LA GENERAZIONE D’ORO
DEL CALCIO GIAPPONESE

Stadio Dome, Sapporo – Domenica 22 marzo 1997
“Benvenuti, signore e signori, al nuovissimo Stadio Dome di Sapporo, questa sera gremito in ogni ordine di posto!”
La voce del telecronista risuonava chiara e netta dalla cabina di commento, mentre le telecamere sorvolavano il pubblico in festa.
“In questa fresca serata primaverile, si affrontano due formazioni straordinarie: da una parte la selezione nazionale giapponese Under 19, la Nippon Youth vincitrice del World Youth lo scorso anno e reduce da un ritiro di quindici giorni sulle montagne di Hokkaido! Dall’altra abbiamo invece la selezione nazionale Under 21, in piena corsa verso le Olimpiadi di Atene!”
“La Generazione d’Oro del calcio giapponese contro la formazione che tutti chiamano Gli Invincibili Superboys, i Ragazzi del Sole! Chi vincerà questa emozionante sfida? Restate con noi: lo spettacolo sta per cominciare!”
“Questa sera dovremo dare tutto, amici”, disse Tsubasa Ozora, indossando la maglia numero 10 della nazionale e voltandosi verso i compagni. Sorrise. “Giocheremo contro Shingo Tamai e la sua squadra, sono degli avversari fortissimi. Siete pronti?”
“Come sempre, Tsubasa”, annuirono Hikaru Matsuyama e Taro Misaki, sempre i primi a rispondere agli incitamenti del loro capitano.
In quel momento, nello spogliatoio, entrò Jun Misugi, il libero numero 14 della squadra.
“Hai scoperto qualcosa di Hiyuga?” gli chiese Tsubasa.
Jun scosse la testa. “Purtroppo no. Io e Sawada l’abbiamo cercato ovunque anche oggi, ma da dieci giorni non si hanno più sue notizie. Tu dove pensi che sia andato?”
“Non lo so davvero. Ma se non è ancora tornato, significa che l’allenamento speciale che aveva deciso di seguire sulle montagne non è ancora concluso.”
Fece una pausa poi sospirò. “Come se non bastasse, il signor Katagiri mi ha detto poco fa che l’aereo di Wakabayashi da Amburgo ha subito ulteriori ritardi. Oltre alle due ore già accumulate, sembra che per un problema tecnico sia stato dirottato sull’aeroporto di Memanbetsu, a due ore da qui.”
Wakashimazu, che si stava infilando i caratteristici guanti neri, si voltò.
“Questo vuol dire che Wakabayashi non riuscirà a raggiungerci in tempo per la partita?”
Tsubasa lo guardò. “Purtroppo no, Ken. Ma contiamo su di te. Sarai tu a dover fermare gli attacchi di Tamai e dei suoi.”
“Tranquillo capitano. Ce la metterò tutta.”
“Ne sono sicuro. E adesso…”
S’interruppe, perché proprio in quel momento da una porta, da una porta secondaria dello spogliatoio, entrò l’allenatore della Nippon Youth Minato Gamo. E gli sguardi di tutti si rivolsero su di lui.
«Sanae… Sanae, mi senti?»
Sanae sbatté gli occhi, scossa dai suoi pensieri dalla voce di Yayoi. Era seduta in tribuna accanto a lei, Yoshiko e Yukari e non vedeva l’ora di vedere il suo Tsubasa entrare in campo.
“S-sì, s-scusami Yayoi”, balbettò. “Ero solo sovrappensiero. A dirti la verità… sono un po’ in ansia per Tsubasa.”
“Per Tsubasa? E perché?”
“Per la partita di stasera. Gli avversari sono fortissimi, forse i più forti che abbiano mai affrontato. Considera che hanno battuto il Brasile di Roberto, Santana e Natureza per 6 a 0. Non so… questa volta non sono sicura che Tsubasa e gli altri ce la faranno.”
“Queste parole non sono da te, cara…” le sorrise Yayoi. “Io ho fiducia in Jun, e tu devi averne in Tsubasa. E poi, anche se Wakabayashi e Hiyuga forse stasera non ci saranno, la nostra è pur sempre la nazionale che ha vinto il World Youth. Coraggio!”
“Sì, forse…” annuì Sanae però non molto convinta. “Forse mi sto preoccupando davvero troppo.”
Si sforzò di sorridere, però quel senso d’inquietudine che le stringeva l’animo non se ne andò. Rimase lì, silenzioso come una nube sottile che non voleva dissolversi. Aveva davvero un brutto presentimento.
“Questa sarà la formazione di stasera, ragazzi”, disse mister Gamo, rivolgendosi alla squadra riunita nello spogliatoio. “In porta: Wakashimazu. Difensori: Jito, Soda, Ishizaki e Misugi. Centrocampisti: Misaki, Tsubasa, Matsuyama e Aoi. In attacco: Nitta e Sorimachi.”
Fece una breve pausa, poi aggiunse con tono fermo: “Sapete già che Wakabayashi e Hiyuga probabilmente non riusciranno a partecipare alla partita, ma mi aspetto comunque da tutti voi il massimo impegno. Adesso andate e ricordate: voi siete la Generazione d’Oro del Calcio Giapponese!”
“Il mister ha ragione ragazzi!”
Tsubasa alzò il braccio destro, la fascia da capitano ben visibile. “Siamo i campioni mondiali a livello giovanile, e anche stasera scenderemo in campo per conquistare la vittoria! Andiamo!”
“Andiamo!”
Gamo aprì la porta e la Nippon Youth si riversò di corsa nel corridoio, un’onda compatta di determinazione e orgoglio pronta ad affrontare l’ennesima, imminente, prova di forza.
Recensioni e commenti
RECENSIONI

Un nuovo inizio di una nuova storia…
Under 19 giapponese contro Under 21… che sono nientedimeno che i fortissimi e mitici Superboys!!!
Tutto fantastico se non fosse che Sanae ha un brutto presentimento…
Cosa succederà?
Non vedo l’ora di scoprirlo

Un’altra fanfiction con una partita… e ovviamente sei tu a scriverla, grande!!
Qui abbiamo i vincitori del World Youth – privi però di due assi come me, Hiyuga, e Wakabayashi – contro l’Under 21 giapponese in corsa per le Olimpiadi di Atene e che ha stracciato nientemeno che il Brasile di Roberto e Santana per 6-0 (sempre risultati equilibrati in Capitan Tsubasa :-D)!!
Di certo una partita diversa da quelle dominate in campionato dai vari Bayern, Juve ecc…
Sono fiducioso che la saprai descrivere al meglio.
Ti aspetto!
Kojiro
Un confronto tra la Nippon Youth e i Superboys per me che ho il nickname di Shingo Tamai ci voleva alla grande!!
Ho come il sospetto che, specialmente senza Hiyuga e Wakabayashi, stavolta Tsubasa e soci prenderanno una bella imbarcata contro gente abituata ad allenarsi abbattendo alberi e calciando pali di cemento!
E li voglio vedere i vari Drive Shot, Eagle Shot e tiri vari a segnare a Kamioka Go (il portiere dei Superboys dovrebbe essere lui) 😀
Dai dai che al prossimo capitolo inizia questa partitona…
Mi tremano i polsi al solo pensiero.
Sei un mito!
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