UN’OCCASIONE DI RISCATTO
Scritto nel gennaio del 2013

Cassios, il gigante buono che si sacrifica, in battaglia, per amore… questa figura di eroe sfortunato mi ha sempre affascinato ed ecco qui una breve one-shot tutta dedicata a lui e a come decise, ragazzino, di iniziare ad addestrarsi per cercare di diventare Saint…
Salii sul tetto della casa dove vivevo con mio fratello maggiore, Docrates. Una povera abitazione di pietra e legno, piena di spifferi e con la porta traballante. Mi asciugai il viso dalle lacrime di rabbia appena versate.
Perché? Perché dovevo essere sempre respinto, schifato da tutti come se fossi un mostro mentre non avevo mai fatto del male a nessuno?
Non desideravo altro che vivere in pace, come un ragazzo normale. Ma le fanciulle mi evitavano, i miei coetanei mi deridevano chiamandomi scherzo della natura o in modi anche peggiori.
Avevo perso il conto delle volte in cui mi avevano lanciato pietre. Le vecchie megere del villaggio di Rodorio, poi, appena mi vedevano, facevano il gesto dello scaccia-malocchio…
Era il mio aspetto a condannarmi? Una volta mi ero visto riflesso nelle acque di un lago: viso squadrato, naso rincagnato, pochi e ispidi capelli bianchi, occhi con pupilla verticale e iride gialla — occhi da gatto.
Ero grottesco. Sì. E allora?
“Il nostro aspetto”, diceva sempre mio fratello, “lo riceviamo dagli Dei. Non è una nostra scelta. Siamo responsabili solo dei nostri comportamenti. Ricordalo sempre, Cassios.”
Forse però non era solo il mio aspetto a condannarmi. Forse, c’era anche un’altra ragione…
Molti dicevano che ero maledetto. Che avevo ucciso mia madre nel venire al mondo. Lei- di cui Docrates mi aveva parlato tante volte – era morta nel darmi la vita, sì… ma io che colpa ne avevo?
Io… io avrei solo voluto conoscerla, ricevere da lei un abbraccio, una carezza…
Sopraffatto dalla tristezza, affondai il viso fra le ginocchia. Rimasi così finché una mano si posò sulla mia spalla: gentile, forte, rassicurante.
“Cassios, fratellino… sapevo che ti avrei trovato qui.”
Alzai gli occhi, incontrando quelli viola di mio fratello maggiore, Docrates. Lui mi guardava dall’alto della sua statura imponente. Io ero alto e forte, ma lui… lui era un vero e proprio gigante. Forse l’uomo più grande dell’intera Grecia.
“Hai pianto, vedo…” osservò, poi sorridendo si sedette accanto a me.
Docrates si addestrava da quasi sei anni per diventare un Saint, uno dei cavalieri sacri di Atena. Conosceva le mie sofferenze, ma mai, nemmeno una volta, mi aveva rimproverato per le lacrime versate. Al contrario, era sempre pronto ad aiutarmi e incoraggiarmi. Era il mio eroe, e l’unica persona a cui volessi bene.
“Ti devo parlare, Cassios…” mormorò. “Molto presto dovrò partire. Il mio addestramento qui in Grecia è concluso e il Grande Sacerdote mi ha ordinato di recarmi a Lerno, dove è custodita la Bronze Cloth dell’Idra Maschio. Lì mi allenerò per altri due anni, prima della prova finale che mi permetterà di diventare un Saint.”
“Alcuni… mesi?” chiesi, sbattendo gli occhi. “E… mi porterai con te?”
Docrates sorrise. Scosse il capo, incorniciato dalla sua lunga criniera viola.
“Non posso. Il Grande Sacerdote mi ha ordinato di partire da solo. Ma dimmi… che ne diresti di mettere finalmente a frutto la tua forza straordinaria, diventando Saint a tua volta?”
“Io… Saint?” ripetei, incredulo. “Ma fratello… dici davvero?”
“Sì. Ho parlato con alcuni Silver Saint. Al Grande Tempio, qui vicino, è custodita ancora una Bronze Cloth: quella della costellazione di Pegaso, il Cavallo Alato delle tredici stelle.”
“Pegaso…”
“Sì. Il candidato più promettente a conquistarla è un ragazzino di nome Seiya. Si allena da due anni sotto la guida della Silver Saint dell’Aquila, Marin. Ma Seiya è solo uno sciocco moccioso. E non è nemmeno greco, ma giapponese. Io credo che tu potresti diventare un Saint di Pegaso molto migliore di lui.”
“Ma… per ottenere una Cloth servono almeno sei anni di addestramento. Se Seiya si allena da due, io avrei solo quattro anni per raggiungerlo…”
“Sì, è vero. Ma nulla ti impedisce di tentare. Sei fortissimo, fratellino. E sono certo che, anche con soli quattro anni, riuscirai a schiacciare quel verme giapponese e conquistare la Bronze Cloth di Pegaso. Cassios…non desidereresti riscattarti da tutta la sfortuna che ti ha perseguitato?”
Non sapevo cosa rispondergli.
Io… Bronze Saint di Pegaso…
Se lo fossi diventato, sarei stato finalmente rispettato. Nessuno mi avrebbe più preso in giro. Sapevo di essere forte. E se mi fossi impegnato a fondo… forse sì, io…
“Sì, fratello…” risposi infine, con le lacrime agli occhi. “Sì. Mi addestrerò duramente, e supererò tutte le prove a cui verrò sottoposto. Io… diventerò Bronze Saint di Pegaso.”
Docrates parlò con il Grande Sacerdote tramite Asterion, suo amico e Silver Saint del Cane da Caccia. Ottenuto il permesso di farmi addestrare per i successivi quattro anni, mio fratello mi abbracciò, mi augurò buona fortuna e partì per Lerna, lasciando ad Asterion il compito di condurmi nel luogo del mio allenamento.
“Chi sarà il mio maestro?” gli domandai, mentre camminavamo fianco a fianco.
Asterion si voltò a guardarmi. “Shaina”, rispose. “La sacerdotessa guerriera che due anni fa è diventata Silver Saint dell’Ofiuco.”
Shaina. Tutti, nei dintorni del Grande Tempio, avevano sentito parlare di lei: la spietata guerriera che celava i suoi lineamenti dietro una maschera d’argento – come imponevano le ferree regole dei Saint di Atena – e che aveva sconfitto, sul campo, anche cavalieri più esperti e titolati.
“Ti vedo agitato, ragazzo…” mi sorrise Asterion, cercando di assumere un tono rassicurante. “E credo di capirne il motivo. Ma non hai nulla da temere. Tu desideri davvero diventare un Saint, giusto?”
“Sì. Lo desidero con tutto me stesso.”
“Bene. Allora Shaina è la maestra giusta per te. E questo è tutto ciò che conta. Oh, eccola là.”
Seguii il suo sguardo e la vidi: una donna più bassa di me, apparentemente fragile rispetto alla mole imponente di altri guerrieri, ma capace – avevo sentito dire – di frantumare una roccia granitica con un solo colpo d’energia.
“Shaina”, la salutò rispettosamente Asterion. “Questo è Cassios, il giovane di cui ti ho parlato.”
Lei si voltò, e subito mi sentii rimpicciolire sotto lo sguardo gelido della sua maschera d’argento. Non potevo vedere il suo volto, né i suoi occhi, eppure sentivo che mi scrutava. Mi valutava. Come se potesse leggermi dentro.
“Molto bene”, fu tutto ciò che disse.
Asterion si congedò.
Rimasti soli, Shaina si rivolse a me.
“Allora, Cassios… sei davvero consapevole di cosa significa addestrarsi per diventare Saint di Atena?”
“Lo sono, sacerdotessa. Sì”, risposi subito.
Lei non parve soddisfatta. “Davvero?” replicò, gelida. “O sei qui solo perché detesti la tua vita? Perché speri, diventando cavaliere, di cancellare il tuo brutto aspetto e il disprezzo che ricevi da tutti? So benissimo chi sei, o pensavi che la tua storia mi fosse sconosciuta?
Quelle parole – così precise, così crudeli – mi colpirono come lame nel petto. Una rabbia nuova mi invase e, senza pensarci, avanzai verso di lei.
Shaina non si mosse.
“Anche se sei un Silver Saint e una sacerdotessa guerriera”, le gridai, “cosa ti dà il diritto di parlarmi così? Sì, voglio diventare Saint per riscattarmi da un mondo che mi rifiuta, e allora? So bene che dovrò lottare, sacrificarmi, soffrire. Anch’io so cosa significa combattere per la Giustizia!”
Con un urlo, scagliai un pugno contro una roccia vicina, frantumandola quasi per metà.
Shaina annuì. “Bene, Cassios”, disse con calma. “Questo è lo spirito giusto.”
“Co… cosa?” balbettai, sbigottito.
“Volevo solo metterti alla prova. Capire se avevi la grinta e la consapevolezza necessarie. Ora che so che le possiedi… sono pronta a farti da maestra.”
“Sha… Shaina…”
“Ci alleneremo duramente. E alla fine conquisterai la forza per diventare Saint, te lo garantisco.
Ma ricorda sempre questo: non importa il tuo aspetto, né se le tue origini sono o non sono nobili. Solo la forza delle stelle che ti scorre nell’anima ha importanza. È lei a guidarti sulla via della Giustizia, sacra ad Atena. Mi hai capito bene?”
Annuii. E pensai che forse anche Shaina, come me, detestava il proprio aspetto – poteva essere orribile, dietro quella maschera, che ne sapevo io? – ma non si era mai arresa. Era diventata una Silver Saint, una delle guerriere più forti e temute di tutto il Grande Tempio.
Anch’io avrei seguito il suo esempio. E, sotto la sua guida, sarei diventato abbastanza forte da meritare il titolo di Saint di Pegaso.
Grazie a Shaina dell’Ofiuco. La maestra che, già adesso, sentivo di amare.
FINE
Recensioni e commenti
RECENSIONI

Rieccomi 🙂
Cassios è un personaggio “sfigato” si è sempre impegnato al massimo ma ha trovato sul suo cammino ostacoli che davvero non poteva superare.
Mi è piaciuto come hai trattato il tenero rapporto col fratello maggiore Docrates, il suo eroe di bambino e che freddezza Shaina brrr…
Hai dato spazio a un bel personaggio, bravo!
Ai prossimi racconti!
Violet

Infanzia infelice per il povero Cassios, e la sua speranza di riscatto è diventare Saint.
Noi appassionati sappiamo già che non ce la farà ma la vita è fatta anche di sogni e speranze che, se anche irrealizzabili, ci fanno andare avanti nei momenti bui.
Bella fanfic
Michele
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