FACCIA A FACCIA

Yuda e il grosso del suo esercito giunsero, a bordo di grossi fuoristrada, alle porte di un antico tempio immerso nel verde, mentre il tramonto tingeva sempre più di rosso il blu del cielo.

Il maestro della Gru Rossa di Nanto scese a terra e fece un cenno ai suoi soldati.

Aspettatemi qui.”

Si avvicinò all’ingresso della struttura, ma due guerriere, con un agile salto dalla guglia del tetto, gli si pararono subito davanti.

“Fermo, straniero. Noi siamo le guardiane del Tempio della Foresta. Nessuno può oltrepassare questa soglia sacra senza permesso. Non ti è concesso entrare.”

Yuda sorrise, enigmatico.

“Spiacente per voi, ma oggi fallirete nel vostro compito. Io, Yuda della Gru Rossa di Nanto, passerò. Vi consiglio pertanto di levarvi di mezzo.”

Per tutta risposta le due guerriere lo attaccarono. 

Yuda si limitò a tracciare, con un dito, due tagli verticali nell’aria. Colpiti in pieno, i corpi delle avversarie si divisero simmetricamente in due prima di finire a terra dilaniati a morte.

“Bene”, sorrise il maestro di Nanto, poi posò le mani sulle porte del tempio e le aprì.

Attraversò un lungo e deserto corridoio silenzioso e infine raggiunse una sala interna. Lì, davanti alla statua di un’antica divinità, illuminata appena da candele tremolanti, vide un’esile figura inginocchiata.

“Sono qui, Zoryala…» mormorò facendosi avanti, e la figura si voltò, rivelando una donna anziana dai lunghi capelli grigi.

“Yuda della Gru Rossa di Nanto…” si alzò in piedi fissando il nuovo venuto nella penombra della stanza. “È passato molto tempo dall’ultima volta che ci siamo visti. Perché sei venuto qui?”

Per tutta risposta, le labbra dipinte di nero di Yuda si piegarono in un cupo  sorriso.

Il giorno seguente, Rei e Kenshiro giunsero a Blue Town. 

Avevano attraversato territori in cui il nome di Yuda veniva pronunciato con terrore, gli abitanti provati da una spietata tirannia e le loro donne rapite e stuprate.

Giunti al castello del nemico, però, Dagar presentò loro un falso Yuda, attirandoli con l’inganno in una trappola ben congegnata.

Rei, così furioso da ignorare il dolore lancinante che lo tormentava ormai senza sosta, si lanciò contro i soldati del nemico mentre Kenshiro affrontava personalmente Dagar.

Lo uccise senza pietà mentre Rei, con la sua tecnica assassina, sterminò in un batter d’occhio tutti i nemici, per poi crollare a terra esausto.

“Ken… per me è finita… sento che le forze mi abbandonano…”

“Non dire così…”

“Y-Yuda mi ha…” Rei sputò sangue dalla bocca. “Mi ha ingannato, la sua stella protettrice, quella Magica del Tradimento, è riuscita infine a sopraffarmi…”

“Rei, resisti, ti prego…” lo implorò Kenshiro, sorreggendolo mentre perdeva i sensi. “Reiiiii!”

Kenshiro tornò al villaggio, con Rei svenuto fra le braccia. Gli abitanti si radunarono attorno, preoccupati.

“Oh Ken…» mormorò Lynn. “Rei è…”

Il guerriero di Hokuto scosse piano la testa.

“Non è morto, piccola, stai tranquilla. È solo svenuto.”

Rei venne portato nella sua stanza, dove lo attendevano Toki, Aily e Mamiya. Adagiatolo sul letto, un angosciato Kenshiro si rivolse a Toki.

“Fratello… non c’è un modo per salvarlo? Il colpo di Raoh è davvero invincibile?”

Mamiya, in lacrime, strinse la mano di Rei.

Toki invece abbassò lo sguardo.

“Un modo… un modo forse c’è. Non posso salvarlo, ma se riuscissi in qualche modo a contrastare per un tempo limitato gli effetti del colpo di Raoh allora potrei allungare un po’ la sua vita. Tuttavia…”

“Accetto.”

La voce di Rei, flebile, li interruppe. Ripresi i sensi, si sedette sul letto stringendo deciso la mano di Mamiya.

“Io devo uccidere Yuda, questa ormai è la mia missione di vita. Se c’è un modo per vivere ancora un po’, lo accetto… qualsiasi siano le conseguenze.”

Toki annuì.

“Premerò un punto segreto nel tuo corpo. Contrasterà l’effetto del colpo di Raoul… ma soffrirai, Rei. Mille volte più di quanto stai soffrendo adesso.”

Rei non battè ciglio ma Mamiya gli porse una pillola.

“Me la sono procurata a Medicine City. Rei, amore mio, questa è un’ eutanasia. Se la prenderai, smetterai di soffrire all’istante. I-io non voglio vederti soffrire ancora solo per vendicarmi…”

Rei sorrise respingendola gentilmente.

“No, Mamiya. Non ho bisogno di alcuna eutanasia. Ho preso la mia decisione, e poi mettere fine al regno del terrore di Yuda è anche un mio compito in quanto rappresentante della Sacra Scuola di Nanto. Toki, premi quel punto. Quando morirò sarà in battaglia, come si addice a un guerriero.”

“Rei…» mormorò Aily. “Fratello mio…”

“Non ti preoccupare, sorellina. So quello che faccio.”

Colpito da tanto coraggio, Toki annuì. 

“Sei davvero ammirevole, Rei. Adesso lasciatemi solo con lui.”

Una volta soli, si accostò a Rei, individuando con precisione il punto di pressione giusto è premendolo con forza.

Per un istante non successe nulla… poi Rei urlò. Un urlo disumano e lancinante, che riecheggiò orribilmente in tutto il villaggio.

L’armata di Yuda fermò i fuoristrada davanti al villaggio di Mamiya. Il maestro della Gru Rossa, a cavallo, osservò le mura di legno che proteggevano le case.

Komaku.”

Subito, un nanetto dall’aria viscida gli saltò al fianco.

Sì, lord Yuda?”

La tua ricognizione al villaggio?”

Un sorriso piegò le labbra storte di Komaku, dandogli un’espressione ancor più sinistra.

Tutto sotto controllo.”

Ottimo. In questo caso, andiamo.”

L’armata si mosse all’attacco delle mura mentre Yuda ripensò al colloquio avuto con Zoryala. Tra l altre cose, la donna gli aveva rivelato che anche Mamiya aveva visto la Stella della Morte. Chissà se Rei lo sapeva, e se era pronto a combattere per sfuggire al cupo destino che si era abbattuto su di lui. Fra poco… lo avrebbe verificato di persona.

All’improvviso le urla di Rei si spensero. Aily, scoppiata a piangere tra le braccia di Kenshiro, alzò il viso rigato di lacrime.

“Rei… mio Dio…”

Burt, Lynn e Kenshiro tacevano, angosciati. Poi la porta si aprì e Toki apparve sulla soglia, pallido e sconvolto.

Mamiya, troppo angosciata per sopportare le grida di dolore di Rei, si era allontanata e sedeva adesso su una roccia vicino alle mura del villaggio.

Rei, pensava, senza trovare conforto nella sua disperazione, perché devi soffrire così per me? Ti amo… e vorrei che almeno queste tue ultime ore trascorressero in pace…

All’improvviso, le porte del villaggio vennero sfondate. L’armata di Yuda attaccò, seminando morte e panico tutt’attorno.. Mamiya balzò in piedi e, mentre veniva dato l’allarme, impugnò i suoi yo-yo abbattendo subito due guerrieri nemici.

“Chiunque voi siate!” gridò. “Non vi permetterò di fare come volete!”

Lanciò ancora all’attacco i suoi yo-yo ma questi vennero polverizzati in un istante. 

Le si gelò il sangue nelle vene. Alla testa dell’armata nemica si ergeva adesso una figura che conosceva molto bene.

“Y-Yuda…”

“Ne è passato di tempo, Mamiya. Sei cresciuta, vedo. È un peccato che la Stella della Morte brilli anche su di te.”

“La Stella… della Morte…? Io… io non capisco.”

“Si tratta dell’astro che brilla accanto alle sette stelle di Hokuto. Solo per chi è prossimo alla morte riesce a vederla. Catturatela!”

I soldati si lanciarono su Mamiya che, sconvolta, non tentò nemmeno di opporre resistenza. 

“Reiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!”

“Ci sono… i soldati di Yuda!” gridò un anziano del villaggio raggiungendo di corsa Kenshiro e i suoi compagni. “E hanno catturato Mamiya.”
“Vado io”, disse Kenshiro.
D’un tratto, però, Rei apparve sulla soglia. Aily e la piccola Lynn corsero felici ad abbracciarlo.
“Rei…” sorrise Kenshiro. “Amico, ma allora…”
“Sì, Ken”, sorrise Rei. Era pallido e molto provato, ma una nuova calma sembrava essersi impossessata di lui. “C’è l’ho fatta… anche grazie a Toki. Adesso sono pronto per combattere la mia ultima battaglia. Andiamo.”

Yuda, circondato dai suoi soldati che avevano messo sottosopra il villaggio, vide Rei avanzare seguito da Kenshiro e da Toki.

“Oh, Rei… vedi che hai trovato il coraggio di mostrarti. Ma guardati: sei un morto che cammina. Cosa speri di fare contro di me?”

“Non spero nulla, Yuda. Ho solo una certezza: ti farò a pezzi. Libererò dalla tua tirannia le terre che hai conquistato, e ridarò un futuro a Mamiya.”

Yuda scoppiò in una sprezzante risata.

“Sei solo un illuso, Rei. Anche Mamiya ha visto la Stella della Morte. Adesso dimmi: vuoi ancora combattere per lei?”

Rei guardò negli occhi la guerriera, gli occhi bagnati da un velo di lacrime.

“Anche tu… Mamiya…?”

“Rei, amore mio…” annuì lei. “Perdonami io… io non lo sapevo…”

“Patetici”, li derise Yuda. “Tu, una delle Sei Sacre Stelle di Nanto, che piangi per una donna… sei soltanto un debole!”

“Adesso basta, Yuda”, ribatté Rei. “E preparati a combattere perché adesso ti sconfiggerò… e spegnerò per sempre la tua Stella del Tradimento!”

A seguire…

CAPITOLO 5- IL CROLLO DELLA DIGA

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