SCONTRO FRATRICIDA

L’atmosfera era carica di elettricità e tensione. Un silenzio innaturale avvolse la città mentre sotto la pioggia Kenshiro avanzò deciso, verso il suo avversario.

Raoul, saldo in sella, lo attendeva fissandolo con occhi di ghiaccio.

L’avversario scattò all’attacco, ma Raoul lo respinse con violenza, proiettandolo all’indietro grazie alla sua impetuosa aura combattiva.

Kenshiro però si fermò, scrollandosi la polvere dalle spalle e fissando il fratello maggiore con uno sguardo risoluto.

“Sembri diventato più potente, Raoul…” mormorò Kenshiro, “ma anch’io… sono cambiato. Questa è la mia nuova forza, quella del legittimo successore della Divina Scuola di Hokuto!”

Improvvisamente l’aria tremò: Kenshiro sprigionò la propria aura combattiva e perfino Re Nero, il destriero di Raoul, si imbizzarrì. Ma il cavaliere lo domò con una sola mano, senza distogliere lo sguardo dall’avversario.

“Hai spaventato il mio cavallo…” borbottò. “Ma dovrai accontentarti di questo. Ora ti schiaccerò!”

Spronò Re Nero e si lanciò all’assalto. Kenshiro però lo evitò con un agile balzo.

“Essere rimasto in sella sarà il tuo errore fatale! Hokuto Shichi Shi Kihei Zan… Sette Colpi del Cavaliere della Morte di Hokuto!”

“Sciocco! Tu non puoi sconfiggermi!” ribatté Raoul, saltando a sua volta in groppa al suo destriero. “Tenshō Honretsu… Carica del Dominatore dei Cieli!”

Lo scontro aereo fra i due fortissimi guerrieri fu devastante. I due guerrieri si scambiarono colpi devastanti come se volassero tra fulmini e nubi di tempesta. Quando ricaddero a terra, sul volto scolpito di Raoul apparve una ferita sottile.

“Sei riuscito a colpirmi…” sibilò mentre si puliva il sangue.

Tra gli spettatori, Mamiya strinse fra le braccia il morente Rei.

“Ken… ce l’ha fatta…” mormorò. “È riuscito a ferire Raoul!”

Kenshiro si lasciò sfuggire un sorriso.

“Alla fine, combattere in groppa a quel somaro non ti ha giovato, Raoul. Scendi di sella, altrimenti al prossimo scontro ti sconfiggerò.”

Raoul lo trafisse con lo sguardo.

“Tu credi?”

Un istante dopo, una ferita profonda si aprì nel petto di Kenshiro. Il giovane eroe si piegò gridando, oppresso da un dolore che sembrava strappargli l’anima.

“R-Raoul… cos’hai fatto…” balbettò sputando sangue dalla bocca. “Cosa…”

Toki avanzò, deciso ma con una sfumatura di pietà negli occhi.

“La tecnica omicida di Raoul è letale, Kenshiro. Se continui a batterti… morirai.”

Kenshiro lo guardò, scosso dal dolore ma con la determinazione nello sguardo.

“Toki, io… io devo continuare a combattere. Non soltanto per vendicare il nostro maestro Ryuken o per salvare Julia. Io sono io il legittimo successore della Divina Scuola di Hokuto e Raoul sta usando le nostre tecniche segrete per portare dolore e caos. Spetta a me affrontarlo e fermarlo.”

“Kenshiro, ascoltami…”

Ma l’eroe scosse la testa e, espandendo fino ai limiti massimi la sua aura combattiva, tanto che camicia e giubbotto gli si strapparono letteralmente di dosso, riuscì seppur con sforzo a riassorbire gli effetti del colpo subito. “E adesso Raoul… preparati!”

Si lanciò all’attacco come una furia e Raoul non riuscì più a controllare il suo stallone che, in preda al panico, per poco non lo sbalzò di sella.

Furente, il Re di Hokuto si rassegnò allora a smontare di sella, affidando le redini di Re Nero a uno dei suoi uomini.

“E va bene Kenshiro, sei riuscito a farmi scendere da cavallo. Non credere comunque di potermi battere. Prendi!”

Con ampi movimenti delle braccia generò delle potentissime e taglienti onde d’urto che, con potenza tale da fendere il terreno sottostante, scagliò contro l’avversario facendogli quasi perdere l’equilibrio.

“Ma quella è la tecnica Nanto di Yuda…!” esclamò Rei. “Attento, Kenshiro!”

“Io sono in grado di utilizzare al meglio tutte le tecniche del mondo!” rise Raoul. “Continuare ad affrontarmi sarà la tua fine, Kenshiro! Io sono il Re di Hokuto, il Dominatore di fine secolo!”

Kenshiro serrò i pugni e, sebbene a fatica, non si fece travolgere. Rei, penso, Lynn, Mamiya, Toki… abbiate fiducia in me. Io… non mi farò sconfiggere!

“Non ti permetterò di assoggettare il mondo alla tua follia dominatrice, Raoul! Lo proteggerò, e se il prezzo da pagare per farlo sarà la mia vita… così sia!”

Si lanciò contro l’avversario incurante della terra che gli tremava sotto i piedi.

“Hokuto Senju Satsu… Colpo Distruttivo delle Mille Mani di Hokutooooo!”

“Cosa credi di fare? Tenshō Honretsu… Carica del Dominatore dei Cieli!”

Si colpirono a vicenda con così tanta forza e ferocia che un qualsiasi altro avversario sarebbe caduto sotto i loro colpi: Kenshiro ricevette in pieno un

La lotta si fece sanguinosa e viscerale. Kenshiro ricevette un colpo che quasi gli frantumò il petto, ma contrattaccò con furia inaudita mentre Raoul, più volte ferito, non cedette comunque di un solo centimetro.

“Hokuto Shinken Kūkyoku Ryūbuuuu!”

“Hokuto Gōshō Ha… Onda della mano violenta di Hokutoooo!”

È… è incredibile..., pensò Toki osservando lo scontro fra Kenshiro e Raoul, che si stava ormai protendendo all’infinito. Ormai il loro non è più un confronto fra due maestri della stessa arte, ma solo uno scontro di supremazia nel quale entrambi desiderano solo sconfiggere l’avversario…

“Sei finito Kenshiro!” urlò Raoul affondando il colpo nel petto del rivale. “Io sono il più forte!”

“Non lo sei!” Colpito in pieno, Kenshiro riuscì comunque a contrattaccare con colpi potenti e serrati. “Perché la forza senza giustizia non è niente!”

Continuarono ad accanirsi l’uno sull’altro, strappandosi sangue, lacrime e resistenza mentre gli astanti li fissavano senza osare proferire parola.

“Sono al limite…” mormorò Toki. “Il prossimo colpo deciderà il destino di questo combattimento…”

Evitato un colpo diretto di Raoul, Kenshiro fece per contrattaccare con il calcio ma all’improvviso i suoi muscoli cedettero e crollò, sfinito e coperto di sangue, su un ginocchio.

“La vittoria infine è mia!” urlò trionfante Raoul, ma stava già per sferrare il colpo decisivo quando la spalla destra gli scoppiò in mille pezzi, zampillando sangue sa una profonda ferita.

“Mi hai…”, mormorò sgranando gli occhi, “colpito un punto di pressione fra i più difficili da premere, e senza che nemmeno me ne accorgessi. Sei… sei diventato forte, lo devo ammettere.”

“Se tu fossi stato il Raoul di una volta…” ansimò Kenshiro rimettendosi a fatica in piedi. “Ti avrei sicuramente battuto, Raoul.”

Toki si frappose fra loro, sostenendoli entrambi con una forza insospettabile per un uomo nelle sue condizioni.

“Basta. Per oggi… la vostra battaglia finisce qui.”

Kenshiro, sfinito, dovette fare uno sforzo per non crollare a terra mentre Raoul, ferito gravemente alla spalla, riuscì con grande fatica a rimontare in sella.

“Ascoltatemi tutti!” gridò. “Oggi io, Raoul re di Hokuto, per la prima volta riconosco il valore di un mio avversario e gli concedo l’onore delle armi! Ordino che Julia sia liberata, e concedo a Kenshiro e ai suoi alleati di andarsene in pace!”

Tutti lo fissarono ammutoliti, mentre i soldati agli ordini di Soga liberavano Julia dai ceppi.

“Per oggi la nostra sfida finisce qui, Kenshiro”, aggiunse Raoul. “Ma bada… presto ci scontreremo di nuovo, e allora mi prenderò ciò che mi spetta!”

Kenshiro lo fissò.

“Quando accadrà… io sarò qui, Raoul. Pronto a fermarti. Fratello maggiore.”

Raoul non rispose e torno fra i suoi uomini mentre allora Julia, finalmente libera, corse tra le braccia di Kenshiro.

“Ken… amore mio…” disse tra le lacrime. “Siamo di nuovo insieme.”

Con tenerezza, Kenshiro le accarezzò il volto.

“Sì Julia, e da ora in avanti… non ci separerà più niente.”

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