LOTTA PER LA SUCCESSIONE

Kenshiro avanzò, gli occhi fissi su Jagger che lo provocava con un ghigno sprezzante.

“Dai, Kenshiro! Fammi vedere hai imparato qualcosa!” urlò quest’ultimo, la voce graffiante piena di sfida. Il suo tono era feroce, quasi animalesco, come se cercasse di sbranare il coraggio del fratello adottivo. “Ti ridurrò in polvere, come sempre!”

Con un movimento fulmineo, Kenshiro attaccò. I suoi pugni colpirono l’aria con precisione ma Jagger, agile come una pantera, schivò ogni colpo senza sforzo apparente. Con un sorriso crudele, il maggiore lanciò una raffica di pugni contro i punti di pressione sul petto e sul torace del fratello, disegnando un quadro doloroso su tutto il suo corpo.

L’ultimo colpo fece cadere pesantemente Kenshiro a terra, e il suolo scricchiolò sotto l’impatto del suo corpo.

Jagger rise, un suono cupo e delirante che sembrò rimbombare in tutto il dojo. Posò il piede sul volto di Kenshiro, come un conquistatore che schernisce il suo nemico. “Non c’è niente che tu possa fare, Kenshiro! Io ti sono superiore, come ogni fratello maggiore lo è del suo minore. Impara la lezione!”

Ryuken intanto osservava da lontano, con sguardo serio e indagatore. “Jagger ha una forza innegabile…” mormorò, il tono basso e pensieroso. “Tuttavia…”

Spostò lo sguardo su Toki e Raoul, impegnati in una lotta più equilibrata, per poi tornare ad osservare il minore dei suoi figli adottivi. “Kenshiro… sembra trattenersi. Sento… che c’è qualcosa che lo blocca.”

Terminati i primi combattimenti, le coppie cambiarono avversari. Jagger si scagliò su Toki, i loro pugni si scontrarono con violenza, un’energia quasi tangibile vibrava nell’aria. Raoul affrontò invece Kenshiro, parando con facilità un calcio diretto prima di contrattaccare con un colpo che fece volare il minore sul pavimento.

Nel frattempo Toki, con un movimento rapido, tentò un attacco contro Jagger, ma quest’ultimo evitò il calcio con una precisione inquietante e rispose colpendo al collo e facendo cadere l’avversario in ginocchio.

“Hai usato una tecnica proibita…” mormorò Toki, il dolore e la sorpresa dipinti sul volto.

“Non mi interessa, Toki. Io voglio vincere. E vincerò anche contro Raoul e Kenshiro. Il cielo del Dominatore sarà mio, e nessuno mi fermerà!” Jagger alzò un braccio, puntando un dito verso l’alto. “Perché in quel cielo c’è posto per uno solo!”

Stupido illuso..., sorrise sprezzante Raoul mentre Kenshiro correva ad aiutare Toki. L’unico successore della Divina Scuola di Hokuto sarò io. Perché sono io il più forte!

Per mesi i quattro fratelli adottivi si addestrarono duramente poi Ryuken decise di mettere nuovamente a confronto Jagger e Kenshiro.

“Sono passati sei mesi dall’ultima volta che vi siete affrontati”, disse spostando lo sguardo dall’uno all’altro. “Mostratemi i vostri progressi.”

Kenshiro e Jagger si misero di fronte, la tensioni palpabile come una corda tesa.

Kenshiro avanzò, ma improvvisamente sentì qualcosa colpirgli il viso: aghi affilati sputati da Jagger. “Sei… sei sleale!” urlò momentaneamente accecato. “Ma perché ti comporti così?”

“Perché voglio vincere, non m’interessa il modo! Adesso arrenditi Kenshiro… o questa volta ti distruggerò!”

Si lanciò all’attacco ma questa volta Kenshiro, con sorprendente agilità, saltò all’indietro evitando i suoi colpi.

“Adesso basta”, strinse gli occhi preparandosi a contrattaccare. “Se è la lotta che vuoi… allora ti affronterò al meglio delle mie possibilità!”

Si lanciò contro il fratello maggiore e, con precisione devastante, gli centrò tutti i punti di pressione disegnati sul petto senza che questi riuscisse a fermarlo in alcun modo.

“Ben fatto, Kenshiro”, dichiarò solennemente Ryuken. “Oggi sei tu il vincitore.”

Jagger sembrò accettare la sconfitta ma più tardi, nella sua stanza, gonfiò i muscoli e irradiò un’aura oscura e imponente che non aveva mai mostrato a nessuno, nemmeno al maestro. “Ti sbagli di grosso se credi di aver vinto oggi, Kenshiro… tu non immagini nemmeno di che cosa sono capace!”

Nei mesi seguenti, Kenshiro continuò a crescere, diventando sempre più forte e iniziando a ribattere anche ai colpi di Raoul. Inoltre fece amicizia con Shin, aspirante successore della scuola dell’Aquila Solitaria di Nanto, e con Julia, destinata a diventare la regina della stessa Sacra Scuola.

Anche Jagger però progrediva, mostrando a ogni progresso una forza che inquietava il cuore di Ryuken. A volte, vedendolo in azione, il maestro aveva l’impressione di osservare un demone spietato.

Toki, Jagger, Raoul e Kenshiro si stavano battendo l’uno contro l’altro in allenamento sotto lo sguardo vigile di Ryuken quando, ad un certo punto Jagger si scagliò contro Raoul facendo per colpirlo con la mano aperta ad un fianco.

Cosa? Pensò allarmato Ryuken, ma quel colpo è diretto…

Raoul accortosi dell’attacco lo parò poi contrattaccò e Jagger, retrocedendo, si difese comunque con dei colpi efficaci che però avevano delle traiettorie strane quindi si voltò verso Kenshiro, che stava combattendo contro Toki.

Lo attaccò alle spalle, allargando le braccia e convergendo su di lui con le mani ad uncino; Toki però, vedendolo, intervenne e, spostando da parte Kenshiro, si fece avanti.

Jagger allora cambiò tattica, attaccandolo da varie direzioni cambiando repentinamente modo di attacco, Non capisco, pensò stupito Toki, parando con agilità e maestria ogni colpo, Jagger sembra mirare a dei punti di pressione diversi da quelli che ci è stato insegnato colpire… riesco a difendermi dai suoi attacchi ma…

Per oggi l’allenamento è concluso” intervenne improvvisamente Ryuken, poi guardò Jagger con espressione grave. “Vieni subito nella mia stanza, Jagger” disse in uno strano tono grave, “devo parlarti.”

Jagger entrò nella stanza con passi decisi, lo sguardo impietoso e l’aura che sembrava saturare l’aria intorno a lui. Si fermò di fronte a Ryuken, il maestro anziano che lo osservava in silenzio, come se il peso delle parole da dire gli fosse insopportabile. Quegli occhi..., pensò, mentre il dolore gli scavava il cuore perché era affezionato al suo giovane allievo. Non c’è più spazio per luce o speranza in quello sguardo. E quel sorriso arrogante e perverso… Jagger ormai ha abbracciato il male, ne sono sicuro.

Se non hai nulla da dirmi, maestro”, sbottò Jagger con impazienza malcelata, “allora perché mi hai convocato?”

Ryuken sollevò lo sguardo, gli occhi severi incisi di tristezza. “Jagger, oggi ho notato che i tuoi colpi miravano a punti di pressione diversi da quelli che vi ho insegnato a colpire. Posso saperne il motivo?”

Un sorriso carico d’ironia si fece largo sul volto di Jagger. “Volevo sperimentare qualcosa di diverso, maestro. Un guerriero deve adattarsi e prepararsi a ogni evenienza, non è forse ciò che ci hai insegnato?”

Ryuken lo fissò con gravità, come se ogni parola fosse un coltello. “No, non lo è. E quei punti di pressione… sono menzionati nei Libri Neri della nostra Divina Scuola, parti di tecniche bandite secoli fa, poiché portano chi le pratica a diventare un Demone. Dimmi la verità, Jagger: hai letto quelle scritture proibite?”

Per un attimo, un silenzio carico di tensione invase la stanza. Poi Jagger annuì lentamente, con un sorriso che si trasformava in puro disprezzo. “Sì, maestro. Ho letto quei libri e ho appreso le tecniche demoniache. E ora che lo sai… non posso permetterti di restare in vita!”

Improvvisamente sprigionò una potentissima aura demoniaca che rese il suo corpo una figura oscura e imponente.

Ryuken si irrigidì. Sapeva che doveva agire e che doveva farlo prima che fosse troppo tardi. “Jagger! Non posso permettere che tu continui a camminare su questa strada oscura! Sigillo della Mente! Cancellerò dalla tua memoria le tecniche demoniache che hai appreso!”

Fece un passo avanti, sollevando le mani da cui scaturivano onde luminose.

Ma Jagger rise, un suono che faceva gelare il sangue. “Conosco questa tecnica, vecchio! L’ho studiata nei Libri Neri. Non puoi fermarmi!”

Saltò all’indietro ricadendo a terra con eleganza, la sua aura demoniaca che pulsava con intensità crescente.

Proprio allora, la porta della stanza si spalancò e apparvero Kenshiro, Toki e Raoul. I tre fratelli adottivi rimasero bloccati per un attimo, colpiti dall’energia travolgente emanata da Jagger.

Non immaginavo che Jagger avesse sviluppato una tale potenza…” mormorò Raoul, forse impressionato per la prima volta in vita sua.

Fratelli, dobbiamo intervenire!” si fece avanti Toki; si parò a protezione del maestro ma Kenshiro lo precedette. “Jagger!” gridò, con una forza che sembrava perforare l’aria. “Affrontami, fratello! Guardami!”

Jagger si voltò lentamente verso di lui, lo sguardo che bruciava di un rosso malvagio. “Il Demone della Distruzione mi possiede ormai. Se vuoi essere il primo a morire per mano mia Kenshiro… esaudirò il tuo desiderio con vero piacere!”

Si scagliò contro Kenshiro come una furia, ma quest’ultimo si mise in posizione di guardia, saldo e pronto.

Prima che Jagger potesse colpirlo però, Toki e Raoul si fecero avanti formando uno scudo di fratellanza attorno a Kenshiro.

Per un istante, Jagger esitò, e Kenshiro colse l’occasione. Si lanciò in avanti e, con una scarica di pugni rapidissimi e precisi, centrò più volte il volto del fratello maggiore trasformandolo in una deforme maschera di sangue.

Ma… maledetto!” sibilò Jagger, barcollando all’indietro mentre la sua aura demoniaca iniziava a svanire. All’improvviso, il lato sinistro del suo viso si contorse, gonfiandosi e deformandosi in maniera spaventosa. Urlò, impazzito dal dolore e Kenshiro esitò, incapace di infliggergli il colpo di grazia.

Approfittando di quell’attimo, Jagger raggiunse la finestra del dojo, lanciandosi fuori e scomparendo fra le ombre della notte.

Tutto bene, maestro? Kenshiro?” chiese Toki preoccupato.

Grazie a voi”, annuì Ryuken, poi guardò Kenshiro negli occhi. “Dimmi, Kenshiro… perché hai esitato? Perché non hai inflitto a Jagger il colpo di grazia?”

Il ragazzo abbassò lo sguardo rimanendo in silenzio senza trovare le parole per rispondere: perché in cuor suo Jagger era ancora suo fratello.

Recensioni e commenti

RECENSIONI

Un capitolo emozionantissimo!

Me lo sentivo che ci dovevano essere sorprese… e che sorprese…!

Jagger qui possiede un’aura potente e demoniaca (Hokuto Ryuken?) tanto da mettere quasi in difficoltà persino Toki che non riesce a capire come mai miri a punti di pressione non indicati dal maestro…

Alla fine Kenshiro lo sfigura come nella versione originale (e come nella versione originale lo risparmia) ma solo grazie all’intervento di Toki e Raul e Jagger si da’ alla fuga attraverso una finestra.

Bello, bello, bello… e chissà quali altre sorprese ci riserverai nel terzo capitolo… magari qualcuna riguardante Shin e Julia?

Chissà.

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