IL NUOVO SUCCESSORE

Nei due anni successivi, Kenshiro affinò enormemente le sue abilità, raggiungendo quasi il livello di Toki. La sua determinazione e la sua dedizione alla Divina Scuola di Hokuto erano incrollabili. Le settimane e poi i mesi passavano tra estenuanti sessioni di allenamento e momenti di riflessione profonda, in cui Kenshiro imparava a equilibrare la forza con la compassione.
Raoul, dal canto suo, continuò a migliorare, dimostrando una potenza straordinaria e una volontà indomabile. Tuttavia, il suo cuore ardeva di ambizione. Pur rispettando, almeno in apparenza, le regole della scuola, il suo desiderio di dominare gli altri era sempre più evidente. I suoi colpi erano devastanti, la sua tecnica impeccabile, ma mancava la componente essenziale che rendeva la Divina Scuola qualcosa di più di una semplice arte marziale assassina: la capacità di usare la forza solo per proteggere, mai per sopraffare.
Anche Shin, nel dojo di Nanto, cresceva diventando sempre più forte e in lui crescevano anche i sentimenti per Julia.
L’amava, in silenzio e senza osare dichiararsi ma un giorno, dopo che lui e Kenshiro si erano allenati assieme e stavano distesi su un prato a riposare, si voltò verso l’amico passandosi una mano fra i lunghi e lisci capelli biondi.
“Kenshiro tu… sai mantenere un segreto?”
“Un segreto?”
Gli occhi scuri di Ken lo scrutarono attentamente.
“Sì. Si tratta di… ecco sì, si tratta di Julia. Io la amo, Kenshiro, la amo da tantissimo tempo.”
Quella rivelazione fu come uno schiaffo in pieno viso per il figlio adottivo di Ryuken. Negli ultimi due anni l’affettuosa amicizia fra lui e Julia si era trasformata in amore, che per il momento però avevano deciso di tenere segreto soprattutto a causa delle rigide regole che governavano sia Nanto che Hokuto.
Kenshiro avrebbe voluto che il primo a venirne a conoscenza fosse proprio Shin ma adesso…
“Kenshiro… ma mi stai ascoltando?”
“Sì… sì scusami.” Sotto l’azzurro sguardo scrutatore di Shin, Kenshiro si sentiva come trafitto da cento spade. “Tu pensi… che Julia ti ricambi?”
“Lo spero. Tu le sei molto amico… ti ha mai parlato di me?”
E adesso che faccio? pensò a disagio Kenshiro. Forse, se gli dicessi la verità…
“Ascoltami Shin, io…”
“No, lascia stare.”
Sorridendo Shin si rimise in piedi. “Dopotutto non è ancora il momento di pensare all’amore: devo concentrarmi sugli allenamenti poi, una volta che sarò successore della Sacra Scuola dell’Aquila Solitaria di Nanto, mi dichiarerò a Julia. Scusami se ti ho messo in imbarazzo confidandoti i miei sentimenti, Kenshiro. Continuiamo ad allenarci?”
“Volentieri!”
Kenshiro scattò in piedi parando un calcio volante di Shin per poi contrattaccare con una serie di pugni diretti: voleva bene all’amico come a un fratello e si augurava con tutto il cuore che la loro amicizia durasse per sempre.
L’inverno successivo la salute di Ryuken peggiorò sensibilmente ma il maestro aveva ormai preso la sua decisione su chi dovesse essere il suo successore. In Kenshiro vedeva una forza ancora in evoluzione, potente ma equilibrata dai nobili sentimenti che lo rendevano degno erede della Divina Scuola di Hokuto.
Quando il verdetto fu pronunciato, Toki fu il primo a congratularsi con Kenshiro stringendogli la mano con un sorriso sincero.
“La tua forza è grande, ma la tua umanità lo è ancor di più”, disse con voce calma. “Tu sei il miglior successore che la nostra scuola potesse designare.”
Raoul, invece, rimase impassibile. Fissò Ryuken e per qualche istante il silenzio avvolse il dojo. Poi, senza una parola, voltò le spalle a tutti e se ne andò, lasciando dietro di sé solo l’eco dei suoi passi pesanti.
Quando più tardi Toki e Kenshiro lo cercarono per parlargli scoprirono che il loro fratello maggiore se n’era andato senza dire a nessuno dove fosse diretto.
“Ken…” sorrise Julia tenendo fra le sue le mani dell’innamorato. “Allora ce l’hai fatta…”
“Sì Julia, mi sembra ancora incredibile ma da oggi sono il sessantaquattresimo successore ufficiale della Divina Scuola di Hokuto. Sai questo cosa significa?”
“Lo so benissimo… e ne sono felice.”
Lui l’attirò a sé e la baciò e mentre Julia si lasciava andare fra le sue braccia nessuno dei due si accorse di Shin che li osservava da poco distante nascosto dietro un colonnato.
Julia, il suo amore, la ragazza che gli toglieva il sonno e la ragione, stava baciando il suo migliore amico. Sentì come se il mondo gli stesse improvvisamente crollando addosso e, sconvolto da quanto stava vedendo, non si accorse dell’ombra che, silenziosa, scivolò alle sue spalle.
Il mondo stava precipitando nel caos. La Terza Guerra Mondiale era ormai scoppiata, e le più grandi potenze del globo si preparavano a scatenare l’inferno sulla Terra preparandosi a scaricare sul nemico tutta la potenza dei loro arsenali nucleari. Le città erano scosse da tensioni sempre più forti, mentre la paura delle catastrofe ormai imminente gettava ombre di disperazione sull’umanità.
Qualche tempo dopo, Kenshiro entrò nel dojo con Julia al suo fianco. Lei avanzava con grazia, i suoi luminosi capelli rossi ondeggiavano dolcemente mentre attraversava la sala.
“Possiamo, maestro?” domandò rispettosamente Kenshiro, la voce carica di rispetto e umiltà.
Ryuken alzò lo sguardo con un sorriso stanco. Negli ultimi tempi, la sua salute era ancora peggiorata, e il peso degli anni gravava sulle sue spalle.
“Vieni, Kenshiro…” disse con voce roca. Poi i suoi occhi si posarono su Julia, e per un istante parvero illuminarsi.
«Oh, ci sei anche tu…»
Julia fece un lieve inchino. “I miei rispetti, nobile maestro.”
“Arriviamo dal dojo di Nanto, maestro”, spiegò Kenshiro. “Oggi Shin è stato nominato successore della Sacra Scuola dell’Aquila Solitaria. Adesso è uno dei sei sacri Pugni di quell’arte marziale.”
Ryuken reprimette un colpo di tosse e annuì lentamente. Poi si rivolse a Julia con uno sguardo paterno.
“Sono lieto di trovarti in buona salute”, le sorrise. “E di vedere che l’amore sincera che ti lega a Kenshiro è forte come sempre.”
Kenshiro sgranò gli occhi.
“Maestro ma allora voi… sapevate…?”
“Sono vecchio ma il mio sguardo vede ancora lontano.”
“Io amo Kenshiro”, intervenne dolcemente Julia. “E la mia vita non potrebbe essere che con lui.»
Kenshiro prese le mani di entrambi fra le sue e le strinse con affetto trasmettendo, con quel semplice gesto, tutta la profondità dei suoi sentimenti.
“È narrato nelle leggende di Hokuto e Nanto che, quando le nostre due scuole—fra le quali i combattimenti mortali sono da sempre proibiti—si uniranno, il mondo conoscerà una nuova età dell’oro. Tempi bui ci attendono, ma sono certo che, per quanto profonda sarà l’oscurità in cui sprofonderemo, se voi due rimarrete insieme la speranza per un futuro migliore sarà sempre viva.
«Tuttavia, il futuro non è mai certo”, aggiunse in tono più grave mentre il suo sguardo si perse per un momento nel vuoto. “E il cammino che vi aspetta sarà pieno di ostacoli. Kenshiro, Julia… siate forti, siate uniti. Solo così potrete affrontare ciò che verrà.»
Kenshiro si irrigidì per un istante, poi annuì. Sentiva il peso di quella responsabilità, ma sapeva che avrebbe affrontato ogni avversità per proteggere ciò che era giusto.
Julia strinse con più forza la mano di Kenshiro, lo sguardo deciso dietro la dolcezza dei suoi occhi.
“Non importa cosa succederà”, disse con voce ferma. «Io sarò al suo fianco, sempre.”
Ryuken sorrise debolmente. Lo sentiva… scegliendo Kenshiro come suo successore aveva preso la decisione giusta.
A seguire…
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Leggendo questo capitolo , viene alla luce quanto le parole di Ryuken non hanno poi trovato riscontro.
Dopo anni di lontananza per le vicissitudini che tutti conosciamo , alla fine Hokuto e Nanto si uniscono ,ma non nasce nessuna nuova epoca per l umanità , ma come di solito accade da una tirannia si passa ad un altra e nel mentre Ken e Julia vivono quel poco tempo assieme lontani dai problemi dell umanità.
Egoismo!? Forse , ma che avrei fatto la stessa scelta dopo tanta sofferenza.
E si hai ragione, in effetti Ken e Julia,unite le dinastie si “imboscano” e nasce la tirannide dell’Impero.
Il motivo, secondo me, è essenzialmente che Ken è un “cane sciolto” come Rei, singolarmente si battono per la giustizia ma non sono condottieri sotto i quali si radunano eserciti e nazioni.
Mi piace pensare che forse Julia, se fosse stata in salute, si sarebbe occupata un po’ di più di riportare un po’ di pace nel mondo.
Ma magari mi sbaglio, boh.
Grazie di aver letto e recensito 🤗