SIMONE

“Simone…”
Il viso affondato nel cuscino, sento una mano gentile sulla spalla. “Simone, sei sveglia?”
Mi alzo su un gomito e lo guardo. Gli occhi mi bruciano per tutte le lacrime che ho versato. Da quando mamma e papà non ci sono più, mi sembra di non aver fatto altro che piangere. Quanti giorni sono passati da quella notte? Non lo so più, ho perso il conto.
“Danton”, provo a sorridergli. “Sei tu.”
Lui annuisce, serio. È più giovane di me, ma ha già vissuto molto più dolore. Sua madre è morta dandolo alla luce e suo padre, il famoso giurista parigino George Jacques Danton, non si è mai occupato di lui, non potendo ammettere un figlio illegittimo nella sua rispettabile famiglia. È stato mio padre a prenderlo con noi, e da allora abbiamo sempre vissuto insieme.
“Simone, è ora di andare,” dice piano.
“Andare…? Vuoi dire…”
“Sì, il funerale è oggi. Ce la fai ad alzarti? Vuoi una mano?”
“No, grazie.” Allungo una mano a scompigliargli i capelli. “Ce la faccio da sola. Aspettami giù, scendo subito.”
Il vento mi colpisce in pieno viso. Tra le dita stringo un fiore bianco, fragile. Il funerale di mamma e papà è pieno di persone, ma tutto è coperto da un silenzio pesante: ogni tanto sento un singhiozzo o lo scricchiolio delle scarpe sulla ghiaia. Tengo la mano di Danton stretta nella mia, ma non riesco più a piangere. Gli occhi mi bruciano ma ho finito le lacrime, o forse il dolore mi ha congelata.
Danton mi guarda, serio. “Simone, sono qui. Non devi affrontare tutto da sola.”
“E ci siamo anche noi…” Rosalie Lamorliére, dolce come sempre, mi sfiora il braccio mentre sua madre Nicole mi sorride.
“Lo so.”
Guardo tra la folla, e lo vedo. In prima fila, alto e diritto, con un abito scuro che fa risaltare i suoi capelli chiari e gli occhi luminosi: Mirand. È uno dei miei migliori amici: il ragazzo più coraggioso che conosco, sempre pronto a combattere contro le ingiustizie.
Per un attimo, il mio cuore rallenta i battiti Non gli ho mai detto cosa provo per lui, ma in tutti i momenti difficili che ho passato la sua presenza mi ha sempre aiutata a tenermi aggrappata alla realtà. Anche adesso, nel buio, sapere che lui c’è mi dà forza.
Ascolto le ultime parole del diacono come in trance. La cerimonia finisce, e gli amici iniziano ad abbracciarmi. Mi stringono forte, come se potessero colmare almeno un po’ il vuoto che ho dentro. Coral, il giornalista di Le Vieux Cordelier, arriva per ultimo. Non ha il solito tono divertente e il suo naso rosso mi sembra quasi congestionato: “Vorrei presentarti un amico”, dice. “Questo è Bernard Chatelet, un collega.”
Alzo gli occhi su Bernard. È alto, snello, e ha uno sguardo che sembra leggermi dentro ma i suoi occhi castani hanno un espressione gentile e rassicurante. Anche i suoi capelli sono castani, e ha la parlantina tipica di chi fa il giornalista.
Scambiamo qualche parola di circostanza, poi il mio sguardo si sposta verso il margine del cimitero. C’è una carrozza nobiliare, ferma lì. Non l’ho mai vista prima… di chi sarà? E perché è qui?
Dopo il funerale torno a casa con Rosalie e sua madre. Nei giorni successivi mi sostengono talmente tanto che sembra si siano quasi trasferite da noi. Nicole prepara pasti caldi, il suo modo materno e silenzioso di dire a me e Danton che non siamo soli. Rosalie, invece, mi sorride ogni volta che i miei pensieri iniziano a trascinarmi in basso. È la mia migliore amica, dolce e comprensiva, molto diversa da sua sorella Jeanne che è scappata di casa mesi fa.
Danton invece mi aiuta con il negozio. Fa le consegne, mentre io cerco di portare avanti il sogno dei miei genitori. Non so se lo sto facendo bene, ma ci provo con tutte le mie forze.
Una mattina Coral e Bernard vengono a trovarmi. Quando presento Rosalie a Bernard, noto che si guardano con un po’ di imbarazzato interesse.
“Scusaci se ti disturbiamo, Simone”, dice Bernard. “Ma volevo dirti che, se mai avessi bisogno di qualcosa, conosco un bravo avvocato qui a Parigi. Si chiama Maximilien Robespierre.”
“Sei gentile”, gli sorrido. “Ma non so quanto potrebbe davvero aiutarmi. La polizia parigina e i soldati della Guardia non prendono mai sul serio i casi di noi povera gente.”
“Dovrebbero invece!” s’infervora lui. “Alla famiglia reale e ai nobili non interessa nulla di chi vive fuori dai loro palazzi dorati, va bene, ma i soldati e i poliziotti sono uomini del popolo!”
“Ma obbediscono agli ordini dei loro superiori”, interviene Coral.
Bernard ribatte subito, e per un momento la loro discussione accesa su giustizia e corruzione mi fa pensare a Mirand. “Un giorno Robespierre cambierà tutto, qui in Francia”, conclude Bernard alzandosi. “E credimi, Simone, ci sono tante persone che stanno iniziando a lavorare per un futuro migliore. Anche se screditate dall’opionione pubblica.”
“Se ti riferisci al Cavaliere Nero e alla sua banda…” dice Coral, e io scambio uno sguardo con Rosalie.
“Il Cavaliere Nero? Sì, ho sentito parlare di lui”, annuisco. “So che ruba ai ricchi per aiutare gli indigenti, anche se qui nel quartiere nessuno di noi l’ha mai visto.”
“Un ladro è sempre un ladro però”, ribatte Coral. Stranamente questa volta Bernard resta in silenzio, ma al nome del Cavaliere Nero noto uno strano luccichio nei suoi occhi. Saprà qualcosa sulla sua identità?
Qualche sera dopo sto per raggiugere Danton, che dorme già al piano di sopra, quando la carrozza che avevo visto al funerale si ferma improvvisamente davanti a casa mia.
Il cocchiere scende e dalla finestra lo vedo aprire la portiera a un misterioso signore anziano, vestito tutto di nero. L’uomo scende, poi bussa alla mia porta.
Apro. Per qualche momento mi fissa in silenzio, come se mi stesse studiando. “Tu sei Simone, immagino”, dice in tono ricercato. “Io sono il conte de Vaudreuil.”
Resto senza fiato. Il conte de Vaudreuil è quello che… che i miei genitori…
“Immagino quanto possa turbarti la mia visita”, continua lui. “Sono stato io a commissionare ai tuoi genitori il loro ultimo lavoro, e in qualche modo mi sento responsabile della loro… triste fine. Sono qui per…”
“Voi…” riesco finalmente a parlare. “Sapete chi li ha… uccisi?”
“Ho dei sospetti su chi possa essere stato il mandante del loro omicidio, ma in assenza di prove non mi è possibile muovere alcuna accusa. Soprattutto se l’oggetto dei miei sospetti è un nobile appartenente alla nostra aristocrazia. Ma sono qui per farti una proposta: voglio adottarti, Simone.” “Co… cosa? Ma…”
“Pensaci. Come mia figlia avresti un’istruzione da nobildonna e, un giorno, potresti anche riuscire a scoprire chi ha ordinato l’omicidio dei tuoi genitori. Inoltre”, aggiunge con un sorriso gentile, “leniresti anche un po’ i sensi di colpa di questo vecchio brontolone.”
Rimango a lungo in silenzio. “I-io…” balbetto alla fine. “Non so cosa dire.”
“Lo capisco. Voglio solo che ci pensi e che tu prenda, in totale libertà, la decisione che ritieni migliore per te stessa e per il tuo futuro. Naturalmente, anche se accetterai, questa sarà sempre casa tua e potrai tornare qui ogni volta che vorrai. Ti farò avere mie notizie fra dieci giorni. Spero che per allora saprai darmi una risposta.”
“Adottarti? Un nobile?” Gli occhi azzurri di Mirand lampeggiano d’indignazione. “Non fidarti, Simone. Chissà cosa vuole davvero da te quel vecchio!”
“Ma sarebbe un’occasione per iniziare una nuova vita”, osserva Rosalie, mentre Danton resta in silenzio. “Tu… cosa vuoi davvero?”
“Non lo so. Non lo so davvero. Da quando mamma e papà non ci sono più, qui non sembra nemmeno casa. Però non voglio lasciare tutto, la casa, il negozio…”
“Me ne occuperei io”, si offre Danton
Lo guardo sorpresa. “Tu… tu saresti d’accordo?”
“Perché no?” fa spallucce. “Se accetti, avrai delle possibilità che non avresti mai restando qui. E magari, un giorno, scoprirai chi ha ucciso i tuoi genitori. E poi il conte ha detto che potrai tornare tutte le volte che vorrai, no? Insomma”, sorride, “non è come se ci stessi abbandonando.”
“Sì… è vero.”
Mirand scuote la testa con un sospiro mentre io, dopo un’ultima riflessione, prendo la mia decisione.
Il giorno della partenza, la carrozza dei de Vaudreuil arriva puntuale. Mentre il cocchiere carica le mie cose, abbraccio forte i miei amici. Tengo stretti Danton e Rosalie, poi arriva il turno di Mirand. Mi prende per le spalle, serio. “Non approvo questa tua scelta, Simone, ma è la tua vita ed è più ch giusto sia tu a decidere. Ti auguro ogni bene.” Mi bacia sulla guancia. “Spero di rivederti presto.” “Mirand, io…”
“Mademoiselle Simone”, mi interrompe gentilmente Burierre, il cocchiere. “È ora.”
“Arrivo. “Mi mancherete tutti”, sorrido un’ultima volta ai mie amici. “Ma ve lo prometto: tornerò presto!”
Il palazzo dei de Vaudreuil è meraviglioso, un vero e proprio castello delle favole. Quando la carrozza si ferma nel cortile immenso lastricato in pietra, mi manca il fiato. Le torri altissime, i tetti a punta, le fontane e il parco sembrano usciti da un sogno. Se questa è una dimora nobiliare, come sarà il palazzo reale di Versailles? Nemmeno riesco a immaginarlo.
Il conte mi accoglie in cima alla scalinata, poi mi guida attraverso i corridoi e i giardini. Prima di ritirarsi nel suo studio, mi presenta anche alla servitù. “Burierre ti mostrerà la tua stanza, mia cara”, dice stringendomi le mani nelle sue. “Ci vediamo a cena. Sono felice che tu abbia accettato di venire qui.”
Quando entro nella mia nuova stanza, resto a bocca aperta. È enorme, quasi quanto il negozio dei miei genitori e illuminata dalla luce del sole che filtra dalle finestre ad arco. Sullo scrittoio ci sono delle carte, forse quelle per la mia adozione, ma non ho voglia di leggerle adesso. È una giornata troppo bella per stare dentro.
Dopo aver congedato Burierre, apro un attimo l’armadio pieno di bellissimi ed eleganti vestiti poi scendo in giardino. Il parco è pieno di alberi e fiori. Mi fermo davanti a una distesa di tulipani coloratissimi, ma uno in particolare, nero come la notte, cattura il mio sguardo Non sapevo nemmeno che ne esistessero di questo tipo.
Sto per toccarlo quando una voce alle mie spalle mi fa sobbalzare. “Bello, vero? È il mio preferito.”
Mi giro di scatto. Davanti a me c’è un giovane elegante, che somiglia un po’ al conte.
“Scu… scusate, io…” mormoro, arrossendo.
“Tu devi essere Simone”, sorride lui facendomi un inchino. “Piacere di conoscerti.”
Com’è bello… è più alto e slanciato di Mirand, e qualcosa nel suo modo di guardarmi mi ricorda stranamente Bernard.
“Piacere mio”, riesco a dire. “Voi siete…?”
“Ah, che sbadato!” ride. “Sono Robert, il figlio del conte de Vaudreuil. Sono il tuo nuovo fratello, Simone. Benvenuta.”
A seguire…
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Mi piace come sta proseguendo il racconto 😻 leggerò con interesse anche i capitoli successivi. I tulipani neri sono splendidi, tra i miei preferiti 😊
Ciao sono contentissimo che ti piaccia, questi feedback positivi sono uno sperone ad andare avanti anche nei momenti in cui capita di crederci un po’ di meno 🥰.
Grazie, e non solo di questo 🐥❤️.
PS I tulipani sono bellissimi ma tu lo sei di più 😘
Crossover interessante “Lady Oscar”/”Il Tulipano Nero – La Stella della Senna”. Sono curiosa sul modo in cui interagiranno i vari personaggi dei due manga/anime. Intanto sappiamo che Simone Lorraine, la protagonista de “La Stella della Senna” è la migliore amica di quella che fisicamente le assomiglia molto, quasi come fosse una sorella gemella, ossia Rosalie Lemorliere di “Lady Oscar”. Ammetto, però, che fra le due preferisco Simone, soprattutto come personalità, visto che Rosalie ha la lacrima facile. Chi sarà la Maria Antonietta che farà la sua comparsa?
Ciao e grazie di aver letto e recensito ☺️.
Si Rosalie e Simone si somigliano molto, sia fisicamente che come età però proseguendo con il racconto vedrai che i due personaggi avranno sviluppi totalmente differenti.
La Maria Antonietta che compare qui – e che abbiamo già visto nel capitolo 2 – è quella di lady Oscar perché devo confessarti che l’altra versione non mi ha mai convinto più di tanto.
Un abbraccio e a presto 🤗
Un puzzle che si compone con pezzi di vite diverse e lontane che si intrecceranno a breve.
Bella la solidarietà che unisce la gente del popolo e che non ci si aspetta dal conte de Vaudreuil forse proprio perché nobile. Simone avrà la possibilità di vivere una vita senza ristrettezze economiche e di diventare un giorno la Stella della Senna. Bravo!
Ciao!
Si, hai colto proprio uno degli obiettivi del capitolo, la contrapposizione fra la solidarietà dei popolani amici di Simone e un sottile egoismo fra i nobili (anche la proposta di De Vaudreuil sappiamo non essere del tutto disinteressata).
Il puzzle al momento ha un filo conduttore nell’omicidio dei Lorene ma vedrai come, già nei prossimi capitoli, la vicenda inizierà ad assumere contorni più ampi, con la narrazione affidata anche ad altri POV come quelli di Alain, André ecc.
Alla prossima e grazie come sempre di tutto 🤗
Eccomi qui, caro Enrico.
Beh, direi che il cross over tra Lady Oscar e Il Tulipano Nero qui stia diventando sempre più evidente.
La fioraia Simone diventa la sorella adottiva del Conte Robert de Vaudreuil…
Interessante questa commistione di trame.
Soprattutto perché c’è di mezzo un delitto.
E poi qui potremmo avere sia il Tulipano Nero che il Cavaliere Nero.
E quindi la cosa si fa ancora più stuzzicante.
Cosa succederà adesso nella vita di Simone?
Ciao ☺️.
Felicissimo di ritrovarti anche qui ☺️.
Per Simone una nuova vita, e come osservi bene tu nello stesso filone potremmo avere sia il Tulipano che il Cavaliere Nero… e forse anche la Stella della Senna, chissà.
A me piacciono molto i cross over e quindi non mancherò di inserire nuovi sviluppi nell’arco di tutta la trama.
Un abbraccio 🤗
Ben ritrovato Dragon of the Moon a te, nonché al tuo racconto che ci aveva lasciati, un po’ di tempo fa, con qualcosa in sospeso e con dei fatti che avrebbero dato il via alla storia vera e propria che stavi imbastendo.
Dopo la morte dei coniugi Lorene, Simone, la figlia, è rimasta sola ufficialmente ma, al contempo, è circondata dall’affetto delle persone che aveva intorno e che prendevano parte alla vita privata e lavorativa della sua famiglia. Con lei c’è un giovane, un certo Danton, (figlio illegittimo di quel Danton che comparirà nella Rivoluzione?) che i genitori di Simone avevano preso in famiglia e che li aiutava nel lavoro al negozio di fiori.
Sono stati giorni concitati e pieni di dolore per Simone, e anche per Danton, e ora i funerali stanno per essere celebrati: tutte le persone care sono lì accanto, pronte per sostenerla in questo difficile ultimo tratto di strada che dà l’addio agli amati genitori. Al cimitero, oltre ai conoscenti, nota anche una carrozza nobiliare, senza però sapere di chi possa trattarsi. Insieme a lei ci sono Rosalie e sua madre Nicole, poi Coral un amico giornalista che, a sua volta, le presenta un altro giovane giornalista, Bernard Chatelet, dall’eloquio piuttosto nutrito anche in questa circostanza, e infine Mirand, il giovane che fa battere il cuore di Simone, senza però che lei abbia palesato i propri sentimenti nei suoi confronti.
Ma qualcosa sta per movimentare questi giorni che per Simone sono stati devastanti: la visita dell’anziano conte de Vaudreil, con una proposta che potrebbe modificare radicalmente la sua vita, in quanto l’anziano nobile, sentendosi responsabile della morte dei genitori della fanciulla, ha deciso di adottarla al fine di non lasciarla in balia del destino e degli eventi senza che possa avere qualcuno a proteggerla e si occupi di lei. Le ha concesso del tempo per riflettere sulla proposta ventilata e Simone, infatti, ci ha pensato sopra e ha preso la decisione di accettare, contrariamente a quanto le viene suggerito da una parte degli amici, primo fra tutti Mirand, il quale sembra non fidarsi dell’operato di quel nobile di cui non sa nulla, ma è anche conscio che una tale scelta riguarda solo Simone e la sua vita, e poi non sarà un addio definitivo, soprattutto per il fatto che il conte ha lasciato piena libertà a Simone di mantenere i rapporti con tutti coloro che, in un certo senso, sono stati la sua famiglia. Secondo lei non si tratta pertanto di un addio bensì solo di un arrivederci: potrà tornare quando vorrà a casa sua, vedere come si svolge l’attività del negozio di cui si occuperà Danton, e persino capire se ci siano stati sviluppi dall’incontro fra Rosalie e Bernard, dato che quando le era stato presentato, aveva notato una strana scintilla brillare nei loro sguardi. Scintilla che si era accesa nuovamente in Bernard anche quando era stata accennata la vicenda del Cavaliere Nero, colui che rubava ai ricchi per distribuire il mal tolto alla popolazione, come se sapesse qualcosa più degli altri.
Ma ecco che, finalmente, è giunta al castello dei de Vaudreil e subito è rimasta sorpresa per la grandezza del palazzo nonché per la sua eleganza che si nota in ogni dove, giardino compreso, nel quale, durante una prima passeggiata, aveva notato una bella distesa di fiori, e uno in particolare aveva attirato la sua attenzione per via del suo colore nero, un tulipano, che, guarda caso, è anche il preferito di Robert, il figlio del conte e ora suo fratello adottivo, il quale proprio in quel luogo di serenità le sta dando il benvenuto in famiglia.
Abbiamo apprezzato, pertanto, la stessa vicenda da un ulteriore punto di vista; ora non resta che attendere gli sviluppi dell’intera situazione. Sono lieta tu abbia ripreso il racconto e, mentre attendo il prosieguo, ti auguro un buon proseguimento.
Ciao, intanto grazie per aver letto e recensito ☺️.
Recensioni così accurate come la tua sono sempre un piacere ☺️.
Si, il mondo di Simone si è capovolto con la morte dei suoi genitori e per fortuna che gli amici le sono vicini.
Mi è piaciuto aggiungere Bernard vicino al Coral della Stella della Senna, questi crossover sono fighi anche per questo ?, poi ci sono Mirand e Rosalie.
La proposta di adozione del conte de Vaudreuil sembra arrivare come una svolta, ma sarà proprio solo per senso di colpa che vuole adottare la ragazza?
Lo vedremo, presto ci potrebbe essere una nuova svolta per ora inaspettata.
Alla fine riecco Robert con il Tulipano Nero, quasi un preludio di quello che sarà il probabile (o possibile?) futuro del personaggio.
Ci vediamo al prossimo capitolo, che rivedrà penso protagonista la nostra Oscar.
Un abbraccio grande grande 🤗