LA PROMESSA
Scritto nel febbraio del 2014

Sconfitto e imprigionato in un feretro di ghiaccio dal suo maestro, Hyoga del Cigno si risveglia, all’improvviso e inspiegabilmente libero dalla sua prigione, all’interno della Settima Casa della Bilancia…
Lentamente, come riemergendo dal sonno stesso della morte, riapro gli occhi. Per lunghi istanti mi guardo attorno, smarrito, senza comprendere dove mi trovo.
Poi, piano piano, i ricordi affiorano: il tentativo di raggiungere il Grande Sacerdote, di salvare Atena trafitta al cuore dalla freccia ai piedi del Grande Tempio… la Terza Casa dei Gemelli, poi la Settima… e lì, il mio amato maestro Camus dell’Acquario.
Camus. Sì, è stato lui a sconfiggermi, rinchiudendomi poi nel feretro di ghiaccio dal quale non sarei più dovuto uscire. E invece?
E invece sono qui. Disteso a terra, libero dalla gelida stretta del Freezing Coffin.
Ma com’è possibile? E cos’è questa sensazione di dolce, soffuso calore che mi avvolge le membra, risvegliandole pian piano, come per ricondurle all’antica forza?
Mi sembra familiare. Un cosmo amico, potentissimo e privo di qualsiasi volontà malvagia. Un’energia capace di ridare la vita a ciò che sembra averla perduta.
Di colpo lo riconosco. Questo cosmo può appartenere soltanto a…
Mi volto. E, quasi con un tuffo al cuore, lo vedo: Shun di Andromeda, disteso privo di sensi accanto a me.
“Shun…” lo chiamo, rialzandomi a sedere. “Shun, rispondimi, ti prego…”
Lo scuoto, prima delicatamente, poi con più vigore. Nulla. Sembra svenuto. Non morto – constato con un sospiro di sollievo – ma svuotato di ogni forza.
E all’improvviso… capisco tutto.
È stato lui. Shun mi ha permesso di riprendere i sensi e riemergere dal gelo, nuovamente cavaliere e pronto a riprendere la lotta per la Giustizia. Forse non ha infranto di sua mano il ghiaccio generato dal Freezing Coffin, ma gli devo comunque la vita.
“Shun…” mormoro, sollevandolo fra le braccia. “Per via del tuo animo gentile, io, Seiya e Shyriu abbiamo sempre pensato di doverti proteggere. E invece…” mi interrompo, trattenendo le lacrime. “Invece, senza che ce ne rendessimo conto, celavi in te un potere immenso. Sei tu il più forte tra noi difensori di Atena. Perdonami se non l’ho compreso prima.”
Lo sollevo fra le braccia, dirigendomi deciso verso l’uscita della Settima Casa.
Ti devo la vita, Shun. E te lo giuro: io e i nostri compagni raggiungiamo il Tempio del Grande Sacerdote. Salviamo Atena. E risvegliamo anche te, da questo sonno innaturale che ti avvolge.
Nel frattempo, riposa. Riprendi le energie. Fino a che non l’avrai fatto… sono io a proteggere la tua vita.
Te lo prometto.
FINE
Recensioni e commenti
RECENSIONI

Ciao.
Come si può evincere dall’immagine del mio nickname 🙂 June del Camaleonte (e insieme a lei Shun di Andromeda) sono tra i miei personaggi
preferiti di tutto Saint Seiya e il sacrificio di Andromeda (che in quelle puntate iniziali sembrava definitivo) per ridare il soffio della
vita a Hyoga mi aveva fatto mancare il fiato.
Qui tu hai reso tutto benissimo, descrivendo per di più una scena che nell’anime e nel manga non si vede.
Bellissimo.
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