“Va’, Seiya!” gridò Ikki della Fenice, parandosi a difesa del ferito cavaliere di Pegasus e fronteggiando il nemico con decisione. “Fermerò io Saga… ma tu prendi lo Scudo di Atena prima che la vita di Lady Saori si spenga! Fa’ presto!”
Pegasus, sebbene malfermo sulle gambe, si allontanò. Ma Saga dei Gemelli, gli occhi rossi e furenti, fece un passo avanti.
“Maledetto… pagherai questa intromissione. Ti ucciderò, e poi fermerò Pegasus!”
“Credi, Saga?” ribatté Ikki, espandendo la sua aura combattiva color rosso fuoco. “Invece sarò io a ucciderti… MUORI! HOYOKU TENSHOOOOOOOOO!”
Scagliò il suo colpo micidiale su Saga. Il cavaliere d’oro dei Gemelli, tuttavia, lo parò con un solo movimento della mano destra, disperdendone nell’aria tutto il potere.
“È tutto qui quello che sai fare, Ikki?” disse, scoppiando in una risata sprezzante.
Distolto per un momento lo sguardo, però, vide Pegasus ormai quasi arrivato davanti alla statua di Atena.
Devo eliminare subito Ikki, pensò. Altrimenti Pegasus riuscirà a prendere lo Scudo Sacro e a salvare Lady Saori…
“A quanto pare è giunto il momento di separarci, cavaliere della Fenice”, aggiunse con voce tagliente. “E dato che l’Another Dimension non è bastato a toglierti di mezzo… ricorrerò al colpo più potente del cavaliere dei Gemelli! È la tua fine, Ikki! GALAXIAN EXPLOSION!”
Con tutta la sua potenza, Saga scagliò sul nemico un colpo d’inarrestabile potenza, nel cui cuore pulsante si potevano intravedere interi pianeti e galassie andare in pezzi.
Phoenix, colpito in pieno, tentò di resistere con tutte le sue forze. Ma infine venne spazzato via e il suo corpo si polverizzò in una terribile esplosione di energia dorata.
L’ho eliminato… pensò soddisfatto Saga. E adesso devo fermare Pegasus. Sarò io il vincitore di questa battaglia!
“Lo… lo Scudo di… di Atena…” mormorò Seiya di Pegasus, giungendo sfinito proprio di fronte al basamento della statua sacra alla Dea della Giustizia. “Finalmente… finalmente l’ho raggiunto…”
Fece per allungare una mano, ma in quel momento, Saga superò d’un balzo lo scalino dietro di lui.
“Fermo dove sei, Pegasus!” gridò. “Non ti permetterò mai di prendere lo Scudo Sacro!”
“Sa… Saga…” mormorò Pegasus, voltandosi verso di lui. “No… ormai mancano solo pochi istanti al sorgere del Sole e Lady Saori morirà… no, io… io devo salvarla… devo… salvarlaaaaaa!”
Non credevo che Pegasus avesse ancora in sé tanta energia, pensò Saga, vedendo il cavaliere di bronzo espandere tutta la sua potenza cosmica. Crede davvero in Atena. Devo riconoscerglielo…
“Ti batterò, cavaliere d’oro!” gridò Pegasus, balzando in avanti con il pugno proteso. “Per salvare Lady Saori… per salvare Atena! PEGASUS RYUSEIKEEEEEEEEEEEEEEN!”
“Quel colpo non mi abbatterà mai, Pegasus!” ribatté Saga, lanciandosi all’attacco a sua volta. “Adesso ti farò sparire per sempre! ANOTHER DIMENSIOOOOON!”
I due colpi segreti si scontrarono con un fragore assordante. I fulmini di Pegasus, lanciati alla velocità della luce, vennero tutti respinti. Il varco dimensionale aperto dal colpo segreto di Saga, invece, investì in pieno il nemico inghiottendolo in un mondo fatto soltanto di oscurità.
Il cavaliere d’oro dei Gemelli aveva vinto. E quando, l’attimo dopo, percepì il cosmo ormai debolissimo di Lady Saori spegnersi definitivamente, un sorriso di trionfo gli si dipinse sulle labbra.
“I cavalieri di bronzo, miei nemici, non esistono più. E si è spento anche il cosmo di Atena, che permeava il debole animo di Lady Saori. Io sono il vincitore di questa battaglia. E adesso che più nessuno potrà ostacolarmi…” proseguì alzando le braccia al cielo, “dominerò il mondo intero, fino a sedere, un giorno, sul trono stesso degli Dei! Io, Saga di Gemini, sarò il Dio dei cieli e della terra! Ah… AH AH AH AH AH AH AH AH!”
“Ah ah ah ah ah ah ah!”
“Infermieri, presto! Venite!” gridò il dottor Watsin. “Il paziente numero 103 è di nuovo in preda a una delle sue crisi! Tenetelo fermo mentre gli pratico un calmante!”
I due infermieri accorsero. Trattennero il paziente, che, con la bava alla bocca, continuava a ridere e a delirare.
“Sarò il padrone del mondo!” urlava. “Dominerò cielo e terra! Io sono Saga, cavaliere d’oro dei…”
“Fra un attimo starai meglio…” lo interruppe Watsin.
Scoprì il braccio destro, già segnato da numerose punture. Infilò l’ago in profondità, e il liquido defluì lentamente nella vena.
Pochi minuti dopo, il paziente si afflosciò su se stesso, gli occhi rovesciati all’insù.
Watsin lo osservò per qualche istante, poi si rivolse agli infermieri.
“Adesso dormirà per qualche ora. Pulite tutto, poi uscite e chiudete a chiave. Visiterò il paziente più tardi.”
Gli infermieri si misero al lavoro, mentre Watsin uscì dalla stanza e si diresse nel suo ufficio.
Sedutosi alla scrivania, aprì il fascicolo già pronto. Lesse il titolo in alto:
“Paziente numero 103 – Deliri di onnipotenza e crisi depressive. Cartella aggiornata al 14 settembre 2011.”
Girò pagina e, sotto la data del giorno corrente, scrisse solo due parole:
Nessun miglioramento.
FINE
Recensioni e commenti
RECENSIONI

Folle, davvero.
Saga addirittura chiuso in manicomio davvero non me l’aspettavo!
Ma se tutto è solo frutto della sua immaginazione… gli altri Cavalieri (Shura compreso, che come avrai capito è il mio personaggio preferito :-)) esistono per davvero o sono solo proiezioni di una mente malata?
Dubbio 🙂
Sebbene non ami particolarmente Saga questa oneshot mi è piaciuta, bravo!
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