla folla, invece, fra il sindaco della città e gli alti dignitari del consiglio, un uomo, dal viso lungo spigoloso, guarda dritto davanti a sé; gli occhi, ombreggiati dall’ampio cappello che porta sul capo, gli brillano di una luce cupa e determinata.
Tutti presenti sembrano in attesa di qualcosa.
E poi, d’improvviso… eccola.
Una donna scarmigliata e incatenata compare in fondo alla piazza, scortata da due uomini per lato. Mentre si fa avanti, la folla si apre in due ali creando un passaggio. Per quanto spaventati, i presenti non possono fare a meno di notare la bellezza sconvolgente della donna: occhi verdi come gemme e un viso dai tratti perfetti, incorniciato da una cascata di capelli rossi che le scendono ribelli fino a metà schiena.
Il suo vestito è rovinato. Dagli strappi lungo la schiena si intravedono, sulla pelle bianca, i segni di violente frustate.
Senza ricambiare gli sguardi di nessuno, la donna continua a camminare. Poi, raggiunta la catasta, si lascia legare al lungo palo senza opporre resistenza.
L’uomo dal cappello si fa avanti, staccandosi dal gruppo del sindaco.
“Isobel Brangwin”, dice con un tono autoritario e privo di qualsiasi incertezza. “Tu sei l’ultima delle streghe d’Inghilterra e fra poco morirai arsa viva, come tutte coloro che ti hanno preceduta, secondo il volere di Dio e degli uomini! Hai qualcosa da dire, prima che il giusto castigo divino si abbatta su di te?”
Isobel tace, mentre più di uno tra i presenti si chiede se davvero quella donna così bella sia l’ultima delle streghe. E se davvero, con la sua morte, si chiuderà una caccia iniziata secoli prima, addirittura ai tempi del leggendario re Artù di Camelot.
Dopo la sconfitta della terribile Morgana le Fay, Artù aveva infatti dichiarato la magia nera un crimine di Stato. Le streghe del regno nordico di Moray, alleate dell’incantatrice, si erano allora rifugiate nella parte più remota del Paese, protette da una barriera di nebbie magiche creata dalla loro regina Jehana.
Col passare degli anni, mentre la Britannia diventava Inghilterra, l’odio verso la magia fini per estendersi a chiunque possedesse poteri. Al di là delle nebbie, invece, le streghe iniziarono a dividersi. Molte, non malvagie e stanche del loro isolamento, cominciarono a guardare con curiosità il mondo esterno. La barriera magica, inoltre, indebolita dalle lotte interne e dalla morte di Jehana, via via s’indebolì fino a sparire poi del tutto.
Le streghe tornarono a circolare ma non appena la notizia si diffuse la caccia riprese, più feroce che mai. Per ordine del sovrano Enrico IV e dei suoi consiglieri ecclesiastici, ogni forma di magia nel Paese venne dichiarata illegale. In un’ondata di fanatismo, anche donne innocenti — semplici esperte di erbe e rimedi naturali — vennero catturate, torturate e arse vive con le accuse più disparate.
In quegli anni bui la stirpe dei St John, cacciatori di streghe armati di spade magiche che sostenevano essere bagnate col sangue di San Giorgio, acquisì sempre più importanza.
Generazione dopo generazione, i St John privarono le streghe dei loro poteri, sottomettendole per poi farle bruciare vive.
Tutte fino ad Isobel.
“Non rispondi, creatura del demonio?” la incalza Reginald. “Parla! Io te lo comando! Io, Reginald St John, il più grande cacciatore di streghe dell’intera Inghilterra!”
Un beffardo sorriso piega le labbra della strega.
“Tu… me lo comandi? Sei solo un uomo meschino. Mi hai catturata, sì… ma solo grazie a quella spada incantata che porti al fianco. Proprio tu, un timorato di Dio che afferma di odiare la magia!”
Reginald si sforza di trattenere un moto di furia.
“Taci, strega! Come osi insultare la mia sacra arma? È intrisa non di magia, ma del sangue benedetto di un Santo! Tu, mostro maledetto…”
“Donne innocenti torturate e bruciate!” lo interrompe Isobel. “Perseguitate e uccise ingiustamente. Tu e i tuoi simili avete creato un inferno in queste terre. Siete voi i veri mostri!”
“Adesso basta.”
Reginald dà un secco ordine, e subito gli armati attorno alla catasta appiccano il fuoco. Le fiamme si alzano, rosse e brucianti, attorno a Isobel.
“Torna all’inferno che ti ha partorita, Isobel Brangwin!” grida il cacciatore di streghe. “E che con la tua morte il regno oscuro delle streghe cessi per sempre!”
Pur avvolta dalle fiamme, Isobel scoppia in una risata esultante.
“Sciocco! Con la mia morte la tua battaglia non è affatto finita. Tu credi che io sia l’ultima delle streghe d’Inghilterra ma ti sbagli. Prima di morire, Selene, l’ultima regina di Moray, lanciò un incantesimo!”
“Di che cosa stai parlando?”
“Grazie a quest’ultima magia, alcune streghe mantennero i poteri. Altre invece li persero, sfuggendo alle persecuzioni e potendo così vivere tranquillamente fra gli uomini comuni. Trasmisero però la Scintilla Magica ai loro discendenti.
La scintilla può rimanere sopita, oppure risvegliarsi senza alcun preavviso, anche dopo generazioni. In Inghilterra ci sono più persone magiche di quanto immagini, Reginald St John. E sempre ce ne saranno. Per quanti sforzi facciate, non riuscirete mai a trovarle tutte. La stirpe delle streghe non morirà mai!”
St John non replica. Ma mentre le fiamme divorano Isobel, riducendola in cenere, sa di essere stato sconfitto. La sua caccia non è ancora conclusa.
“E così termina la storia di Isobel Brangwin, l’ultima delle streghe, morta sul rogo a Londra il 10 aprile del 1819…”
Brittany chiude il libro con un gesto secco. “Inquietante, no?”
“Povera donna…” sospiro. “Morire bruciata viva dev’essere orribile.”
“Già. Ma per fortuna nessuna di noi due dovrà fare quella fine!”
“Stando a quello che c’è scritto lì, però, non è così impossibile. I discendenti delle streghe di Moray potrebbero essere tra noi. E anche se non sanno di esserlo, per via dell’incantesimo della regina Selene… chiunque potrebbe risvegliare in sé la Scintilla Magica. Anche dopo generazioni.”
Brittany sorride.
“Be’, allora speriamo di non essere tra loro, Jem! Abbiamo solo sedici anni e tutta la vita davanti! E poi… che cosa penserebbero i nostri genitori? E a scuola? Ci guarderebbero tutti con paura.”
“Non che me ne importi molto”, alzo le spalle. “Sai che essere popolare non mi è mai interessato. E poi, già così, non è che abbia mai riscosso molte simpatie tra i nostri compagni.”
“Questo perché te ne stai sempre sulle tue e non dai confidenza a nessuno. Tipo quella tua assurda abitudine di seguire le lezioni seduta sul davanzale, invece che al banco. Charles ti ha persino chiamata “Jemimah la principessa”! E gli altri ti vedono come se ti sentissi superiore.”
Le lancio un’occhiata di sbieco.
“Chi lo sa, magari è vero.”
“Oh, alle volte sei proprio impossibile! Comunque, io non ho nessuna voglia di morire bruciata. E poi, dalla morte di Isobel, i casi accertati di streghe sono stati così rari che forse la loro stirpe si è estinta per davvero.”
“Non è quello che sembrano credere i St John. Da Reginald in poi, si sono passati il potere di generazione in generazione. E con la scusa di proteggere l’Inghilterra dalla minaccia delle streghe, hanno emanato leggi sempre più rigide per controllare le persone. Anche il St John che è al potere adesso… com’è che si chiama?”
“Ehm…” borbotta Brittany smanettando sul suo cellulare. “Ecco, trovato. Richard.”
“Sì, lui. Non mi sembra meglio dei suoi predecessori. Anzi… se non fosse che siamo nel 2036, si potrebbe addirittura pensare che Reginald St John sia ancora tra noi.”
Uscite dalla biblioteca, io e Brittany torniamo verso casa. Quando lei mi saluta per dirigersi verso la sua, proseguo da sola per un breve tratto, lungo una Caddington già quasi deserta nonostante siano appena le sei di sera.
Non dovrei stupirmi, in fondo. Il nostro è solo un piccolo borgo, una semplice propaggine della già poco animata Luton. Passeggiando tra queste vie tranquille, fatte di cottage e villette, sembrerebbe davvero impossibile che al mondo esistano pericoli di qualche tipo.
Eppure, il male è molto più concreto di quanto si pensi.
E sulla caccia a chi possiede poteri magici, Brittany è mal informata. Io frequento forum e gruppi online aggiornati sull’argomento, dai quali so che, ogni volta che viene segnalata una persona sospetta, gli agenti governativi la catturano e la fanno sparire. Senza lasciare traccia e che nessuno ne sappia più nulla.
Solo in rare occasioni il caso viene reso pubblico. E allora la sventurata viene prima gettata in pasto ai media e all’opinione pubblica, poi condannata al rogo in un evento trasmesso in diretta nazionale. Ogni volta, questo macabri spettacolo fa il record di spettatori. Dal vivo. Da casa.
Che si finisca così, o si sparisca nel nulla per essere forse sottoposti a esperimenti terribili… il destino di chi possiede la Scintilla Magica, in Inghilterra, è comunque atroce.
E questo mi spaventa. Fin da piccola infatti mi sono sempre sentita diversa dagli altri bambini. Anche per questo ho iniziato a seguire questi forum, senza mai parlarne con nessuno.
Ogni tanto, poi, faccio sogni strani. Mi trovo in paesaggi misteriosi, fantastici e lotto contro draghi e creature mostruose usando poteri magici che mi sembrano parte di me da sempre.
Nei miei sogni ci sono donne catturate da cacciatori spettrali. Torturate. Bruciate vive tra i lazzi e gli insulti di folle inferocite.
Al risveglio tutto torna normale. Spesso però mi restano addosso sensazioni strane, come se qualcosa dentro di me stesse solo aspettando di venire liberato.
E se si trattasse della Scintilla Magica? Se anch’io… fossi una strega?
Arrivata a casa, entro posando lo zaino a terra.
“Sono tornata, mamma!”
Mia mamma Margareth fa capolino dalla cucina, e il suo caldo sorriso è il più bello dei bentornato.
“Ciao tesoro. Vuoi un pezzo di torta alle mele? L’ho appena sfornata.”
“Grazie.”
Le vado incontro e la bacio sulla guancia, poi entro in cucina. Mi siedo a tavola e, mentre mangio il mio pezzo di torta, racconto a mamma della mia giornata a scuola.
Io e lei abbiamo un buon rapporto, nonostante le nostre differenze caratteriali. Lei è dolce, accomodante e religiosissima.
Io invece non ho mai frequentato molto la chiesa. E, per quanto voglia bene ai miei genitori, non ho mai confidato loro dei miei sogni né delle strane sensazioni che provo ogni tanto.
Mi frena una paura silenziosa. Quasi che mia madre, o mio padre John – un tranquillo bancario senza particolari ambizioni – possano poi guardarmi con occhi diversi. Potrebbe succedere? Dalle storie che sento sui forum so che purtroppo non sarebbe così impossibile.
Qualche ora più tardi, papà rientra e ceniamo tutti insieme, in un’atmosfera allegra e rilassata.
Quando alla fine ci alziamo da tavola, mamma sparecchia e io esco a portare la spazzatura.
Sono quasi vicina al bidone dell’indifferenziata… quando la vedo. Una donna, che mi fissa dall’altra parte della strada.
È alta e snella. I lunghi capelli, scuri e mossi, le incorniciano un viso dai tratti duri ma affascinanti. Non riesco a distinguere bene il colore dei suoi occhi. Sembrano castani, ma con riflessi rossi. E sono fissi su di me.
La sconosciuta indossa un lungo abito verde scuro e, nella mano destra, tiene qualcosa di arrotolato. Una corda? Una frusta? Qualsiasi cosa sia, l’oggetto sembra emettere tenui bagliori dorati nella semioscurità della sera.
Mi accorgo di essermi bloccata. Il sacchetto della spazzatura in mano, immobilizzata dallo sguardo della sconosciuta. Non riesco a muovere nemmeno un muscolo.
“Jemimah, cara, hai fatto?”
La voce della mamma sembra spezzare un incantesimo, e riesco a voltarmi verso casa.
“Sì, mamma… arrivo!”
Quando mi giro di nuovo, la donna è sparita.
Faccio un lungo respiro, arrivo al bidone dell’immondizia e la butto guardando su e giù nella via. Non vedo nessuno.
Torno allora verso casa chiedendomi chi fosse quella sconosciuta. Non ne ho la minima idea ma sento, con inquietante chiarezza, che la rivedrò.
Trascorro una notte agitata, di nuovo preda di sogni strani. Ma stavolta c’è anche lei. La donna misteriosa.
Ferma a pochi passi da me, sorride. Mi parla, ma non riesco a sentire cosa dice. Le sue labbra si muovono, lente, come in un’eco lontana.
Mi sveglio intontita, mi alzo e vado in cucina. Ho bisogno di un caffè caldo.
Distratta dai miei pensieri però, non faccio molta attenzione. Prendo una tazzina dalla dispensa… e mi sfugge.
Sta per cadere.
No, vieni qui!
Allungo una mano, mi sento come percorsa da una scossa elettrica e poi… succede.
La tazzina vibra. Si ferma a mezz’aria e… viene attirata nella mia mano! Come per magia, si posa tranquillamente sul mio palmo.
I… incredibile. Sbatto gli occhi, sorpresa. Ma… come ho fatto a…?
“Jemimah!”
Mi voltò e vedo mamma fissarmi a bocca aperta. Sembra spaventata.
“Mamma… sei tu.” Abbozzo un sorriso. “Scusami, mi sono svegliata presto. Mi stavo preparando il caffè…”
“Sì…” annuisce, distogliendo lo sguardo. “Sì, lo vedo.”
Vorrei chiederle cos’ha visto, ma mi manca il coraggio.
Lei non aggiunge altro. Si avvicina alla macchinetta per fare i toast. Mi volta le spalle e fa per prendere il pane.
Ma io… io sento che qualcosa, tra noi, è cambiato. Improvvisamente. Silenziosamente. E forse in modo irreversibile.
Le ore a scuola oggi volano e, all’ora di tornare a casa, m’incammino come al solito con Brittany. La ascolto appena mentre mi racconta dell’ultima borsetta firmata comprata su Amazon e di John, uno dei ragazzi più popolari della scuola, di cui è cotta da mesi.
Lo shopping non mi è mai interessato. I ragazzi poi… li trovo tutti uguali, persino noiosi. Più di una volta, però, mi sono sorpresa a guardare con interesse le foto di alcune delle mie amiche virtuali su Facebook.
Oggi comunque ho proprio la testa da un’altra parte.
All’improvviso, Brittany mi rifila una gomitata nel fianco.
“Ehi, guarda quella… ci sta fissando! Ma che vorrà?”
Deglutisco.
È lei. La donna misteriosa. Quella di ieri sera. Quella del sogno.
Lei sorride, poi tende un dito…e tutto attorno a me si immobilizza.
“Bri… Brittany…”
Faccio per scuoterla, ma è come impietrita. Incosciente. Incapace di muovere un solo muscolo.
“Brittany, ma che ti succede?”
“Lei adesso non ti può sentire”, interviene la sconosciuta. “Qui, adesso, siamo soltanto io e te… Jemimah.”
Sbianco per la sorpresa.
“S-sai come mi chiamo? Ma tu… chi sei?”
“Io so molte cose.”
Muove una mano, aprendo una specie di buco nero. Sembra un portale spazio-temporale, come quelli che ho visto sui forum di magia, che si espande fino a risucchiarci al suo interno.
Vorrei scappare, ma in un istante vengo catapultata in una realtà stranamente simile a quelle dei miei sogni.
“D-dove… ci troviamo?”
La sconosciuta sorride appena. Adesso noto che quella che stringe in mano è proprio una frusta.
“In un posto dove potrai scoprire il tuo vero io.”
La sua frusta schiocca a terra, e le sue serpentine dorate si muovono come creature vive.
“Sei pronta, Jemimah? Golden Whip!”
“I-io non capisco…”
Le serpentine della frusta si allungano velocemente verso di me, stringendomi il collo senza che riesca a reagire.
“L-la… lasciami… ti prego…” mormoro cercando inutilmente di liberarmi. “S-sto… soffocando…”
La sua risposta è tranquilla. Inquietante.
“Liberati da sola.”
Mi solleva da terra. Mi sbatte forte a faccia in giù, poi mi solleva di nuovo.
“Sei perfettamente in grado di farlo. Ti basta risvegliare la Scintilla Magica che è in te!”
Mi sento mancare.
“L-la… vuoi… vuoi dire che…”
“Che tu sei una strega come me, Jemimah, sì. E possiedi un grande potere. Lo percepisco, lo so. Devi solo cercarlo dentro di te. Sprigionarlo. Fallo. Avanti!”
Sono… una strega?
Cerco di liberarmi, ma mi manca il respiro.
Poi… una scossa, e il braccio destro mi formicola. Pian piano, incredibilmente, sento nascere in me lo stesso potere dei sogni.
All’inizio è solo una scintilla. Poi divampa fino a circondarmi. Adesso una tenue energia azzurra avvolge il mio corpo.
“Sì, Jemimah, così!”
Sì… lo sento. Il potere mi cresce dentro, mentre un tatuaggio a forma di rosa blu compare sul mio braccio destro.
Animata da una nuova energia, afferro con forza le serpentine che mi stringono la gola. Tiro fino a spezzarle, mentre scintille dorate si spargono tutt’attorno per poi svanire.
“Ci sei riuscita”, sorride la sconosciuta. “Brava.”
Sono euforica e confusa. Allora è questo il potere di una strega?
La donna ritira ciò che resta della sua frusta mentre io mi fisso il tatuaggio.
“Adesso hai risvegliato la tua vera natura di strega.”
“Ma tu… come facevi a sapere…»
“Noi streghe ci percepiamo a vicenda. Anche questa è una capacità che va allenata. Io ti aiuterò, se vorrai. Mi chiamo Deirdre.”
“Deirdre…”
Lei si avvicina mentre i miei poteri si acquietano e il tatuaggio sul mio braccio scompare.
“Quel tatuaggio appare solo quando sprigioni al massimo i tuoi poteri magici”, mi spiega Deirdre. “Ogni strega ne possiede uno. E tu, come me, appartieni al Coven della Rosa Blu. Questo è il nome della nostra congrega.”
“E tu… come facevi a sapere che io appartengo alla tua stessa congrega?”
“L’ho percepito la prima volta che ti ho vista. Tutte noi dotate di poteri magici avvertiamo la presenza dei nostri simili. Ma quando ci si avvicina a qualcuno del nostro stesso Coven… la sensazione è totalmente diversa. Lo imparerai.”
Mi porge un bigliettino con un indirizzo.
“Vieni a trovarmi presto. C’è molto di cui dobbiamo parlare.”
Via Trimer 22, leggo. Poi infilo il bigliettino nella tasca dei jeans.
Un attimo dopo… Deirdre è sparita. Ed è scomparso anche il posto dove ci trovavamo.
Brittany mi fissa ad occhi sgranati.
“Ehi Jemimah, va tutto bene? Ti sei come incantata…”
“Sì…” sorrido leggermente imbarazzata Mi tasto il collo e non sento alcun dolore.
“Dì… ho dei segni rossi qui?”
“No, perché me lo chiedi? Ehi, ma stai bene, sì?”
“Sì sì, sto bene.” Faccio finta di guardarmi attorno. “E la sconosciuta che ci stava fissando? Dov’è finita?”
“Sembra sparita. Meno male… non mi piaceva per niente!”
“Già.”
Annuisco, e potrei quasi pensare di aver sognato tutto… se non fosse per il bigliettino che Deirdre mi ha dato. E che è ancora qui. Nella tasca dei miei jeans.
Qualche giorno dopo, superati mille dubbi e timori – e ancora incredula di aver scoperto in me un potere del tutto inaspettato – eccomi qui. Davanti alla porta di Deirdre.
Suono il campanello del suo piccolo cottage e, dopo pochi minuti, lei viene ad aprirmi.
“Ti stavo aspettando”, sorride.
Mi fa entrare per poi chiudermi la porta alle spalle. Poi, aperto un varco temporale, mi invita a seguirla all’interno.
Quando ne usciamo, siamo in una grande stanza. Due divani pieni di cuscini, un tavolo rotondo al centro e, alle pareti, scaffali pieni di libri.
“Qui siamo a Londra”, mi spiega Deirdre. “Nella sede della nostra congrega. E queste sono Courtney, Cassie e Amanda, le altre giovani streghe del Coven della Rosa Blu.”
Sorrido.
“Piacere di conoscervi. Io mi chiamo Jemimah.”
Le tre ragazze, più o meno della mia età, si alzano per salutarmi.
Courtney mi squadra dalla testa ai piedi, con un sorriso appena accennato.
“Jemimah, eh? Mh, vedremo se sei davvero all’altezza di stare nel nostro gruppo.”
“Benvenuta”, mi sorride gentilmente Amanda. “Ero davvero curiosa di conoscerti.”
Il suo tono, caloroso, sincero, mi fa sentire bene accolta, poi sposto gli occhi su Cassie, piccola di statura e bionda.
Lei mi abbraccia di slancio.
“Benvenuta nel nostro Coven… sorella.”
“Grazie…” le sorrido. E per la prima volta, da quando ho scoperto di possedere poteri magici… mi sento davvero a casa.
FINE
Recensioni e commenti
Se vuoi lasciare un tuo commento al racconto scrivimi, sarò felice di risponderti!
I tuoi dati sono al sicuro. Non riceverai mai SPAM da me.





Interessante leggere la storia di Jemimah! Sono sempre stata affascinata da questi racconti che parlano di streghe. Mi è piaciuto molto il dettaglio della rosa blu che compare sulla pelle della ragazza quando utilizza al massimo i suoi poteri.
Grazie 🥰🥰 sono contento che il racconto ti sia piaciuto.
Si il tatuaggio appare solo quando la strega è al suo massimo potere, probabilmente è un altro dei trucchi dell’ultima regina delle streghe per proteggere le sue discendenti ma questo lo scopriremo nel prossimo racconto… ☺️.
Grazie ancora del commento ❤️
Sono davvero rimasta coinvolta da questo racconto. Lo trovo davvero interessante e mi piace molto anche la descrizione dei particolari, degli eventi e delle ambientazioni. Uno stile di scrittura che ti catapulta come in un’ altra dimensione. Sono inoltre sempre stata molto sensibile al tema dell’ inquisizione perché non ho mai sopportato la consapevolezza che nei secoli moltissime donne siano state arse sul rogo durante le varie “cacce alle streghe” perpetrate nel mondo.
Consiglio la lettura di questo racconto e non vedo l’ora di leggere gli altri
Grazie mille di aver letto e recensito ☺️.
Sono contento che tu abbia trovato il racconto coinvolgente, questo m’incoraggia sicuramente ad andare avanti con il Luna’s world e le sue mille diramazioni narrative.
Il tema della “caccia alle streghe” è purtroppo molto attuale ancora oggi, abbiamo visto che basta poco per aizzare le folle contro qualcuno o qualcosa.
Un abbraccio e grazie ancora di tutto 🤗