CHARLES

“Ricordatelo, Charles”, dice mio nonno con voce grave. “Solo questa non ti tradirà mai.”

Con gesto solenne mi porge la spada di mio padre: la lama porta i segni di mille battaglie, l’acciaio temprato per mani che non tremano.

La prendo e allaccio il fodero alla cintura. “Grazie, nonno. Ti prometto che la porterò con onore.”

“Com’è doveroso per un Batz-Castelmore”, annuisce severo. “Non dimenticare che noi portiamo il nome del nostro avo D’Artagnan, il più grande Moschettiere della storia di Francia. E prima che tu parta… tieni.”

Mi consegna una lettera.

Capitano Girodelle, Guardia Reale, leggo. “È a lui che devo presentarmi?”

“Sì. Suo padre servì insieme al tuo nella Guardia Reale, sotto il passato sovrano.”

Mio padre che morì in battaglia prima ancora che nascessi. Non l’ho mai conosciuto ma ho sentito spesso il nonno parlare del suo valore e del coraggio dimostrato sotto le armi. “Ti accoglierà bene, vedrai.”

Fuori, Vagabondo è già sellato. Un cavallo robusto, dal pelo giallastro e gli zoccoli larghi, tipico della nostra Guascogna polverosa e fiorita.

“Fatti onore, ragazzo,” mi abbraccia il nonno, e per un attimo la sua dura tempra di vecchio soldato s’incrina nella commozione. “Dimostra a quei parigini profumati e infiocchettati che giustizia e coraggio non sono passati di moda.”

“Lo farò”, rispondo stringendolo forte a me. Poi balzo in sella e parto al galoppo senza più guardarmi indietro.

Il viaggio verso Parigi è un’avventura. Di giorno cavalco veloce e di notte dormo all’addiaccio, proprio come deve aver fatto D’Artagnan ai suoi tempi. Immagino la sua emozione allora, la stessa che adesso sto provando io.
Il mio sogno da bambino era entrare nei Moschettieri, ma negli anni quel corpo ha perso prestigio. Se non sarà possibile, mi accontenterò della Guardia Reale o anche – se il capitano Girodelle non dovesse accogliere la mia richiesta – di quella Metropolitana. L’importante sarà servire il re e la Francia con onore. Ed è proprio quello che ho intenzione di fare.

Parigi finalmente! Dopo giorni di viaggio, le mura della città mi accolgono come se aspettassero solo me.

Oltrepasso una delle porte e mi trovo immerso in un caos di mercati e voci. Cercando il quartier generale della Guardia Reale, finisco per perdermi in vicoli sempre più stretti. Accidenti!

Sbuco in una piazzetta, e subito vedo una carrozza sfrecciare a gran velocità scortata da una piccola scorta di cavalieri. La folla si scansa, ma una donna non fa in tempo: viene travolta e cade a terra.

“Mammaaa!” grida una ragazza correndo verso di lei. Si getta sul corpo, bloccando la strada ai cavalieri. La carrozza invece sparisce dietro l’angolo.

“Levati di lì, ragazzina”, intima con arroganza uno dei cavalieri.

“Mia madre…” singhiozza la ragazza, alzando il viso rigato di lacrime. “Abbiate pietà…”

I cavalieri, irritati, sembrano sul punto di travolgerla e allora mi faccio avanti.

“Ehi voi! Non vi vergognate? Una fanciulla piange la madre e voi pensate solo alla strada. Se il cuore vi manca, almeno abbiate un po’ di cervello!”

“E tu chi sei?” ribatte uno, squadrandomi dall’alto in basso. “Vestito come uno zotico. E di sicuro sarai anche più stupido di quel somaro a cui stai sopra!”

Scoppia a ridere, ma io balzo a terra e sfodero la spada.

“Questo cavallo vale più di tutti voi”, replico. “E adesso toglietevi dai piedi oppure assaggerete la mia spada. Charles de Batz-Castelmore vi aspetta!”

“De Batz-che?” sghignazzano.

Per tutta risposta mi metto in guardia. “Se preferite, potete chiamarmi D’Artagnan. Su, fatevi sotto!”

Smontano di sella e le loro spade brillano al sole. Mi si gettano addosso, ma so di poterli battere: il nonno mi ha insegnato a combattere, e non avrei potuto avere un maestro migliore. Schivo, affondo e salto senza nemmeno dovermi impegnare troppo. Una mezza capriola e una lama avversaria passa a vuoto. “Siete lenti, amici”, sorrido, mentre una piccola folla incitante si è radunata ad assistere al combattimento.

Con una giravolta, disarmo due avversari in un colpo solo: le loro spade volano via come carta.

“Adesso basta.”

Uno dei cavalieri estrae una pistola dalla cintura e me la punta contro.

Stringo l’elsa, pronto al peggio. Questa non me l’aspettavo. E adesso?

All’improvviso però un gruppo di soldati in divisa blu, guidati da un ufficiale baffuto, irrompe nella piazza.

“Che cos’è questa confusione?”, stringe gli occhi l’ufficiale. “Duelli in piazza, armi sguainate… Vi ricordo che a Parigi i duelli sono proibiti. Obbedite, o vi faccio rinchiudere.”

I cavalieri gli mostrano un blasone cucito sulle loro giacche e lui cambia immediatamente tono.

“Andate. Ma che quello che ho visto oggi non si ripeta.”

Loro si dileguano e lui si rivolge a me.

“E tu, ragazzo? Da dove arrivi?”

“Dalla Guascogna”, rispondo porgendogli la mia lettera di presentazione. “E non sono un ragazzo. Tenete signore, leggete pure.”

“Charles de Batz-Castelmore”, legge. “Un nobile, dunque. Molto bene. Io sono il comandante Jeroule, della Guardia Metropolitana di Parigi. Siete libero di andare, ma ricordatevi: il vostro titolo non vi autorizza a cercare risse.”

“Mi scuso, comandante. Sono intervenuto per difendere questa ragazza: sua madre è stata travolta da una carrozza e…”

“Va bene, basta così”, taglia corto infastidito. “Non voglio altri guai. Andiamo soldati!”

Mi avvicino alla ragazza ma vengo anticipato.

Tre persone arrivano di corsa, facendosi largo tra la folla: un giovane biondo, un ragazzino e un buffo ometto dal naso rosso.

“Rosalie! Ma cos’è successo?” chiede il biondo.

“Respira a fatica…” mormora Rosalie. “Una carrozza l’ha travolta in corsa…”

“Se posso fare qualcosa…” intervengo.

“Chi siete, signore?” mi chiede naso rosso.

“Charles de Batz-Castelmore.”

“Lui mi ha difesa”, interviene Rosalie. “Se non fosse intervenuto sarei stata travolta. Solleva il viso. È rigato di lacrime e sporco… ma quant’è bella!

“Allora avete la nostra gratitudine”, sorride naso rosso. “Io sono Coral, giornalista di Le Vieux Cordelier. Questo è Mirand, e lui è il piccolo Danton.”

“Sono quasi alto come te!” gli fa la linguaccia il ragazzino, mentre Mirand mi osserva con un’aria non molto amichevole.

Portiamo la madre di Rosalie in una casa povera con i muri pieni di crepe. Non credevo che a Parigi ci fossero persone che vivono in queste condizioni. E il re non fa nulla?

Mentre Coral corre a chiamare un dottore, Mirand mi si para di fronte.

“Va bene, avete dato una mano, signore. Adesso però Rosalie è con noi, e non c’è bisogno che un nobile venga a ficcare il naso dove non serve.”

“Ma davvero?” replico trattenendomi dall’istinto di dargli un pugno. “Eppure non eravate al suo fianco quando sua madre è stata investita.”

Mirand stringe gli occhi ma proprio in quel momento entrano Coral e quello che presumo sia il dottore. Rosalie lo fa entrare nella stanza della madre, poi mi si avvicina e mi prende le mani. “Vi ringrazio, signore. Non dimenticherò mai ciò che avete fatto oggi. Che Dio vi benedica.”

“Dovere, madamigella Rosalie”, rispondo, arrossendo imbarazzato. “Adesso però devo andare. Il dovere mi chiama. Vi auguro ogni bene.”

Lasciata la casa di Rosalie, rimonto a cavallo e chiedo indicazioni per il quartier generale della Guardia Reale.

“La Guardia Reale, signore?” ride un mercante. “Non è in città. Da dove venite per non saperlo?”

“Da dove vengo è affar mio”, ribatto piccato. “Allora, sapete aiutarmi o no?”

“Certamente. Prendete la porta nord e proseguite verso Versailles. Lungo la strada per la reggia troverete ciò che cercate.”

Sprono Vagabondo e cavalco a tutta velocità. Il sole è ormai basso, e quando raggiungo la meta il buio quasi avvolge già la campagna.

Alle porte del palazzo dove ha sede la Guardia Reale, smonto e consegno la mia lettera ai soldati di servizio. Mi fanno entrare, ordinando a uno stalliere di prendersi cura del cavallo.

L’interno è elegante: corridoi lucenti, guardie in divise impeccabili. Non ho tempo di soffermarmi, però, perché subito vengo condotto al piano superiore davanti al capitano Girodelle.

“Benvenuto”, mi accoglie in un ufficio arredato sontuosamente. “È un onore, per me, ricevere il figlio di Renard. Mio padre parlava spesso di lui: un uomo valoroso e degno di memoria.”

“Purtroppo”, rispondo, intimorito dall’eleganza del capitano, che sembra un giovane dio nella sua splendida uniforme. “Purtroppo non l’ho mai conosciuto.”

Al parlare di mio padre sento la solita stretta al cuore.

“Capisco. E siete qui per entrare nella Guardia Reale?”

“Sarebbe un onore, sì.”

Il sorriso di Girodelle irradia sicurezza. “Non lo metto in dubbio. Ma purtroppo non posso prendervi.”

Impallidisco. “M-ma signore, mettetemi almeno alla prova! Vi garantisco che…”

“Calma, calma”, ride. “Non ho detto che respingo la vostra richiesta. Solo che non posso accoglierla: non ho questo potere. La decisione spetta al comandante della Guardia Reale. O meglio… alla comandante.”

“Alla… comandante?” sbotto sorpreso. Per un attimo penso di aver capito male. “Volete dire… capitano, intendete dire che la Guardia Reale di Francia è guidata… da una donna?”

“Sì,” conferma Girodelle con un sorriso elegante. “Madamigella Oscar François de Jarjayes. Un ufficiale straordinario, abilissima con la spada più di qualsiasi uomo. Anch’io, anni fa, ho dovuto assaggiare la polvere contro di lei.”

Oscar. Una donna al comando della Guardia Reale. La notizia mi lascia senza fiato.

Girodelle mi invita a tornare fra qualche giorno poi mi stringe la mano e ordina a due soldati di scortarmi al mio cavallo.

Esco dal quartier generale con il cuore che quasi mi esplode nel petto. Per essere il mio primo giorno a Parigi è già stato parecchio movimentato, e sento già che questa città mi riserverà avventure degne del nome che porto.

Una nuova vita mi attende, e io sono pronto ad abbracciarla appieno. Qualsiasi cosa mi attenda… l’affronterò spada in pugno!

A seguire…

CAPITOLO 7- OSCAR

Recensioni e commenti

RECENSIONI

8 commenti
  1. Agata
    Agata dice:

    Anche una volta che non c’erano i navigatori, però c’erano già vicoli stretti in cui andare ad incastrarsi 🙂 e perdersi.
    Forte D’artagnan che deve andare a colloquio con Oscar, vedremo cosa succederà 🙂

    Rispondi
    • admin
      admin dice:

      E si ☺️, e il cavallo conosceva la strada 😁.
      Parigi era un casino già allora, anche se non c’erano gli scooter 😁, e D’Artagnan – discendente del Moschettiere – vuole ripercorrere le orme del suo avo.
      Vediamo che ne penserà Oscar, che dal prossimo capitolo tornerà grande protagonista 😁.
      😘❤️

      Rispondi
  2. Francesca
    Francesca dice:

    Questo giovane aspirante membro della guardia reale sembra essere cresciuto all’ombra del mito dei moschettieri e ne ha sicuramente ereditato il senso dell’onore e della giustizia.
    Charles si stupisce della povertà e della fatiscenza delle abitazioni di Parigi vedendo dove vive Rosalie, si chiede perché il re non aiuti il suo popolo e perché la Guardia Reale non stazioni in città ma si trovi lontano, secondo me faticherà molto ad accettare il modo in cui i sovrani governano la Francia.
    Charles e Oscar condividono molti ideali, chissà come si intrecceranno le loro vite.

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    • admin
      admin dice:

      Ciao!! ☺️
      Nel ringraziarti di aver letto e recensito ti dico anche che il tuo è il commento numero 300, quindi menzione speciale ☺️.
      Si Charles fa onore al suo avo,coraggioso e abilissimo con la spada.
      Si aspettava una Parigi diversa, ed è rimasto di sasso – non è il primo e non sarà nemmeno l’ultimo 🙂 – al sapere che il comandante della Guardia Reale è una donna.
      Vedremo cosa ne penserà la nostra Oscar della sua domanda di arruolamento.
      A proposito, nel prossimo capitolo avremo proprio lei, che con André arriverà dal misterioso abate d’Herblay.
      A presto 🙂🌹

      Rispondi
  3. fenice64
    fenice64 dice:

    Ciao Dragon of the Moon, dopo un po’ di attesa, sei tornato con questo capitolo che ci propone un nuovo personaggio, Charles, che vedremo quale influenza avrà nell’economia del racconto. Essendo passato di nuovo un po’ tanto tempo, ho ritenuto di dover fare un breve recap fino a questo capitolo prima di leggerlo, al fine di comprendere ciò che sarebbe accaduto. In questo passaggio ci presenti questo giovane uomo, discendente di un famosissimo personaggio dal nome altisonante, niente meno che D’Artagnan, uno dei Moschettieri del re. Ha deciso di rendere onore alla sua casata, a suo nonno che praticamente lo ha allevato e istruito nell’uso delle armi, e a suo padre che non ha mai conosciuto, mettendosi al servizio della sua Nazione. Lo vediamo, quindi, partire alla volta di Parigi, dove, con la lettera di presentazione da consegnare al comandante Girodelle, facente parte delle Guardie Reali, forse, avrà l’occasione di entrare in quel corpo d’elite e servire i sovrani. Charles parte con le migliori intenzioni, ma quando giunge a Parigi, forse non pensava di trovare una città dove la gente soffre. Assiste subito ad un incidente provocato da una carrozza, sfrecciata a folle velocità per le vie, che ha travolto una donna senza neanche prendersi l’onere di fermarsi e accertarsi delle condizioni della donna, la quale, invece, è stata lasciata sul selciato ferita e soccorsa solamente da una giovane donna, probabilmente la figlia, che non ha potuto opporre resistenza neanche ai soldati di scorta alla carrozza. Il sangue di Charles ribolle di sdegno e affronta il drappello di soldati senza farsi spaventare dal fatto che lui sia solo. Dà prova di enorme destrezza con la spada, suo nonno gli ha insegnato bene e sicuramente in questo frangente sarebbe stato orgoglioso di lui: poi, all’improvviso, compaiono gli uomini della Guardia cittadina, pronta a sedare qualsiasi tafferuglio o, peggio, ad incarcerare chi si fosse impegnato in un duello, cosa proibita. Charles prova a spiegare al comandante Jeroule l’accaduto e gli mostra la sua lettera di presentazione, che dichiara il fatto di essere giunto dalla Guascogna con l’intento di servire il re.

    Intanto, a soccorrere la povera donna ferita, oltre a colei che apprende si chiami Rosalie, accorrono anche altre persone, che da ora in avanti si prenderanno cura di loro. Charles vorrebbe essere di aiuto, ma giunto alla fatiscente casa gli viene chiesto di andarsene: solo Rosalie lo ringrazia per il soccorso avuto e per il coraggio dimostrato, non essendosi tirato indietro nonostante la presenza dei soldati di scorta alla carrozza.
    Ora non gli resta che presentarsi a Girodelle e mostrargli la lettera affinché possa essere arruolato. Girodelle è gentile con Charles, ma al momento non può acconsentire alla sua richiesta, in quanto non è nelle sue prerogative scegliere chi farà parte delle Guardie reali, compito che spetta unicamente al comandante che, strano per Charles, è una donna, e a detta di Girodelle, una donna davvero eccezionale, ottimo ufficiale e abilissima con la spada.
    Decisamente come primo giorno a Parigi, le avventure sono state molteplici e altre lo attenderanno, una volta che anche lui potrà dare dimostrazione di ciò che sa fare con la spada appartenuta a suo padre e che metterà al servizio del suo Paese.
    Ti attendiamo pertanto per il prosieguo di questo racconto che si sta facendo sempre più corale.
    Se non dovessimo sentirci prima, ti porgo i miei più cari auguri per le prossime Festività oramai alle porte!

    Rispondi
    • admin
      admin dice:

      Ciao, sentirti e leggere una tua recensione è sempre un piacere ☺️.

      Si Charles è un personaggio che tenevo particolarmente a presentare, sia perché più avanti sarà importante per la storia e anche perché il suo inserimento mi dà l’occasione di presentare una versione di D’Artagnan tutta mia.
      Tra l’altro il nome originale di D’Artagnan era proprio Charles de Batz-Castelmore, quindi non potevo che scegliere questo nome per il discendente dell’eroe ?.

      Il suo arrivo a Parigi non passa inosservato: viene subito a contatto con Rosalie e i suoi amici e ha occasione di dimostrare la sua abilità con la spada.

      Con lui abbiamo anche il secondo anello di congiunzione con i Tre Moschettieri classici: la du Vallon per Porthos, appunto Charles per D’Artagnan mentre nel prossimo capitolo vedremo l’abate d’Herblay discendente di Aramis.

      Il discendente di Athos sarà invece un’ ulteriore sorpresa ?.

      Ciao e grazie di aver letto e recensito.

      Un abbraccio

      Rispondi
  4. Manu73
    Manu73 dice:

    Assai intrigante il nuovo personaggio.
    Nientemeno che un discendente del grande D’Artagnan!
    E ha già fatto la conoscenza di una lacrimevole Rosalie e di un affascinantissimo Girodelle.
    Bene bene…
    La cosa si fa sempre più interessante…

    Riprendo molto volentieri la lettura di questa FF, caro Enrico.
    Sono proprio curiosa di vedere dove andrà a parare.

    Un abbraccio

    Rispondi
    • admin
      admin dice:

      Ciao e grazie di aver letto e recensito ☺️.
      Si, con Charles arriviamo quasi alla chiusura del cerchio dei discendenti dei 4 Moschettieri leggendari: manca il misterioso abate d’Herblay, che farà la sua comparsa nel prossimo capitolo.
      E, sempre lì, inizieremo a dipanare pian piano la matassa dei misteri che si celano dietro all’omicidio dei Lorene e al trafugamento delle spade degli eroi.
      Alla prossima!

      Rispondi

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