IL SOGNO DI SAORI

Scritto nel dicembre del 2015

“Tu sei Atena, Saori. La Dea della Giustizia.”

Sono queste le parole che Mitsumasa Kido rivolge alla sua amata nipote adottiva, rivelandole una verità che nessuna fanciulla ignara – fino a quel momento soltanto erede di una nobile casata – potrebbe accettare senza turbamento.

Eppure, qualcosa dentro di lei si muove.

Un’intuizione profonda, forse il primo sussurro della sua natura divina ancora latente, le dice che ciò che ha udito è vero. Non è solo una rivelazione: è un risveglio.

E nel suo cuore, già – pur senza saperlo – c’è spazio per colui che un giorno sarà il suo più grande Campione.

“Tu sei Atena, Saori. E un giorno non lontano, valorosi guerrieri si raduneranno al tuo fianco per aiutarti a difendere la Giustizia sulla Terra. Questi guerrieri avranno il nome di Saints.”

Le parole di mio nonno – scomparso due anni fa – avevano praticamente sconvolto la mia vita. Ma, per quanto nutrissi in lui la massima fiducia, non avevo mai creduto davvero a quella rivelazione… fino ad ora.

Mi trovavo in un luogo di bellezza indescrivibile: prati fioriti, templi maestosi in stile greco antico, un cielo azzurro e limpido. Era forse questo l’Olimpo? Il regno sacro degli Dei, stirpe di Gaia, l’antica Madre Terra? Di Zeus, Dio della Folgore, della bellissima Afrodite e di Era, la severa regina degli Dei?

Non potevo crederci. Eppure…

Eppure li vedevo. Ninfe splendenti, fieri Centauri, Fauni e creature divine che mi salutavano con inchini e sorrisi.

“Salute a te, Atena…” dicevano le loro voci armoniose. “Nobile Atena, Dea della Giustizia…”

Incredula, ricambiai i saluti e avanzai. Giunta sulle rive di un fiume, mi chinai a specchiarmi nelle sue acque azzurre.

La mia immagine riflessa… quella ero davvero io? Mi vedevo più alta, più bella. I miei lisci capelli lunghi sormontati da una corona dorata. Indossavo un abito bianco, luminoso e privo di spalline. La cosa più bella che avessi mai visto.

Sorrisi. Allora era vero. Io… ero Atena.

Le percezioni che mi coglievano all’improvviso, le visioni appena abbozzate, il potere latente che sentivo dentro di me… adesso tutto trovava finalmente un significato. Come se i frammenti di un puzzle impossibile si fossero ricomposti in un istante.

Mi guardai attorno, sentendomi parte di quel paesaggio da sogno.

Ma all’improvviso, il cielo si oscurò.

Le Ninfe e i Centauri fuggirono, spaventati da un’oscurità malvagia che si era materializzata dal nulla. La percepivo anch’io, sempre più vicina.

Con il cuore in gola, mi voltai. Da ovest avanzava un esercito sterminato: guerrieri inquietanti, racchiusi in armature nere irte di spuntoni.

Sotto quegli elmi, teschi ghignanti mi fissavano dalle loro orbite vuote.

“Ma quelli…” mormorai, senza sapere da dove mi venisse quell’intuizione. “Quelli sono i guerrieri di Hades, il Signore dell’Oltretomba…”

Arretrai. Le certezze appena conquistate svanirono mentre quell’esercito di morte – lo sapevo – stava per piombarmi addosso.

Ma, proprio allora, il cielo nero fu squarciato da un lampo.

Un cavallo alato, bianco e magnifico, apparve e si scagliò in picchiata verso terra.

Raggiunta la superficie, si parò davanti a me lanciandosi poi al galoppo contro le schiere nemiche.

Incredibile. Evitava gli attacchi d’energia con movimenti impossibili da seguire, mentre le sue ali lo guidavano con precisione sovrumana.

Poi, quando fu il suo turno di colpire… si trasformò in una cometa bianca. In un battito d’ali, fece strage dei guerrieri oscuri mentre armature e corpi si dissolsero come carta fragile.

Vittorioso, il cavallo ripiegò le ali e si voltò verso di me.

Lo guardai. E nel suo sguardo – per quanto sembrasse impossibile – vidi qualcosa di umano.

Allora, dentro di me, intuii di chi doveva trattarsi.

Mentre il cielo tornava a rischiararsi, fui sul punto di pronunciare il nome del mio salvatore…

Mi svegliai che il sole era già alto nel cielo, nel letto della mia stanza a villa Kido. La mia casa.

Avevo sognato tutto? Sì. Eppure sapevo, con certezza profonda, che ciò che avevo vissuto non era soltanto un sogno.

Perché io ero Atena. E il cavallo alato che era giunto in mio soccorso…

“Atena è la Dea della Giustizia, piccola Saori…”

Le parole di mio nonno mi tornarono subito alla mente. Fin dai tempi antichi, Atena si reincarna in un essere umano per proteggere la Terra dalle Forze Oscure. Attorno a lei si radunano i Saints, guerrieri valorosi che difendono la Pace e la Giustizia nel mondo. Tra loro, uno è da sempre il suo cavaliere favorito. Il Saint di Pegaso, il cavallo alato della leggenda.

Ecco chi era il mio salvatore del sogno. Colui che, in futuro, sarei stata destinata a incontrare ancora. In una forma diversa, ma ugualmente luminosa.

“Pegaso…” mormorai.

E in quell’istante seppi che, da qualche parte del mondo, gli ingranaggi del Fato – la forza che muove i destini degli uomini e persino degli Dei – si erano messi in moto.

FINE

Recensioni e commenti

RECENSIONI

Un’altra fanfic molto bella.
Qui c’é il Pegaso ad accorrere in aiuto di Saori, che al risveglio dal suo sogno si convince che gli ingranaggi del Fato si sono messi in moto
e che presto incontrerà il suo valoroso salvatore.
Piaciuta!
Alla prossima
Cri

Un altro legame importante per Saori è senza dubbio Seiya (ancora più di Aiolos perché più “vissuto” dato che con Seiya ci cresce e ci combatte
mentre del Sagittario ha purtroppo solo sentito parlare.
Il cavallo alato che scende volando dal cielo per difendere la sua giovane Dea dalle forze oscure di Hades mi è piaciuto molto,
rende benissimo la forza del cavaliere che appartiene a questo segno (che non a caso è stato l’unico a ferire il Dio della morte ai tempi
del mito).
Un’altra fanfic che metterò tra le mie preferite 🙂
A presto!

Il destino in un sogno, Saori e Seiya destinati a incontrarsi e insieme a lottare contro Hades e i suoi eserciti…
Molto evocativo, e il Pegaso che interviene a difendere la sua Dea ci sta alla perfezione.
Molto bella anche la rappresentazione di quello che penso sia proprio l’Olimpo con le Ninfe, i Centauri, i Fauni e tutte le altre meravigliose creature
che lo compongono…
Quanto mi sarebbe piaciuto essere al posto di Saori!
Scritto e descritto benissimo, ti faccio i miei più sinceri complimenti.

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