NOTIZIE DAL PASSATO

Nei mesi successivi Kenshiro, insieme a Rei e Mamiya, percorse le terre devastate dalla guerra e dall’anarchia, sconfiggendo assassini e fuorilegge e riportando ovunque la pace e la giustizia. Le loro gesta si diffusero come un eco tra i sopravvissuti, e in ogni villaggio che visitavano i tre guerrieri lasciavano speranza e ordine, ricostruendo ciò che la violenza aveva distrutto.
Solo il Clan della Zanna continuò nella sua opera di saccheggio, brutalizzando i più deboli e violentando le donne rapite.
Arrivò anche ad assediare il villaggio di Mamiya, venendo respinto solo a costo di gravissime perdite.
Allora Kenshiro e Rei decisero di affrontare il pericoloso nemico, decisi a mettere fine al suo regno del terrore.
Assaltarono il covo dei predoni, impegnandosi con loro in una battaglia feroce perché i guerrieri del Clan della Zanna erano crudeli e senza scrupoli, esperti nell’arte della distruzione. Le loro armi rozze però, efficaci e brutali in normali corpo a corpo, nulla potevano contro le tecniche assassine dell’Hokuto Shinken e del Nanto Suicho Ken.
Rei danzava tra i nemici con eleganza letale, la sua tecnica simile a un fiume impetuoso che travolgeva tutto. Kenshiro invece avanzava implacabile, ogni movimento era un giudizio definitivo.
I nemici caddero tagliati a pezzi e scoppiando dall’interno uno dopo l’altro fino a che solo Kiba Daio, il capoclan, rimase in piedi.
Era un colosso di pura brutalità, un uomo che si diceva avesse abbattuto decine di guerrieri con le sole mani. Il suo ruggito riempì l’aria mentre si lanciava contro Kenshiro, il corpo trasformato in una vera e propria armatura d’acciaio dalla sua antichissima tecnica di arti marziali.
Il combattimento fu un duello di potenza e precisione. Kiba attaccava con forza devastante, ma Kenshiro mantenne il suo sangue freddo, gli colpì lo tsubo segreto Daikyokin inibendo la sua tecnica per poi alla fine, con una serie di colpi mirati smantellare il gigante d’acciaio pezzo per pezzo.
Il leader del Clan cadde in ginocchio, gli occhi pieni di terrore.
“Tu… sei già morto…” gli sussurrò il successore della Divina Scuola di Hokuto; poi gli voltò le spalle e il corpo di Kiba Daio esplose in mille pezzi in una cascata di sangue. Il regno del terrore del Clan della Zanna si era finalmente concluso.
Mentre le ferite del villaggio guarivano, quelle personali riaffioravano. Rei e Mamiya, sempre più vicini, scoprirono un sentimento che li legava oltre la lotta e la sofferenza. S’innamorarono, ma lei si portava dentro un’ombra che per quanto si sforzasser non poteva ignorare.
Una sera, mentre la luna illuminava i contorni della casa in cui viveva con Aily, Mamiya trovò il coraggio di confessare tutto all’amato.
“Rei… io non sono libera. Il mio passato mi tiene prigioniera.”
Lui la guardò con intensità, percependo il dolore nei suoi occhi.
“Un anno fa un uomo mi rapì e mi stuprò, ferendomi in modi che non riesco neanche a descriverti. Mi marchiò anche a fuoco il suo simbolo sulla spalla. Guarda.”
“Yuda…” strinse gli occhi Rei, fissando il marchio sulla spalla della donna. “Quello… è il suo marchio, del Sacro Pugno della Gru Rossa di Nanto. Ė stato lui a farti questo?”
Mamiya, sull’orlo delle lacrime, annuì, e Rei chiuse gli occhi per un lungo istante. Quando li riaprì, una fiamma di pura furia ardeva dentro di lui.
“Conosco molto bene Yuda”, ringhiò, “fin dai tempi del mio addestramento. E adesso lo troverò e lo annienterò. Te lo prometto, amore mio… quel mostro non farà più del male a nessuno.”
Accompagnato da Kenshiro, Rei si mise alla ricerca di Yuda affrontando una serie di battaglie ma sostenute prima: l’esercito della Gru Rossa infatti, era diverso da tutti gli altri, preferendo attaccare il nemico di sorpresa e attirarlo in trappola piuttosto che affrontarlo direttamente.
Alla fine comunque i due guerrieri sbaragliarono i nemici e, abbattuto il primo generale di Yuda, Dagar, giunsero alle porte del palazzo del nemico.
L’aria era tesa e un silenzio inquietante aleggiava tutt’intorno mentre Yuda, letale e di una bellezza crudele e raffinata, attendeva i due avversari con un sorriso intriso di perfidia.
“Benvenuti”, disse, il tono melodioso ma carico di veleno. “E così siete voi che avete annientato il mio regno. Ci rivediamo Rei, quanto tempo… e tu devi essere Kenshiro di Hokuto.”
Rei non rispose, ma fatto segno all’amico di stare indietro, si fece avanti deciso a dar battaglia. Yuda non si fece pregare e accettò la sfida: il combattimento fu straordinario
e Kenshiro poté assistere per la prima volta alla sfida fra due Sacri Pugni di Nanto, i massimi maestri delle loro rispettive discipline.
Rei e Yuda, perfetti nelle loro tecniche, si affrontarono in una danza di pura potenza. Yuda sferrava colpi letali, avanzando come inarrestabile ma Rei era più agile e veloce di lui e aspettava solo il momento giusto.
Quando vide il varco, si lanciò in aria e piombò sul nemico scagliandogli contro l’Hishō Hakurei, il Colpo del Volo Splendente dell’Uccello d’Acqua di Nanto.
La sua energia vibrò di un’intensità mortale mentre le mani di Rei si conficcavano nel corpo di Yuda come lame che affondavano dall’alto verso il basso.
La Gru Rossa, con gli occhi sbarrati dall’orrore, cadde sconfitto.
“Per Mamiya”, fu l’unica parola di Rei mentre il suo avversario esalava l’ultimo respiro. Adesso sei libera amore mio, pensò, nessuno tormenterà più i tuoi sogni.
Un mese dopo, al ritorno da una missione di salvataggio in una città vicina, Kenshiro e Kenshiro sentì di nuovo parlare di Shin. Il suo antico rivale aveva costruito un regno e ora governava dalla città di Croce del Sud, con il nome di King e con Julia al suo fianco.
Il suo cuore si serrò.
Decise di partire… il suo amore e il destino di Hokuto lo stavano chiamando.
“Rei, devo chiederti di proteggere Burt e Lynn”, disse all’amico.
Il guerriero di Nanto sorrise. “Non hai nemmeno da chiederlo. Ma vuoi partire?”
Kenshiro annuì.
“Adesso so dove si trovano Shin e Julia. Devo andare Rei, ma questa volta ti prego di non accompagnarmi. La sfida con Shin riguarda solo me.”
Rei lo osservò a lungo, poi annuì. “Ti auguro buona fortuna, amico mio. Julia ti aspetta, e tu la libererai. Ne sono più che convinto.”
Kenshiro gli sorrise poi, salutati Lynn e Burt, diede un rapido sguardo all’orizzonte e iniziò il suo cammino.
La strada per Croce del Sud si rivelò lunga e piena di ostacoli e durissimi combattimenti.
Ken sconfisse lo Sciacallo – il crudele predone che devastava i villaggi con la sua orda di criminali – e in seguito si trovò faccia a faccia con Devil, il crudele gigante rinchiuso per anni per i suoi crimini efferati.
Fu uno scontro durissimo, dal quale il successore della Divina Scuola di Hokuto uscì vincitore soltanto con l’uso dell’Hokuto Shichi Sei Ten, il pugno delle sette stelle della morte di Hokuto.
Il combattimento più terribile di tutti però fu quello contro Amiba, un individuo che si spacciava per suo fratello Toki.
Questi, pur non appartenendo a nessuna scuola, aveva imparato dei rudimenti di tecnica Nanto uniti allo studio dei punti di pressione e nelle fasi iniziali mise in difficoltà Kenshiro, che però alla fine lo sconfisse.
Prima di morire però, le labbra di Amiba si piegarono in un sorriso malvagio.
“Mi hai sconfitto, Kenshiro, ammetto la tua superiorità… ma avermi ucciso non ti servirà a niente, perché non rivedrai mai più Toki.”
“Toki… tu, maledetto, che cosa gli hai fatto?”
“L’ho ucciso con le mie mani. Normalmente non ci sarei mai riuscito, ma era sfinito dalla sua malattia. Lo hai perso nel deserto, Kenshiro… rassegnati, perché nemmeno tu, il successore della Divina Scuola di Hokuto, puoi battere il destino di chi è destinato a morire!”
Con un’ultima malvagia risata saltò in mille pezzi mentre Kenshiro chiudeva gli occhi, i dolore che si intrecciava alla rabbia.
Aveva perso il suo caro fratello, ma ugualmente non si fermò… sapeva che Toki non l’avrebbe voluto.
Proseguì deciso il suo cammino e qualche giorno dopo entrò nei territori controllati da Shin.
La città di Croce del Sud era sempre più vicina.
A seguire…
Recensioni e commenti
RECENSIONI
Se vuoi lasciare un tuo commento al racconto scrivimi, sarò felice di risponderti!
I tuoi dati sono al sicuro. Non riceverai mai SPAM da me.





Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!