SHIN

Julia fissò l’orizzonte e mormorò, con un velo di tristezza nella voce: “Guarda, Ken… un tempo questa era una terra fertile. Ti ricordi?”

Kenshiro annuì, lo sguardo perso nel vasto deserto di pietre che si estendeva davanti a loro. “Sì”, rispose con un tono carico di nostalgia, “ricordo i campi coltivati, il grano ondeggiante al vento, prima che la guerra distruggesse tutto…”

S’interruppe per un momento poi le sorrise. “Ma farò in modo che tutto torni, amore mio, te lo prometto.”

Julia gli prese la mano, ma il momento di dolcezza fu bruscamente interrotto da un rombo crescente di motori. Julia e Kenshiro si voltarono e videro mezzi motorizzati avanzare verso di loro: moto e fuoristrada, e alla loro guida uomini dagli sguardi spietati.

Omicidi, teppisti, criminali. Tutti armati fino ai denti, con espressioni dure e feroci.

E alla loro testa…

Kenshiro aggrottò la fronte, incredulo. “Shin…?”

Il maestro Nanto dello stile dell’Aquila Solitaria saltò agilmente giù dal fuoristrada più grande, fissando con sguardo indecifrabile i due giovani davanti a lui.

“Kenshiro, Julia”, disse con voce strana, quasi compiaciuta”, sapevo che vi avrei trovati qui.”

Si avvicinò, e Kenshiro gli sorrise tendendogli la mano. “Sono felice di vederti amico. Sei qui per augurarci buon viaggio?”

Shin però lo ignorò e afferrò invece Julia per un braccio.

“Tu verrai con me, Julia”, disse in tono deciso. “Ti amo da sempre e finalmente, adesso che la forza è l’unica legge del nostro mondo, posso farti mia.”

Julia indietreggiò, il volto segnato dall’orrore. “Ma… che cosa dici, Shin? Io amo Ken!”

“E vorresti dunque dirmi che per me non provi nulla?”

“Ti voglio bene come ad un fratello, lo sai. Ma…”

Kenshiro osservò gli occhi di Shin: brillavano di luce omicida, di una follia che non aveva mai visto prima. “Ascoltami, Shin…”

“Togliti di mezzo!” ruggì quest’ultimo sferrando un colpo con la punta della mano. Kenshiro si ritrasse veloce, ma il graffio gli fece sanguinare la guancia.

“Ti consiglio di farti da parte, Kenshiro”, sibilò, “perché se non lo farai non avrò pietà di te.”

“Shin, ma cosa ti è successo? Io e te eravamo amici…”

“Davvero?” lo sguardo di Shin lo trafisse da parte a parte. “E dimmi, amico… perché quando ti confessai di amare Julia tu non mi dicesti di amarla anche tu, ricambiato per giunta? Tu non ti sei mai fidato di me, e per quanto mi riguarda la nostra amicizia è rotta!”

“No, adesso ascoltami Shin. Cerca di calmarti e ascoltami.”

“Non ho nessuna intenzione di farlo. E comunque ormai il tempo delle parole è finito.

“Questa è un’epoca di violenza; le leggi non esistono più, né gli Stati né i loro governi. Solo i forti possono regnare. E tu, Kenshiro, non lo sei affatto. Ora te lo dimostrerò!”

Balzò in aria lanciandosi all’attacco: Kenshiro non esitò e saltò a sua volta.

“Non so cosa ti sia preso, Shin!” gridò, sembri impazzito, non sei più tu! Ma non ti permetterò di fare come vuoi!”

I due guerrieri si affrontarono a mezz’aria, scambiandosi un paio di colpi prima di ricadere su un ginocchio. Kenshiro sollevò lo sguardo, ansimando. Dannazione fa sul serio…, pensò. Shin è davvero intenzionato a sconfiggermi?

“Adesso sta’ indietro, Julia…” mormorò mentre Shin si lanciava di nuovo all’attacco.

Di nuovo i due maestri si scontrarono a mezz’aria ma questa volta Shin utilizzò il Nanto Gokuto Ken, il Colpo infernale Squartante di Nanto che Kenshiro, preso alla sprovvista, non riuscì efficacemente a controbattere.

Ricaduti a terra, Shin sorrise sprezzante. “Come immaginavo,” disse con sufficienza, “non puoi competere con me, Kenshiro. La tecnica Nanto è troppo superiore.”

“Co… cosa…?”

All’istante, miriadi di profonde ferite si aprirono sui muscoli delle braccia e delle gambe di Kenshiro, con il sangue che iniziò a sprizzare tutt’attorno. Con sguardo attonito, Kenshiro barcollò e crollò a terra.

“Oh Dio… Ken!” esclamò Julia in lacrime. Fece per correre dal suo amore ferito, ma due uomini di Shin la bloccarono.

Il maestro di Nanto si chinò e sollevò per i capelli il rivale ferito. “La forza è giustizia, Kenshiro, e anche se tu sei il legittimo successore della Divina Scuola di Hokuto io sono molto più forte di te. Sai perché? Perché ho ambizione e determinazione, mentre tu non hai nulla di tutto ciò. Nemmeno la capacità di proteggere Julia. Guarda!”

Con un dito, trafisse il petto di Kenshiro. Il giovane guerriero urlò di dolore.

“Ti prego, smettila, Shin!” supplicò piangendo Julia. “Lascialo stare!”

“Lo farò…” le rispose, gelido, il biondo guerriero. “Se dirai di amarmi e giurerai di seguirmi ovunque.”

“Ke… Ken…” Julia fissò Kenshiro, il suo viso una maschera di indecisa disperazione.

“Allora hai deciso?” urlò Shin. Fece un passo indietro e, mentre due dei suoi uomini trattenevano Kenshiro, trafisse ancora il petto del rivale con altre due ditate intrise della letale tecnica Nanto. “Se non dici nulla, lo ucciderò!”

Julia scosse il capo e per tutta risposta Shin trafisse l’addome di Kenshiro con quattro dita della mano. “Adesso porti sul petto il simbolo dell’Orsa Maggiore, Kenshiro”, sorrise. “Per te un onore fin troppo grande. Vediamo fino a quando resisterai!”

Spinse le sue dita ancora più in profondità nell’addome ferito di Kenshiro, che gridò di dolore mentre il sangue gli colava copioso anche dalla bocca.

Alla fine Julia si prese il viso tra le mani, i singhiozzi soffocati dal terrore. “Ti prego basta Shin!”

“Se vuoi che smetta… sai cosa devi fare.”

“Sì… sì va bene, Shin, hai vinto! Io… io ti amo e ti seguirò ovunque tu vorrai…”

La risata selvaggia di Shin risuonò per tutta la vallata mentre il maestro Nanto estraeva dal corpo di Kenshiro le sue dita perforanti. “Hai sentito Kenshiro? La tua donna, che fino a un attimo fa diceva di amarti, adesso mi appartiene! Questo è il potere della forza!”

Mentre il rivale sconfitto veniva lasciato cadere nella polvere, coperto dagli sputi e dagli insulti degli uomini di Shin, questi prese Julia per un braccio trascinandola via con sé.

“N-no…” cercò di fermarli Kenshiro, strisciando a terra nel suo stesso sangue. “No, Juliaaaa!”

Perdonami, Ken…, pensò lei con la morte nel cuore. Tu sei e rimarrai il mio unico amore, ma se volevo salvarti non avevo altra scelta. Addio.

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