JEANNE

Le strade di Parigi sono come sempre affollate, persino tra i vicoli più malfamati della città. L’aria sa di fumo, vino versato e fogne aperte e anche gli aristocratici – quelli che si credono intoccabili – sguazzano tra i vicoli come se niente potesse sporcarli.

Questo ovviamente va a tutto vantaggio di noi ladri, che quasi ogni sera riusciamo a derubare vittime ignare sotto il naso della polizia cittadina e dei soldati della Guardia francese, che pensano più a scaldarsi la gola che a fare il loro lavoro.

Eccone un altro, sorrido mentre mi avvicino con fare indifferente a un uomo riccamente vestito che si sta intrattenendo con una prostituta all’angolo di una via. Non mi degna nemmeno di uno sguardo: perfetto.

Gli scivolo accanto con passo leggero e, con consumata abilità, taglio con il mio coltellino il borsello che l’uomo porta alla cintola. Un colpo secco, pulito mentre lui continua a ridacchiare come un idiota.

Mi allontano, mischiandomi tra la folla aiutata dai miei vestiti neri, dalla mascherina – del medesimo colore – sugli occhi e dal cappuccio abbassato che mi copre il viso. Il nero dei miei abiti inghiotte la poca luce delle lanterne, e la mascherina mi fa sembrare un’ombra più che una ragazza.

L’attività di ladra ha il suo perché, anche se devo ammettere che non era proprio questo che sognavo quando ho lasciato casa mia abbandonando una madre che ormai non sopportavo più e la mia sciocca e petulante sorellina Rosalie. Io discendo dalla gloriosa stirpe reale dei Valois, che un tempo governavano la Francia prima di estinguersi per mancanza di eredi maschi e non devo mai ricordarmi che valgo più della feccia che mi circonda.

“Vivrò la vita che mi spetta per nascita”, sono state le ultime parole, piene di rabbia, che ho rivolto a mia madre prima di sbattere la porta di casa voltando le spalle a quel posto che ero arrivata a detestare, ma le mie speranze di una vita migliore si sono ben presto infrante su una dura realtà.

Sono passati sei mesi da allora, e ho scoperto che anche al di fuori del mio miserando quartiere Parigi è un posto orribile, in cui ognuno pensa solo a se stesso e ai suoi sporchi affari. A nessuno, nobile o meno, interessa nulla dell’ultima discendente dell’antica stirpe reale francese e, dopo un paio di falliti tentativi di agganciare qualche nobile, ho finito per unirmi allo stuolo dei senzatetto che affollano le strade della città.

La vita per strada si è rivelata da subito durissima, e le condizioni di vita della popolazione parigina sono ancora peggiori di quanto pensassi; la povertà e le miserevoli condizioni di vita dei cittadini, in contrasto con il lusso sfrenato in cui vivono quei bastardi dei nobili, favoriscono furti e tutta una serie di altri reati che rimangono perlopiù impuniti.

Mi sono ritrovata in poco tempo a dover vivere di espedienti e, per non rischiare di morire di fame o peggio, sono entrata a far parte di una piccola banda di ladri molto ben organizzata, che ha il suo covo in via de Marsac e in cui tutti indossano vestiti neri e portano sugli occhi una mascherina del medesimo colore.

“È il simbolo del nostro capo, il Cavaliere Nero”, mi ha spiegato Arianne, che organizza i nostri colpi con il nome di Mademoiselle e che sembra avere solo un paio d’anni più di me.

“Il Cavaliere Nero? E chi sarebbe? Non ne ho mai sentito parlare.”

“Presto tutti conosceranno il suo nome”, mi ha sorriso lei, “che diventerà un simbolo di libertà e di lotta contro le ingiustizie e l’oppressione dei nobili non soltanto sui cittadini di Parigi ma di tutta la Francia.”

Libertà… sì, certo. Io volevo solo un letto e un pasto caldo. E quelli almeno li ho avuti.

Mi sono unita alla banda e, mentre mi esercitavo nell’uso di coltelli e pugnali e imparavo ad arrampicarmi sui tetti di Parigi, il nome del Cavaliere Nero ha iniziato effettivamente a diventare sempre più famoso anche se noi del nostro gruppo non l’abbiamo mai visto di persona.

“È sempre molto impegnato”, mi ha spiegato Arianne, che da come ne parla sembra quasi innamorata di lui. “Perché deve coordinare diversi gruppi sovversivi presenti in tutto il territorio.”

“Tu l’hai mai visto?”

Esita. L’ho colta alla sprovvista!

“Una… una volta. E so che la sua missione… la nostra missione è giusta e nobile.”

“Già”, ho alzato le spalle, non tanto convinta della sua risposta; certo far parte della banda mi ha permesso di avere un tetto sulla testa e un pasto caldo la sera ma degli ideali – o presunti tali – di questo misterioso Cavaliere Nero, sempre che esista per davvero, non me ne importa niente.

Io continuo ad aspirare alla vita che mi spetta, niente è cambiato da allora… e anche se al momento il mio obiettivo sembra lontanissimo lo realizzerò sicuramente. Un giorno tutti conosceranno il mio nome e io, Jeanne Valois, diventerò ricca e famosa… anche di più della stessa regina di Francia.



Aggirandomi per le strade della città in cerca di un’altra possibile vittima, incrocio una pattuglia della Guardia Metropolitana, i cui soldati sono riconoscibili dalle disadorne divise blu con spalline ed alamari gialli.

“Ehi, guardate là”, grugnisce uno di loro, un bestione con una cicatrice sulla guancia. “Non è la locanda dove ci siamo scolati quei barili l’altra sera?”

“Già”, risponde un altro, con i capelli neri che gli cadono sugli occhi. “Ma adesso siamo in servizio, Jerome e non possiamo di certo andarci. Se ci beccasse il comandante Jeroule ci farebbe pulire le latrine con la lingua.”

“Che si fotta Jeroule”, sbraita Jerome. “Se fossi tu il comandante, Alain, avremmo vino e donne ogni notte!”

La risata di Alain è breve e secca. “Magari. Dai, muoviamoci prima che mi venga voglia di disertare.”

Li guardo allontanarsi. Puzzano di vino anche da qui… e in queste condizioni dovrebbero proteggere la città? Ridicolo.

Procedo a passo veloce dalla parte opposta alla loro fino a che, persa nei miei pensieri, all’improvviso mi accorgo di essere finita nei pressi della mia vecchia casa.

Ma guarda… chissà che staranno facendo la mamma e quella piagnona di Rosalie…

Mi arrampico agilmente fino a salire sul tetto di una casa vicina. Le tegole sono fredde e scivolose di umidità, e sotto di me la strada è quasi buia, fiocamente illuminata solo da qualche lanterna tremolante, e l’odore di cavalli e fumo che sale come un respiro caldo.

All’improvviso la via, fino a un attimo prima silenziosa, viene scossa da un gran trambusto come di un carro in avvicinamento.

“È il carretto dei Lorène!” grida qualcuno dabbasso. “Stanno tornando da Versailles!”

I Lorène? Mi sporgo curiosa dal tetto per vedere meglio cosa sta succedendo di sotto. Ma sono i nostri vicini, i fiorai… che ci saranno andati a fare a Versailles?

Vedo la mamma e Rosalie uscire di casa e, da quella vicina, Simone, la figlia dei Lorène, si precipita fuori gridando. La sua voce stridula mi arriva chiara nel caotico miscuglio di rumori e passi.

Il carretto guidato da Paul è inseguito da tre cavalieri mascherati che impugnano spade e pistole. Quando lo superano, Lorène è costretto a fermare la corsa dell’asino che traina il suo carretto, solitamente usato per le consegne del suo negozio.

Vedo le pistole alzarsi, vedo i lampi degli spari poi Paul e Julienne, colpiti in pieno, crollano come sacchi vuoti.

Compiuta la loro missione, i tre cavalieri si allontanano al galoppo mentre l’urlo disperato di Simone squarcia l’aria.

Rosalie le corre incontro e la abbraccia mentra la folla attorno a loro rimane immobile, come se il buio le avesse inghiottito anche il coraggio.

Io resto sul tetto, gelata. I Lorène… uccisi così a sangue freddo.

Mi accorgo di tremare; nonostante non provassi certo dell’affetto per loro, i Lorène erano solo una coppia di fiorai che non aveva mai fatto del male a nessuno; chi sarà stato a volere la loro morte, e soprattutto… perché?





A seguire…

CAPITOLO 2- OSCAR

Recensioni e commenti

12 commenti
  1. Alta marea
    Alta marea dice:

    Ciao ho avuto modo di rileggere questa FF lì nel sito
    Jeanne era veramente una donna diabolica e a tratti inquietante ma aveva il suo fascino nonostante tutto
    Alla prossima Alta marea 😊

    Rispondi
    • admin
      admin dice:

      Ciao e grazie di aver letto e commentato ☺️.
      E si, Jeanne è sempre stata un personaggio prettamente negativo ma con mille sfaccettature, mi è sempre piaciuta un sacco e non potevo che iniziare il primo capitolo di questo nuovo romanzo con lei 🙂.
      A presto e grazie ancora.

      Rispondi
  2. Agata
    Agata dice:

    È interessante questo personaggio affascinante e controverso che stai delineando in questo racconto, mi fa piacere che ci sia un’eroina donna non banalmente “buona”, è abbastanza inusuale. Sono curiosa di vedere come procede

    Rispondi
  3. Manu73
    Manu73 dice:

    Ciao, caro Enrico.
    Ho provato a leggere il primo capitolo di questa tua long.
    Devo dire che è piuttosto interessante il punto di vista di Jeanne.
    Una Jeanne che hai scelto di presentarci sedicenne.
    Nella tua storia è ladra, in una banda di ladri capeggiata dal Cavaliere Nero.

    La situazione sembra promettente. E il tuo stile non mi dispiace.

    Mi incuriosisce poi il delitto dei Lorene.
    Una coppia di fiorai uccisi a sangue freddo.
    Perché?
    E da chi?

    Ci sentiamo al prossimo capitolo
    Un abbraccio
    Manuela

    Rispondi
    • admin
      admin dice:

      Ciao Manu, grazie ☺️
      Si, posso dirti che l’omicidio dei Lorène sarà al centro di un intrigo ben più grande.
      Le modifiche alla storia di Jeanne mi servivano proprio ai fini della trama, la sua appartenenza alla banda del misterioso Cavaliere Nero prima fra tutte.
      A presto 🤗

      Rispondi
  4. fenice64
    fenice64 dice:

    Ciao Dragon of the Moon,
    sono lieta che tu abbia dato concretezza alla tua idea di scrivere una storia con i protagonisti dell’universo di L.O. e che intersecheranno il loro cammino con quelli facenti parte di altre realtà narrative.
    Ho notato anche che, nel parterre di personaggi che hai inserito, non compare il nome di André.
    Molto interessante questo primo capitolo che pone l’accento sulla situazione di una Francia ormai allo stremo delle forze e che pare non avere più speranze per il futuro. Il tutto è filtrato attraverso lo sguardo acuto, intelligente e smaliziato nonché il racconto che ne fa una sicura protagonista: Jeanne Valois, che, per come ce l’hai presentata, riveste perfettamente i canoni della dark lady per antonomasia. Lei è fuggita da casa sua, abbandonando madre e sorella, poiché stanca di vivere una vita non degna, secondo il suo metro di misura, di questo nome. Lei ha ben altre mire e non si pone alcuno scrupolo pur di raggiungere ciò che lei considera le spetti di diritto.
    Ho apprezzato la sua visione della situazione, tramite una narrazione in prima persona, fatta di osservazioni e riflessioni su quanto accade. Per raggiungere i suoi scopi, che ha però compreso, non saranno facilmente a portata di mano, si è unita ad un gruppo di ladri, che fanno capo al misterioso Cavaliere Nero, il quale opera sottraendo ai nobili per ridistribuire al popolo stremato. Jeanne non crede nella missione che gli appartenenti del gruppo professano ma è utile per sopravvivere, in attesa di quell’occasione propizia per emergere dalle temporanee acque stagnanti in cui si trova.
    I suoi vagabondaggi per la città la conducono, chissà per quale evento del destino, proprio nei pressi della sua casa, da cui è scappata in cerca di rivalsa, e si trova testimone di un evento che la lascia senza parole: i genitori di Simone, che erano fiorai, vengono uccisi da alcuni cavalieri mascherati, mentre erano di ritorno da Versailles. L’evento non può che lasciare tutti gli astanti allibiti e addolorati e Jeanne vede correre in sostegno della povera Simone proprio sua sorella Rosalie, ragazza dal cuore troppo tenero e quindi mal considerata da Jeanne proprio per questa sua peculiarità. Cosa avrà a che fare questo freddo omicidio, di cui non si capiscono di primo acchito le motivazioni e commesso di fronte ad una moltitudine di persone, con le vicende dei personaggi che stanno transitando sul palcoscenico che stai allestendo per loro?
    Come detto all’inizio, sono certa che farai interagire i vari personaggi riunendo più universi narrativi regalandoci il punto di vista di ognuno man mano che la storia ce li presenterà.
    Racconto che si presenta con premesse intriganti e, pertanto, ti auguro sia un buon lavoro sia di trascorrere al meglio una serena festività di Ognissanti!

    Rispondi
    • admin
      admin dice:

      Ciao!
      Intanto grazie di aver letto e recensito, mi fa davvero piacere ☺️.
      Allora, si André non compare esplicitamente nell’elenco perché l elenco è limitato a 5 personaggi ma c’è anche lui – e non potrebbe mancare – nella storia, si.
      Ci tenevo particolarmente a iniziare questa storia con Jeanne, che qui è molto più giovane che nell’opera originale – 16 anni invece dei 26-26 che dovrebbe avere – per esigenze di trama; certo a lei non frega nulla dei motivi che spingono i seguaci del Cavaliere Nero ad agire, è lì con loro per mero interesse aspettando solo l’occasione propizia per “spiccare il volo”.
      Sul finale assiste all’omicidio dei Lorene che, sebbene a tutta prima inspiegabile e senza mandante, sarà in realtà il motore di tutta una serie di eventi che si svilupperanno in corso d’opera.
      Già dal prossimo capitolo – che vedrà protagonista Oscar – potremmo venire a sapere qualcosa in più.
      Grazie ancora per essere passata, auguri anche a te anche se in ritardo e a presto.

      Enrico

      Rispondi
  5. drizzle.manu
    drizzle.manu dice:

    Jeanne me la ricordavo perfida e volgare… per ora non mi ispira sentimenti negativi. Ora voglio sapere che succede!!

    Rispondi
    • admin
      admin dice:

      Ciao e grazie di aver letto e commentato 🤗.
      Sì diciamo che questa è una Jeanne leggermente diversa, una mia rielaborazione anche più giovane di quella dell’anime.
      Nei prossimi capitoli la storia vedrai che si sviluppa, non solo con la sua voce ma anche con quelle di Oscar e altri protagonisti.
      Se resti con me avrai delle belle sorprese 🙂🌹

      Rispondi

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