HOKUTO CONTRO NANTO

La mia armata… è stata annientata.”

Shin parlava a mezza voce, affacciato al terrazzo della sua sala del trono. Sotto i suoi occhi Croce del Sud, invasa dalle armate di Raoul, bruciava. Il vento portava l’odore acre delle fiamme e dei cadaveri.

La mia città, e tutto ciò che ho costruito stanno andando in rovina… eppure, Julia… io penso solo a te. Tutto questo l’ho fatto per te: questo regno, questa città. Spero solo che i miei uomini riescano a trovarti prima che sia troppo tardi…”

Alle sue spalle, due figure entrarono di corsa nella sala e le porte si richiusero con un boato. Erano un giovane guerriero dai lunghi capelli scuri e una ragazza bellissima, con indosso una leggera armatura verde.

Shin si voltò lentamente, i suoi occhi gelidi li scrutarono con disprezzo. “Chi siete?”

La giovane fece un passo avanti. “Mi chiamo Sakuya. Sono una combattente della Scuola di Arti Marziali della Sabbia Nera.”

E io sono Barran, allievo del Sommo Re di Hokuto in persona. È lui che ci manda ad annientarti, Shin! Preparati a morire! Palmo delle Sette Stelle di Hokuto!”

Tecnica della Sabbia Nera!” gridò Sakuya.

Barran si lanciò su Shin, e le sue mani si moltiplicarono come ombre in un turbine di colpi. Sakuya invece sembrò svanire, per poi ricomparire alle spalle del nemico attaccandolo con entrambi i pugni uniti.

Shin non mosse nemmeno un passo. Il mantello regale gli scivolò leggermente sulle spalle mentre bloccava, con sconcertante facilità, l’assalto di entrambi gli avversari.

Incapaci…” sibilò. “Davvero pensavate di abbattere me, uno dei Sacri Pugni della scuola di Nanto, con queste patetiche imitazioni? Ora vi mostrerò il potere di un vero colpo sacro! Nanto Senshushu-geki… Attacco del Drago a Cento Teste!”

Le sue braccia sferrarono centinaia di colpi precisi e letali che non diede scampo né a Sakuya né a Barran. I loro corpi, lacerati dalla furia omicida di Shin, crollarono al suolo in un bagno di sangue.

Subito dopo però un rombo improvviso e assordante scosse la sala.

Le grandi porte della sala del trono esplosero verso l’interno, ridotte in schegge, e una figura colossale varcò la soglia: Raoul.

Shin lo fissò, il volto contratto dalla collera. “Finalmente, Raoul… e così hai trovato il coraggio di affrontarmi. Ma osserva il destino di chi ci prova!”

Indicò con un gesto teatrale i corpi straziati di Barran e Sakuya, ma Raoul lo fissò impassibile.

La tua armata e la tua città sono già cenere. Il tuo sogno di potere è finito, Shin e anche la tua Julia è in mio potere.”

Shin serrò i pugni. “Sei stato un idiota a dirmelo, perché adesso ti ucciderò. Ti strapperò la vita insieme alla tua rozza tecnica di Hokuto… e mi riprenderò Julia!”

Raoul fece un cenno con il capo. “Fatti pure avanti. Combattiamo!”

“Ti farò a pezzi, Raoul!”

La voce di Shin esplose come un tuono mentre si lanciava in avanti. “Nanto Senshushu-geki… Attacco del Drago a Cento Testeeee!”

Le sue mani fendettero l’aria in una raffica micidiale di colpi letali, ma Raoul li parò tutti con calma assoluta, ogni movimento studiato con disciplina e tecnica perfetta.

“Ora tocca a me, Shin! Hokuto Gõshõ Ha… Onda della Mano violenta di Hokuto!”

Il violento colpo d’energia fu talmente rapido da non lasciare spazio alla reazione. Shin balzò indietro appena in tempo, evitando l’impatto diretto, ma un sibilo di dolore gli sfuggì dalle labbra: era stato comunque colpito.

“Sei diventato… più forte…” mormorò, con un sorriso tirato. “Ma non basterà per vincermi. Julia è mia. Lo è sempre stata!”

I due guerrieri si scontrarono nuovamente, travolgendo ogni cosa con la furia del loro duello. I pavimenti della sala tremarono, i muri si incrinarono e la battaglia sembrò per lunghi attimi destinata a non finire mai.

All’improvviso un soldato dell’armata di Hokuto irruppe correndo, visibilmente terrorizzato.

“Vostra maestà, perdonatemi… ma lady Julia ha tentato di fuggire!”

Raoul si fermò. “Che cosa?”

“Voleva raggiungere Kenshiro”, ansimò il soldato. “Diceva che anche lui si sta avvicinando alla capitale. Il comandante Ryuga l’ha fermata, ma… dovreste venire subito.”

Raoul annuì mentre Shin abbassava lo sguardo con un sorriso amaro.

Julia voleva fuggire, pensò. Per tornare da lui. Da Kenshiro. Non ha mai smesso di amarlo…

Un’ondata di dolore lo colpì in pieno petto. Tutto ciò che ho costruito… era solo una prigione per lei? L’ho tenuta con me, ma l’ho solo resa infelice…

Julia tu eri il mio sogno d’amore… mentre io per te sono stato solo un incubo dal quale fuggire?

Il giorno dopo, un uomo solitario attraversava ciò che restava della un tempo imponente città di Croce del Sud.

Kenshiro avanzava tra macerie fumanti e corpi straziati. Ovunque, solo silenzio e morte.

È tutto distruttopensò. Civili, soldati, innocenti… massacrati. Oh Julia, amore mio… spero che almeno tu sia ancora viva.

Raggiunse il palazzo di Shin, la cui imponenza sembrava almeno in parte sopravvissuta alla devastazione generale. Varcò l’ingresso e percorse lunghi corridoi vuoti, senza incontrare la minima resistenza finché giunse alla sala del trono.

Le porte erano state abbattute e Shin sedeva sul trono, immobile, fissando un suo vessillo strappato che teneva fra le mani. Quando lo sentì entrare, sollevò lentamente il capo.

“E così sei arrivato, Kenshiro…”

La sua voce era stanca, ma ancora fiera. “Sei sopravvissuto a questo mondo crudele e mi hai trovato. Ti faccio i miei complimenti.”

Kenshiro si fermò a pochi passi dal trono, lo sguardo freddo. “Sono tornato dall’inferno solo per due motivi, Shin: sconfiggerti… e salvare Julia. Lei dov’è?”

Shin si alzò in piedi slacciandosi con un gesto il fermaglio del suo mantello bianco che cadde lentamente a terra. “Se vuoi saperlo… dovrai battermi. Ma non credere di riuscirci!”

Subito balzò in avanti, sferrando il suo attacco più devastante. “Colpo Infernale Squartante di Nanto!”

Kenshiro non si mosse ma, quando l’assalto nemico stava già per abbattersi su di lui,, saltò a sua volta. I due guerrieri si scontrarono in aria, fendendo l’aria come due fulmini di opposta forza. Atterrarono poi con eleganza, fissandosi immobili per un istante.

“Ti sei rafforzato, Kenshiro…” sorrise freddamente Shin. «Ma vediamo quanto saprai resistere ancora! Nanto Senshu Ryu Geki… Attacco Perforante dell’Aquila Solitaria!”

Kenshiro serrò i pugni. “Non sono più quello di una volta, Shin… sarò io a vincere! Cento Pugni Devastanti dei Cieliiii!”

Le tecniche Hokuto e Nanto si scontrarono come onde opposte. La sala del trono tremò sotto il potere dei due stili supremi, mentre i colpi di Kenshiro e Shin si incrociavano con cieca violenza. Il combattimento sembrava infinito, feroce, impossibile da indovinare chi ne sarebbe uscito vincitore.

Alla fine, Kenshiro parò un colpo, arretrò, poi affondò un pugno micidiale. “Guarda qui, Shin! Adesso capirai la mia determinazione!”

L’avversario però lo bloccò con la mano, scattando poi all’indietro verso il trono.

“No, Kenshiro. Sei diventato più forte, sì… ma non abbastanza. Non puoi proteggerla. Non puoi salvare Julia se non scateni tutta la tua rabbia! Guarda!”

Prese un oggetto da dietro il trono e lo scagliò a terra. Una coroncina insanguinata.

Kenshiro la raccolse, tremando.

“Questa è… è di… Julia…? Cosa… le hai fatto…?”

Un gelido sorriso piegò le labbra del biondo maestro di Nanto.

“L’ho uccisa. Lei non mi amava. Non ti ha mai dimenticato. E allora… le ho tolto la vita, non potevo sopportare di venire continuamente respinto!”

Kenshiro vacillò, poi una rabbia implacabile crebbe dentro di lui. Le sue vesti si strapparono in un’ondata di energia purissima.

“Shin…! Questa volta non ti perdonerò. Preparati!”

Scattò in avanti in preda ad una rabbia mai provata prima. I suoi pugni colpirono con furia divina travolgendo la difesa di Shin, ma prima che potesse infliggere il colpo finale, il furioso guerriero si arrestò.

Ferite già presenti sul corpo del rivale si aprivano ora, sanguinanti sul petto e sull’addome.

“Ma… questa…” mormorò Kenshiro sgranando gli occhi. “È la tecnica Hokuto. Ma cosa significa…?”

Shin sorrise, il sangue che gli colava dalla bocca. “Hai vinto… mi hai superato, Kenshiro. Ma queste ferite… non me le hai inflitte tu. È stato Raoul.”

Kenshiro fece un passo indietro. “Raoul…?”

“Ha attaccato Croce del Sud, annientato le mie truppe e devastato questa città. È venuto per Julia. Per rapirla… e sacrificarla, come parte del suo folle sogno di conquista. Io ho cercato di fermarlo, sfidandolo a combattere, ma sono stato sconfitto.”

“Allora… Julia è viva?”

“Sì. Io… non avrei mai potuto farle del male, avresti dovuto saperlo.”

Shin vacillò e cadde in ginocchio.

“Sai, Kenshiro… quando ho capito che Julia non mi avrebbe mai amato, ho atteso qui il tuo arrivo. Ho resistito al dolore delle ferite inflittemi da Raoul e ti ho sfidato… per sapere se eri degno di proteggerla. E lo sei. Hai superato il dolore e la tristezza… e li hai trasformati in forza.”

Kenshiro si avvicinò, inginocchiandosi accanto a lui.

“Shin…”

Questi lo guardò, ormai pallido e prossimo alla morte. “Pensare di poter fare mia una donna che amava un altro… adesso capisco che dovevo essere impazzito anche solo per pensarlo. Salva Julia anche per me, Kenshiro.. Raoul l’ha portata a Cassandra, la città- prigione di cui ha fatto la sua fortezza…”

“Cassandra…”

“Sì. Li troverai anche tuo fratello Toki, prigioniero di Raoul al pari di Julia…”

“Toki, ma allora anche lui è ancora vivo…”

“Sì, ma devi fare presto…!”

“Lo farò. Te lo giuro, Shin, io salverò Julia.”

Shin sorrise un’ultima volta.

“Abbiamo amato la stessa donna Kenshiro. Ti prego fa’ sì… che non sia stato tutto vano.”

Spirò e Kenshiro, con un gesto gentile, gli chiuse gli occhi per l’ultima volta.

Riposa in pace, Shin. Non ti dimenticherò, maestro dello stile dell’Aquila Solitaria di Nanto. Salverò Julia anche in nome tuo.

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