L’INVASIONE

L’Armata di Dio, imponente e silenziosa come una tempesta che precede il temporale, si mise in marcia all’alba. Le armature luccicavano sotto la luce incerta del giorno nascente, mentre i vessilli di Shin sventolavano nel vento secco delle terre del sud.
Il Colonnello guidava la marcia con lo sguardo fisso all’orizzonte, dove il cielo pareva oscurarsi. Il silenzio fra i ranghi era assoluto: ogni soldato conosceva il peso della missione.
Intanto, nella torre centrale del palazzo reale, Julia chiuse con decisione la porta della sua stanza come se volesse lasciarsi alle spalle tutto ciò che era stata fino a quel momento. Con dita febbrili si strappò la lunga veste bianca, lasciando che il tessuto scivolasse sul pavimento. Si tolse i gioielli, uno a uno, come se ogni monile fosse una catena invisibile. Davanti allo specchio, nuda, fissò i propri occhi con fierezza e timore.
“Ken è vivo…” sussurrò con gli occhi lucidi. “Io… devo raggiungerlo. Se riuscirò a dimostrare a Shin quanto lo amo… se capirà che nel mio cuore non c’è spazio per nessun altro… forse si rassegnerà. Mi lascerà finalmente andare e forse salveremo delle vite.”
Si vestì con abiti semplici, i suoi di un tempo. Quelli di Julia, semplicemente una fanciulla innamorata. La sua vita accanto a Shin era finita.
Là dove i due eserciti si fronteggiavano, la terra tremava sotto gli zoccoli dei cavalli e le urla delle sentinelle. L’aria era satura dell’odore acre della polvere e della tensione.
Il Colonnello scrutava l’orizzonte. L’esercito invasore si avvicinava come un’ondata scura, disciplinata ma feroce. In testa Raoul, Re di Hokuto, un cavaliere colossale vestito in nero e oro, con un elmo a corna che sembrava uscito da un incubo.
Cavalcava un imponente stallone nero i cui occhi lanciavano fiamme.
Dietro di lui, anche loro in sella, i suoi tre primi ufficiali: Soga, capelli neri e sguardo severo, le braccia coperte da cicatrici di mille battaglie e le mani strette attorno alle redini.
Reina, bellissima, fiera e altera, occhi chiari e viso incorniciato da una lunga chioma rossa: era la più abile spadaccina dell’esercito del Re di Hokuto, che conosceva fin da bambina essendo cresciuta con lui e con il fratello maggiore Soga nella Terra degli Shura dalla quale tutti e tre provenivano.
Il terzo comandante era il più terribile di tutti: Ryuga della Stella di Sirio, il lupo solitario, immobile come una statua di ghiaccio, capelli bianchi e sguardo tagliente come la lama che portava al fianco.
Il Colonnello avanzò di un passo. “Chiunque voi siate, vi consiglio di ritirarvi all’istante. Lo impone il Re di Croce del Sud.”
Gli occhi di Raoul sembravano quelli di un freddo demonio.
“Io sono il Re di Hokuto”, rispose, e la sua voce riecheggiò come tuono fra le colline. “Il Dominatore di fine secolo. Sono qui per prendere la vita del tuo Re e il cuore della sua donna.”
“Se è così… allora ti fermerò. Avanti uomini!”
L’esercito di Shin si gettò all’attacco ma si trovò subito in difficoltà: l’armata di Hokuto si abbatté come una tempesta su di esso dimostrando da subito una schiacciante superiorità.
Reina avanzava fendendo l’aria con la precisione di una danza mortale e Soga abbatteva uomini con furia brutale, le lame di entrambi grondanti del sangue nemico.
Ryuga si muoveva invece tra le fila avversarie come un’ombra silenziosa. Con la tecnica Taizan Tenrō Ken Taizan, che si basava su colpi portati ad altissima velocità in grado di strappare la carne dell’avversario e congelare le sue carni.
La pelle scavata, gli occhi spalancati dal gelo interiore. Nessun sangue. Solo silenzio e una scia di morte al suo passaggio.
Stiamo… stiamo per essere annientati…, impallidì il Colonnello, che combatteva usando degli affilati boomerang e dei corti artigli metallici. Ma io non mi arrenderò così!
“Ti sfido, Raoul, Re di Hokuto!” gridò facendosi avanti fra i ranghi nemici. “Adesso affronterai me… Pugno Silenzioso di Nantoooo!”
Si lanciò all’attacco con un balzo micidiale ma il suo attacco venne annientato senza che Raoul sembrasse muovere un solo muscolo. La sua sola presenza bastò, un minimo spostamento d’aria e il Colonnello cadde a terra. E poi…
“N- no…” balbettò.
Il suo corpo si frantumò in mille pezzi.
Ryuga osservò la scena con distacco, Soga al suo fianco annuì appena.
Reina non disse nulla, ma un sorriso affilato le increspò le labbra.
Raoul alzò il braccio. “All’attacco! Annientate ciò che resta dell’armata di Croce del Sud!”
In pochi attimi ciò che rimaneva dell’esercito di Shin venne fatto a pezzi e anche l’ultima resistenza crollò. L’armata di Hokuto avanzò, calpestando i cadaveri dei nemici uccisi senza che più nulla sembrasse poterla fermare.
Julia correva per i corridoi secondari del palazzo. Fuori, le urla degli abitanti si mescolavano al rumore delle fiamme. Croce del Sud era sotto assedio.
Ma lei correva. E il suo pensiero era solo uno: Ken.
“Allora?” tuonò Shin, gli occhi folli di rabbia. “L’avete trovata?”
“N-no, mio signore…” s’inchinò uno dei suoi sottoposti. “Lady Julia sembra sparita…”
“TROVATELA! Ora!”
“M-ma… mio signore. Le nostre armate sono state annientate, e adesso siamo sotto assedio da parte del Re di Hokuto! I suoi uomini stanno già devastando Croce del Sud, e forse sarebbe più importante…”
Non ebbe nemmeno il tempo di finire la frase che Shin gli affondò la mano nel petto uccidendolo all’istante.
“Nulla è più importante di Julia. Nulla!” urlò agli altri comandanti lì presenti. “Adesso trovatela… o non fatevi più vedere!”
Julia raggiunse il retro del palazzo. Una vecchia porticina era a pochi metri. Allungò la mano verso la maniglia…
Un boato. Un muro laterale esplose. Detriti, polvere e cenere.
E una figura colossale apparve come dal nulla.
Raoul.
“Julia…” sorrise lui, con voce che pareva provenire da un altro mondo. “Ti ho trovata. Molto bene.”
Lei, spaventata, fece un passo indietro. “R-Raoul…”
Il re di Hokuto avanzò. I suoi occhi brillavano come due stelle nere, divoratrici. “Gli Dei mi sorridono, Julia. A me solo. Sei mia. Lo sei sempre stata, e sempre lo sarai!”
“Raoul, ma cosa… cosa vuoi farmi? Io amo Ken…”
“Quello sciocco del mio fratellino, sì”, rise freddamente Raoul. Poi la sua voce si fece più aspra. “Sciocco lui e tutti quelli che hanno perso la testa per te, a cominciare da Shin. Illusi che l’amore possa piegare il destino. Ma io non ti ho mai voluta per ciò che sei, bensì per ciò che rappresenti. La tua purezza… il tuo legame con la leggenda… tu sei la futura regina di Nanto, Julia, il cuore dell’equilibrio che io spezzerò con le mie stesse mani!”
La sua risata si sparse nell’aria come un presagio. “Ti sacrificherò sull’altare della mia ambizione. Tu sarai il sigillo… la fiamma che consumerà ogni memoria del passato. E con il tuo sangue, anche gli ultimi ostacoli sul mio cammino di conquista svaniranno. Non amore, Julia… ma potere. Eterno e assoluto. Io dominerò il mondo!”
Julia, con la morte nel cuore, comprese. Raoul era sempre stato ambizioso, sì, ma adesso sembrava come impazzito e perso in un folle sogno di dominio del mondo. Davvero colui che si proclamava Re di Hokuto… sarebbe riuscito a conquistare il potere assoluto?
A seguire…
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