SOLITARIO DOLORE

Scritto nel marzo del 2001

Mia madre, con orrore,
si ritrasse da me gridando.
Mio padre – la spada già sguainata –
per poco non mi trafisse,
se con disperazione non mi fossi difesa.

Il mio principe… il mio valoroso principe azzurro,
nobile di cuore e pronto d’ingegno,
smise d’amarmi
nell’attimo di un respiro.

Ora, vagare da sola
è tutto ciò che mi è rimasto.
E il dolore si fa più acuto
al ricordo di quei giorni felici,
quando l’amore riempiva il mio cuore.

Ma che cos’è cambiato da allora?
Non il mio viso, ancora candido.
Non i miei capelli, ramati e splendenti.
Non il mio spirito, nobile e puro.

Soltanto una cosa è diversa:
una sete che sento dentro me,
che nessuna acqua, né vino,
né bevanda di alcun tipo
potrà mai placare.

Soltanto il sangue –
sangue rosso, vivo, puro –
placa in me,
per brevi attimi,
questa sete terribile.

ppp

LAMENTO DI UN VAMPIRO DAL MONDO DELLE TENEBRE

Recensioni e commenti

4 commenti
  1. Joel
    Joel dice:

    Classico: ti svegli un po’ diversa, bevi un paio di gocce di sangue e puff—famiglia in panico, fidanzato in fuga. Ma hey, almeno i capelli sono ancora top. Gothic vibes al 100%, con un tocco da diario segreto post-rottura.

    Rispondi
  2. Viola
    Viola dice:

    Questa poesia mi ha lasciata scossa, come se avesse toccato qualcosa di antico e personale. Parla di quelle metamorfosi interiori che ci strappano via da chi eravamo — e da chi ci amava — lasciandoci soli, irriconoscibili. La sete… non è solo bisogno: è condanna, è desiderio che diventa prigione. Una metafora feroce, che brucia. È un racconto bellissimo nella sua crudeltà, come certi sogni che non si dimenticano.
    Il tuo scritto tocca il cuore e l’anima.

    Rispondi
    • admin
      admin dice:

      Ciao e grazie di essere venuta a leggere e commentare anche qui.
      Sì il desiderio a volte può diventare prigione e allontanarci dagli affetti che consideravamo importanti.
      La tua riflessione ha centrato in pieno il senso del testo.

      Rispondi

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