ADDIO RYUKEN

Il vento ululava tra le mura del dojo di Hokuto, portando con sé sinistri presagi. Le torce ondeggiavano nella semioscurità, proiettando ombre tremolanti sul volto impassibile di Ryuken: l’anziano maestro era solo, perché Ken e Julia erano in visita al castello di Nanto di Dharma, il padre adottivo di lei mentre Toki si trovava alle cascate poco distanti per un’intensa sessione di allenamento.

All’improvviso una figura gigantesca comparve sulla soglia.

“Raoul…” mormorò Ryuken. “E così sei sopravvissuto anche tu, figlio mio.”

Per tutta risposta Raoul avanzò lentamente, il mantello nero che ondeggiava dietro di lui come un’ombra sinistra. I suoi passi rimbombavano nel silenzio sacro del dojo, e nei suoi occhi ardeva una fiamma piena di folle ambizione.

“Non sono tuo figlio”, replicò gelido. “Non più, da quando scegliesti Kenshiro e non me come tuo successore. Sono qui solo per un motivo. Voglio che tu mi riveli la mossa segreta della nostra scuola…il Musō Tensei, la tecnica della Trasmigrazione dell’anima.”

“E per quale motivo”, lo fissò Ryuken, “vorresti impararla, Raoul?”

“Semplice. Perché soltanto così potrò sottomettere il mondo intero al mio volere. È questa la mia ambizione più grande, e per farlo utilizzerò le tecniche della Divina Scuola di Hokuto. Nessuno mi fermerà, perché il mio pugno non conosce resistenza!”

“Sei sempre stato ambizioso Raoul, ma sottomettere il mondo intero… no, non posso consentirti di farlo. E quanto alla Trasmigrazione dell’anima non è una tecnica che può essere insegnata, tanto che in duemila anni di tradizione Hokuto nessuno l’ha mai acquisita e di certo non potresti farlo tu.”

“Per quale motivo?”

Lo sguardo di Ryuken possedeva la solennità di chi ha vissuto troppo a lungo per temere la morte.

“Perché per farlo è necessario conoscere la tristezza più profonda. E adesso ti fermerò, Raoul… il cammino verso i tuoi folli propositi finirà qui!”

“Questo lo dici tu”, replicò Raoul, e mentre il suo volto si deformava in una smorfia di folle ambizione un’aura carica di oscurità scaturì dal suo corpo. “Questa scuola è stata già troppo in balia della tua debolezza… preparati a morire, vecchio!”

Non attese oltre, ma si lanciò in avanti con la rapidità di un fulmine, il suo pugno destro che brillava di energia devastante. Ryuken deviò il colpo con la maestria di una vita dedicata alla disciplina, ma l’urto gli fece vacillare le ginocchia. Ma cosa gli è successo? si chiese fissando il giovane avversario. Raoul adesso sembra un vero e proprio demone assetato di sangue… sono stato io a creare un simile mostro? Ebbene, se così è lo fermerò… anche a costo di ucciderlo!

“Tecnica segreta della Divina Scuola di Hokuto!” gridò iniziando a sdoppiare la sua immagine in varie copie. “Cuore delle Sette Stelle!”

Si scagliò su un attonito Raoul colpendolo da più punti e gettandolo a terra ferito.

“I tuoi movimenti…” si rialzò quest’ultimo su un ginocchio. “I tuoi movimenti stanno replicando quelli dell’Orsa Maggiore! Ma cosa…”

“La mia tecnica non ha angoli morti, Raoul”, attaccò ancora Ryuken, “perché la tecnica segreta che sto utilizzando porta a fine certa chiunque la subisca. Osserva tu stesso!”

Attaccò ancora con Raoul che, totalmente impotente, non poté fare altro che subire i suoi colpi uno dopo l’altro; furioso, era a terra senza difese mentre il sangue colava copioso da più di una ferita.

“Non ho intenzione di ucciderti”, disse Ryuken incombendo su di lui. “Sigillerò semplicemente le tecniche di Hokuto nella tua memoria in modo che tu non possa più utilizzarle. Mi dispiace Raoul…”

Raoul non replicò, fissando pieno d’odio la mano che veniva tesa verso di lui quando all’improvviso Ryuken, colto da un malore, si portò una mano al cuore. “N-no… non adesso…”

La risata di trionfo di Raoul risuonò selvaggiamente per tutto il dojo mentre il giovane si rialzava in piedi. “Questo è un segno divino!” gridò preparandosi a colpire, “il mio destino è di dominare il mondo, lo sapevo!”

Colpì con tutta la forza che aveva in corpo e, sfondando con brutalità l’adesso fragile difesa del maestro, lo fece crollare al suolo con il sangue che gli colava dalle labbra.

“È finita!”

Sferrò il colpo decisivo ma all’improvviso qualcuno si parò fra lui e Ryuken.

“Toki…?” strinse gli occhi Raoul mentre il fratello minore deviava con abilità il suo colpo diretto. “Sei tu…”

Gli occhi di Toki tradivano dolore e ira.

“Raoul, ma che cosa stai facendo? Volevi colpire il nostro anziano maestro malato… avevi intenzione di ucciderlo? Hai tradito tutto ciò che Hokuto rappresenta!” Questo spietato demonio, pensò avvertendo l’aura oscura di Raoul. È davvero mio fratello…?

“Ormai le vostre stupide regole non mi riguardano più”, sorrise freddamente Raoul. “Adesso levati di mezzo Toki, sai benissimo che sei troppo debole per fermarmi.”

“Tu sai…”

“Che anche tu sei malato? Sì. Mi stai solo facendo perdere tempo!”

Sferrò un pugno ma Toki lo schivò, contrattaccando con l’abilità di un maestro: le sue mani si muovevano in armonia con l’energia vitale che scorreva dentro di lui, con Raoul che rispondeva con forza brutale alle sue mosse.

Il suono dei colpi risuonava nel dojo come tuoni in lontananza. Toki, indebolito dalla malattia ma spinto dall’ardore guerriero che bruciava dentro di lui, riuscì a colpire Raoul al petto facendolo barcollare. Il potente contrattacco del fratello però lo fece crollare su un ginocchio.

Ansante, Toki sollevò il volto, il sudore e la fatica ormai visibili su di lui ma ancora deciso a combattere e difendere Ryuken anche a costo della sua vita.

Raoul lo fissò a lungo in silenzio poi, lanciatogli un ultimo sguardo di disprezzo, scoppiò in una sprezzate risata. “Patetici… se è tutto qui ciò che rimane di duemila anni di tradizione Hokuto non vale nemmeno la pena uccidervi.”

Si voltò e si allontanò; Toki fece per inseguirlo ma Ryuken lo fermò. “No, Toki…”

“Maestro…”

Inginocchiatosi vicino al vecchio, gli prese la mano. “Maestro, io…”

“Ascoltami Toki…” mormorò Ryuken radunando a fatica le sue ultime forze. “Per me è finita, e adesso il destino della nostra scuola è nelle mani di Kenshiro. Devi assolutamente proteggerlo ed evitare che, per ora, corra ad affrontare Raoul. Ho avvertito in lui un’aura oscura come non ne avevo mai sentite prima. Se Kenshiro dovesse affrontarlo…”

“Non temere, maestro.” Gli occhi di Toki erano velati di lacrime. “Conta su di me.”

Il sorriso di Ryuken sembrava strappato dall’aldilà. Riuscì ancora a sussurrare qualcosa nell’orecchio di Toki poi, con un ultimo sguardo rivolto al cielo notturno fuori dalle finestre del dojo, esalò il suo ultimo respiro.

Toki, con le mani tremanti, scavò una fossa e vi depose il corpo di Ryuken. “Riposa in pace, maestro…” sussurrò coprendolo con la terra.

Due giorni più tardi Kenshiro e Julia tornarono, e Toki raccontò loro che il maestro si era spento per la sua malattia, evitando di rivelare la verità. Come aveva detto Ryuken, Kenshiro non era ancora pronto per affrontare Raoul.

Ma il tempo dell’addio era ormai giunto. Toki, deciso a usare le tecniche di Hokuto per curare i malati, si preparò a partire. “Hokuto non è solo distruzione, Kenshiro. Ha il potere di guarire, e questo sarà il mio sentiero. Utilizzerò quanto ho imparato per fare il medico.”

“Ti auguro ogni bene, Toki”, sorrise Kenshiro, poi i due fratelli si abbracciarono e Toki prese la sacca con le sue cose e si allontanò.

Kenshiro sapeva che la sua guida calma e rassicurante gli sarebbe mancata, ma comprendeva la scelta del fratello e poi anche lui non poteva restare lì al dojo.

Come legittimo successore della Divina Scuola di Hokuto aveva dei doveri e, con il dojo ormai silenzioso, si avvolse nel suo mantello e si incamminò con Julia verso un mondo sconvolto dalla guerra e dal caos.

Il cielo al tramonto sopra di loro sembrava ardere, come se la stessa terra riconoscesse il peso del destino che gravava sulle spalle del giovane guerriero.

A seguire…

CAPITOLO 6- SHIN

Recensioni e commenti

RECENSIONI

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi