RICORDI DAL PASSATO

Il vento soffiava con forza nella grande vallata, sollevando polvere e sabbia che danzavano come spettri del passato. Il cielo era plumbeo, graffiato da nuvole che parevano presagi di morte. Kenshiro avanzava senza esitazione, i suoi passi possenti riecheggiavano come tamburi di guerra, sulla terra brulla e inospitale.
Sono passati tanti anni..., pensò, stringendo i pugni. Dopo che Rei morì per le ferite subite nel duello contro Raoul, anche Toki lo seguì a breve distanza, sfinito e infine sconfitto dalla sua malattia. Toki, il mio dolce fratello che desiderava usare le tecniche della nostra scuola per portare la vita anziché seminare l morte.
E quanto Raoul tornò a sfidarmi, alla testa di un esercito immenso e a capo di centinaia di regni sottomessi con la forza, ci battemmo nuovamente fino al limiti delle nostre forze.
La sua voce interiore vibrava di memorie. La battaglia finale con Raoul, il fratello maggiore e divenuto suo rivale, era scolpita nel suo cuore come un marchio. Entrambi avevano raggiunto il vertice assoluto della Divina Scuola di Hokuto, dominando perfino il Musō Tensei, la tecnica della Trasmigrazione dell’anima, e il loro ultimo combattimento sarebbe stato ricordato nei secoli a venire.
Alla fine Raoul cadde per mano mia, e il suo regno del terrore si sgretolò..., pensò ancora Kenshiro. Ma dopo di lui, non venne la pace tanto agognata.
Gli anni seguenti erano stati infatti un turbine di conflitti. Kenshiro aveva incrociato i pugni con vere e proprie leggende viventi: Souther, della Fenice Leggendaria, crudele e spietato e autoproclamatosi Sacro Imperatore, e Shu, il nobile maestro dell’Airone Bianco, che si era battuto per la giustizia sacrificando ogni altra cosa.
Shu, Souther.. La loro forza era immensa, ma alla fine la mia determinazione li superò.
Con la loro morte, e con quella dell’amata Julia, la Sacra Scuola di Nanto aveva visto la sua fine.
Julia… la mia luce in questo mondo spezzato…
Ricordarla era un coltello nel cuore. La donna che aveva amato più di ogni altra era rimasta al suo fianco in ogni battaglia, ogni ferita, ogni notte di sangue e silenzio. Ma il destino sa essere crudele anche con i puri: Julia cadde, non sotto i colpi di un nemico, ma per mano di una malattia che nemmeno Kenshiro poteva combattere.
Quando l’ho stretta per l’ultima volta… ho sentito il mondo frantumarsi dentro di me.
Poi un nuovo potere era sorto a est: la Scuola Imperiale di Gento e i suoi potentissimi generali al servizio di un malvagio e misterioso imperatore.
I generali di Gento erano fortissimi: Falco, il braccio d’oro, Soria, il signore della luce violenta, e Shoki, il guerriero che non conosceva la paura.
Anche loro però caddero sotto la furia del successore di Hokuto, e con la loro dipartita anche il potere dell’imperatore si era disciolto come neve al sole.
Erano passati molti anni da allora.
Burt, il ragazzino che un tempo correva impetuoso tra le rovine di quel mondo in preda alla follia, era diventato un giovane e coraggioso uomo. Mamiya, la guerriera indomita, viveva in pace nel suo villaggio e lei e la dolce Aily vegliavano sulla tomba del valoroso Rei.
E Lynn…
Kenshiro sospirò. Il suo respiro caldo si mescolò al vento tagliente.
Un mese prima era stata rapita… portata in quel luogo dannato in cui lui l’aveva seguita per ritrovarla.
Un’isola oltre l’ultimo mare esistente sulla Terra. Una terra d’ombra e di violenza chiamata Terra degli Shura, popolata da centinaia di migliaia di combattenti senza pietà. Guerrieri forgiati nel dolore e nella morte, talmente spietati da meritarsi il nome di Demoni Shura.
Per salvare Lynn, Kenshiro aveva messo piede su quell’isola maledetta.
Tre potentissimi dittatori la dominavano, ma Kenshiro ne aveva già affrontati e sconfitti due. I loro pugni ruggivano della potenza della Scuola Demoniaca di Hokuto, detta anche Arcana Arte di Hokuto. Sembrava trattarsi di una mutazione della Divina Scuola, trasformata in una tecnica ancora più feroce e brutale. Una danza marziale che sfidava le leggi della compassione… e che a Kenshiro pareva stranamente simile alle proibite tecniche demoniache di cui un giorno di tanti anni prima Ryuken gli aveva parlato. Ma chi poteva averla ideata?
Scontrandosi con Hyo poi, il secondo in comando sull’isola, aveva appreso che anche Raoul proveniva da lì, e questo lo aveva spronato ancora di più ad andare avanti nella sua missione.
Adesso si stava dirigendo alla fortezza dell’ultimo e più potente Signore di quelle terre, il misterioso Kaio che a detta di molti era una vera e propria reincarnazione del Diavolo. Ma non importava, perché era lui ad aver rapito Lynn.. e Kenshiro era lì per salvarla.
Un suono alle sue spalle lo distolse dai suoi pensieri. Kenshiro si voltò e si trovò di fronte Orc il Rosso, anche lui esperto delle tecniche di lotta che si praticavano sull’isola. Un ragazzo dallo sguardo spavaldo, dai lunghi capelli bianchi e dallo spirito indomito che per certi versi a Kenshiro ricordava Rei.
“Che cosa vuoi da me, Orc?” chiese Kenshiro, la voce profonda come le radici dell’inferno.
Orc sorrise, inclinando la testa con una leggera arroganza.
“Volevo solo informarti, Kenshiro…” disse con tono calmo ma tagliente, “che Kaio ha proclamato che intende fare sua Lynn, generando con lei un’erede che possa succedergli un giorno sul trono di quest’isola. Se vuoi salvarla devi fare presto.”
Gli occhi di Kenshiro brillarono di fuoco sotto le sopracciglia aggrottate.
“Sono giorni che cerco la fortezza di Kaio. Tu sai dove si trova?”
L’altro indicò le montagne lontane, annerite dalle tempeste.
“Oltre quelle cime, ad est. Ma non affrontarlo con leggerezza, Kenshiro… Kaio non è un semplice guerriero. È l’incarnazione del destino crudele che permea questi luoghi. Se vuoi avere una speranza… devi combattere al massimo delle tue possibilità. Si dice che sia lui ad aver ideato e tramandato ai suoi due parigrado l’Arcana Arte di Hokuto.”
“E tu perché mi stai dicendo tutto questo?”
Orc alzò le spalle. “Perché voglio la tua celebrata Divina Scuola di Hokuto scontrarsi con la sua deviazione oscura. Fa’ presto Kenshiro, non mi deludere!”
Scoppiò a ridere, poi si allontanò come un’ombra fugace. Kenshiro rimase immobile, col vento che gli accarezzava il viso. Volse lo sguardo verso est, dove il cielo sembrava arrossarsi, come se il sangue delle battaglie future già tingesse l’orizzonte.
Sta’ tranquilla, Lynn…, pensò, stringendo i pugni determinato a raggiungere la sua meta. Perché presto… sarò da te.
A seguire…
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