LA LEGGENDA DEI SETTE DRAGHI
Scritto nel giugno del 2009

La luna era scomparsa e il sole non era più sorto – divorato dal nero lupo Fenrir – facendo precipitare gli uomini in una cupa disperazione.
Midgard tremava sotto il peso del gelo e della guerra. Le bestie fuggivano, i raccolti marcivano e i bambini non piangevano più. Da più parti si sussurrava che gli Dei del Nord stessero combattendo il Ragnarok, l’ultima battaglia che non avrebbe concesso loro la vittoria. Gli Æsir sarebbero caduti, e le Forze del Male avrebbero dominato, incontrastate, su tutto.
Nella reggia del conte Gunnar, tra mura antiche e cuori stanchi, gli occupanti del castello erano raccolti attorno a un fuoco, che ardeva come un ricordo. C’era chi pregava, chi beveva, chi taceva. Kvara invece, la figlia più giovane del conte – appena una quindicenne in boccio, snella come un giunco, lunghi capelli rossi acconciati in trecce – fissava le fiamme come se volesse leggerne il futuro.
Fu allora che il viandante parlò.
Era giunto all’alba, o almeno quella che un tempo era conosciuta così. Il suo mantello era consunto, il volto nascosto nell’ombra del cappuccio e la voce come vento tra le tombe.
“Ascoltate, uomini e donne di Midgard”, iniziò. “Guerrieri, veggenti, conti e mendicanti. Io vi narrerò ciò che fu… e ciò che ancora vive. Di draghi, di armature, di eroi e di speranza.”
Tutti lo fissarono, incantati dalle sue parole.
“Vi fu un tempo,” proseguì l’uomo, “in cui gli Dei non erano soli. Sette draghi solcavano i cieli, incarnazioni viventi di potere e destino. Ognuno legato a una terra, a un popolo, a un principio eterno. Alcuni portavano saggezza, altri distruzione. Ma tutti erano cantati. Tutti… erano temuti.
Di Asgard, Dorato, il Fulgore del Cielo. Figlio del tuono, fratello della giustizia, il drago dorato solcava i cieli sopra le torri divine. Il suo campione portava il fulmine nel pugno, e parlava con la voce degli Dei.
Di Sangue, Vermiglio, il Flagello dei Cuori. Nel campo di guerra, tra urla e lamenti, il drago vermiglio danzava tra le fiamme. Il suo eroe non cercava gloria, ma vendetta, e ogni battito del suo cuore era una condanna.
Del lontano Catai, Verde, il Saggio dei Mille Anni. Tra nebbie e bambù, nel tempo che non scorre, viveva il drago verde, custode del sapere. Il suo campione era taciturno, ma ogni parola era verità. E il mondo si piegava al suo pensiero.
Dei Ghiacci d’Argento, il Custode del Vuoto. Nel bianco che acceca, dove il sole non osa, dormiva il drago d’argento, bellezza che uccide. Il suo eroe camminava tra i vivi come un’ombra, e il suo tocco era silenzio eterno.
Di Nibelunghelandia, Cinereo, il Guardiano delle Nebbie. Tra le brume che ingannano, viveva il drago grigio, sussurro che spezza. Il suo campione non aveva nome, ma i folli lo riconoscevano nei sogni.
Di Fuoco, Rosso, Il Rinato del Dolore. Dal pianto dei re, dal lutto dei popoli, sorgeva il drago rosso, ultimo canto. Il suo eroe poteva essere ferito, ma mai vinto. E nel giorno distrutto, portava la speranza.
E ultimo ma primo, nel cuore degli Dei, del Nord, Viola, Il Veggente del Gelo. Nel vento ululante del Nord profondo, tra ghiacci eterni e silenzi rotondi, sorge il drago dal manto viola, occhio che scruta il tempo che vola. Sigfrido di Xanten, l’invulnerabile, ne vestì l’armatura, la sua forza divina e lo spirito più puro della luce.
Per ogni drago un’armatura forgiata da mani divine, per ogni armatura un campione, un eroe immortale nella memoria delle genti.
E quando il settimo drago avrà cantato il suo ultimo verso, e il sangue avrà bagnato le radici del mondo, allora gli Dei faranno ritorno allontanando le tenebre. Chi avrà perso la fede sarà comunque perduto, ma coloro i cui cuori coraggiosi avranno ascoltato il canto degli eroi, e portato nel cuore la memoria dei sette, potranno camminare tra le fiamme senza bruciarsi.”
La mattina dopo, il gelo sembrava in qualche modo meno crudele. Il fuoco si era spento, ma il silenzio era diverso. Il viandante si preparava a partire, e Kvara lo seguì con lo sguardo, mentre attraversava il portale del palazzo con passo sicuro.
Le passò accanto… e fu allora che lo vide.
Sotto il mantello, per un istante, le sembrò di vedere il brillio di un’armatura viola, come ghiaccio che respira.
Fu come se una cometa le attraversasse il cuore.
“Tu sei… Sigfrido…?” mormorò.
Il viandante si voltò e le sorrise. Non rispose, ma quando si allontanò nel suo passo c’era la forza del Nord, e nel cuore della fanciulla nacque una nuova speranza.
La leggenda era vera, e fino a che il suo canto sarebbe vissuto nei cuori e nelle menti delle persone e i campioni del mito avrebbero solcato la terra di Midgard, l’umanità sarebbe sopravvissuta. Anche alla notte più profonda.
FINE
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Sarebbe bello che ci fossero ancora aedi che solcano il mondo a portare speranza e riflessione, aedi di pace e consapevolezza. Bel racconto ❤️
E si è vero, sarebbe bello e a me piacerebbe moltissimo.
Grazie di aver letto e recensito, e dei complimenti 🥰❤️🌹
Potente. Visionario. Evocativo.
Hai preso il mito nordico e gli hai dato carne, gelo e respiro.
I draghi non sono più simboli: sono presagi che camminano.
E Sigfrido… una rivelazione che arriva come un lampo nel buio.
Un racconto che riaccende la fede anche mentre il mondo crolla.
Grazie del commento. Sì, Sigfrido è l’eroe antico che preferisco fra tutti: coraggioso, nobile, puro e invincibile incarna la forza che nel suo caso è anche giustizia. Su di lui infatti ho intenzione di scrivere ancora e ho in lavorazione un vero e proprio romanzo ancora inedito. Alla prossima!
Il viandante era forse Sigfrido sotto false spoglie, come Ulisse tornato a Itaca? Solo Kvara lo ha potuto vedere. Mentre leggevo mi tornava in mente la saga di Asgard de “I Cavalleri dello zodiaco”, e tra l’altro Sigfrido è il nome originale di Orion, uno dei tubi personaggi preferiti da amante della mitologia nordica.
Sì, il viandante era Sigfrido e sì, Sigfrido è il nome originale di Orion di Saint Seiya.
Sigfrido è uno dei miei personaggi preferiti, ho in fase di editing un romanzo su di lui e presto – nelle prossime settimane – uscirà un romanzo proprio dedicato alla sua saga.
Grazie di aver letto e recensito ☺️.
A presto.