LA LIBERAZIONE DI TOKI

Comandante Ryuga! Kenshiro è arrivato!”

Ryuga alzò appena lo sguardo dal trono di pietra su cui era seduto. Le fiamme delle torce gettavano ombre taglienti sul suo volto freddo e impassibile.

Kenshiro?” mormorò con voce grave. «Il fratello minore di Raoul è qui… finalmente.”

S-sì signore. E…”

Il soldato non riuscì a finire la frase. Il suo corpo tremò, e in un istante esplose in mille pezzi come vetro colpito dalla furia celeste. Nello stesso istante le porte della sala vennero spalancate e Kenshiro entrò con passo impetuoso.

Eccoti Kenshiro”, lo accolse Ryuga alzandosi in piedi. “L’erede del pugno che dissolve il dolore… ma per me sei solo il fratello minore del Re di Hokuto.”

Hokuto non ha sovrani, ma solo un legittimo successore.” La voce di Kenshiro era ferma, lucida come la lama di una spada. “E adesso dimmi dov’è Toki.»

Ryuga scese i gradini del trono, il mantello bianco che ondeggiava attorno a lui.

Nelle segrete, rinchiuso come un cane. Ma non arriverai mai da lui. Questa fortezza sarà il tuo sepolcro e io, Ryuga della Stella Sirio, il tuo uccisore.”

Kenshiro avanzò di un passo.

Ho visto Laiga e Fuga, i coraggiosi guerrieri gemelli, morire con onore per aprirmi la strada. Le tue guardie li hanno fatti a pezzi, e io non ho intenzione di sprecare il loro sacrificio.”

Ryuga socchiuse gli occhi e per un attimo parve quasi triste.

Laiga e Fuga. Tu hai il loro stesso sguardo… incrollabile. Ma di questi tempi il tuo è solo lo sguardo degli illusi, ed ora… te ne darò dimostrazione!”

All’improvviso scattò come un felino che si lanciava all’attacco.

Ora muori, Kenshiro! Taizan Tenrō Ken… Colpo del Lupo Celeste del Monte Taizan!”

Il suo attacco fendette l’aria con furia ancestrale. Kenshiro tentò di difendersi ma lo stesso venne colpito alla spalla: il sangue scese, ma i suoi piedi rimasero saldi. Le sue mani si strinsero, cariche di energia.

La tua tecnica è temibile, Ryuga… ma io sono l’Hokuto e l’Hokuto… è eterno!

Hokuto Hyakuretsu Ken!”

Il suo contrattacco fu come una tempesta di colpi e il corpo di Ryuga fu percorso da un’onda imparabile di pugni da cui non c’era difesa alcuna. Cadde in ginocchio, ansimante: per la prima volta doveva riconoscere l’aspra sensazione della sconfitta.

Sei… davvero formidabile…” sussurrò spuntando sangue anche dalla bocca. Gli occhi non erano più di un nemico, ma di un uomo stanco. “Ma credi… credi davvero di poter abbattere Raoul?”

Kenshiro annuì.

Raoul non è il destino di questo nostro mondo, Ryuga. Non è il Re del Pugno. È solo un uomo… che ha scelto il dominio sulla compassione. Estinguerò la sua folle sete di potere, anche a costo di dover prendere la sua vita. Anche se per farlo dovrò… uccidere il mio stesso fratello.”

Ryuga sorrise. Un sorriso amaro, quasi liberatorio.

Io ho seguito Raoul perché credo che questo nostro mondo, precipitato nel caos, abbia bisogno di una guida forte per poter tornare a vedere la luce di una nuova era. Ma se quell’uomo sei tu, Kenshiro, allora va e compi il tuo destino. Se sconfiggerai Raoul… allora sarà di te che questo mondo ha bisogno.”

Dieci uomini armati irruppero nella cella di Toki, con le lunghe spade tra le mani. Davanti a loro, seduto nella quiete più assoluta, il prigioniero non si mosse.

“Ti uccideremo, cane! Questi sono gli ordini del Re di Hokuto!”

Toki aprì gli occhi e sorrise.

“Kenshiro è arrivato, allora…”

Lentamente, come un uomo che non si muoveva da molto, si alzò. Con un movimento leggero, fermò con le dita le spade scagliate su di lui. Un istante dopo, l’acciaio si spezzò come un ramo secco.

“Ora che mio fratello è qui, non posso più restare. È giunto il momento che anch’io mi metta in azione. Colpo della Pietà di Hokuto!”

I suoi colpi furono impercettibili. Le guardie si arrestarono, gli occhi colmi di stupore. Un calore improvviso, una pace sconosciuta le attraversò.

“Andate…” mormorò Toki. “Raggiungete la fine… senza dolore.»

E i loro corpi si dissolsero in un’esplosione silenziosa, come ceneri al vento.

L’attimo successivo uno dei muri della cella cedette, spaccato dall’esterno. Kenshiro entrò, strabuzzando gli occhi per abituarsi alla semioscurità.

“Toki. Toki, sei… sei vivo.”

“Fratello mio… sei arrivato.”

In lacrime, i due fratelli si abbracciarono. La stretta di Toki era debole, ma l’emozione di rivedere Kenshiro dopo tanto tempo potente.

“Hai perso peso…” mormorò quest’ultimo stringendolo.

“La malattia morde più della fame. Per questo ho lasciato che mi catturassero. Non avrei mai potuto raggiungerti… ma sapevo che saresti venuto a cercarmi.”

“Sì. E adesso insieme dobbiamo fermare Raoul.”

Toki annuì.

“Ha ucciso Ryuken, il nostro maestro. Non te l’ho detto perché allora non saresti stato all’altezza di affrontarlo, ma adesso sei cresciuto. Raoul non è più uomo Kenshiro, è diventato un demonio assetato di potere.”

Kenshiro abbassò lo sguardo. Il fuoco che ardeva nei suoi occhi adesso era ancora più cupo.

“Allora andiamo.”

La piazza di Cassandra taceva. Le nubi sopra la città sembravano pesare quanto il destino del mondo. Al centro del piazzale, Julia era legata al palo sacrificale. I suoi occhi non piangevano. Non supplicavano. Erano fissi e incrollabili, mentre la folla che assisteva all’esecuzione, muta e rassegnata, la guardava piena di pietà.

Raoul, a cavallo, si fece avanti. La sua presenza oscurava il sole e Uighur, il gigantesco capo-carceriere di Cassandra, stava dietro di lui. Reina e Soga, alla testa delle truppe, dall’altro lato della piazza tenevano d’occhio la popolazione.

“Popolo!» ruggì il Re di Hokuto. “Guardate colei che doveva guidarvi insieme al legittimo successore della Divina Scuola di Hokuto! Julia, destinata a diventare un giorno la regina di Nanto, non vedrà l’alba di un nuovo giorno! Domani non sorgerà per Nanto! Julia cadrà… come ogni speranza di pace e giustizia!”

Tra la folla tremante, Mamiya guardò Rei. “Amore mio…”

Lui, al suo fianco, strinse i pugni.

Fissava Raoul, il tiranno che aveva piegato città, spezzato volontà e marchiato con il sangue ogni luogo attraversato.

Rei lo osservò a lungo, sentendo la rabbia crescergli dentro. Aveva visto abbastanza ingiustizie e umiliazioni. Troppi i giorni in cui la forza aveva vinto senza giustizia. E adesso, la gente piegata in nome di che cosa? Di un sogno malato di supremazia.

Pensò alla Sacra Scuola di Nanto, di cui Raoul si era appena fatto beffe. Alla sua arte del Sacro Cigno. Non era soltanto tecnica, ma bellezza che diventava difesa, danza salvifica dalla morte. Il suo era il pugno che non cerca il dominio ma la libertà. Il sacrificio. L’onore.

Nanto, così come anche Hokuto, non erano nate per opprimere i deboli, pensò. Ma per proteggerli. E il suo stile di lotta si elevava in volo proprio a ricordare che anche nel vento più tagliente poteva esistere grazia.

Sarò io a fermare Raoul. Non gli permetterò di uccidere un innocente, e di gettare la Sacra Scuola di Nanto nella polvere!

Guardò Mamiya e sorrise. “Devo andare.”

“Rei…” lei, così coraggiosa, per un momento tremò. “Stai attento ti prego…”

“Tornerò da te, amore mio. Te lo prometto.”

Fece un passo avanti, poi un altro. Deciso, consapevole che quello era il suo dovere.

“Raoul!”

Tutti si voltarono, lasciandolo passare mentre lo fissavano ammutoliti.

“Io, Rei della Sacra Scuola di Nanto, ti sfido! Per la Sacra Scuola a cui appartengo non è ancora giunto il tempo della resa.”

Raoul lo osservò. I suoi occhi, neri e dall’espressione glaciale, sembrarono per un attimo misurare davvero il cuore di chi aveva davanti.

“Rei, della Sacra Scuola di Nanto eh? Ho conosciuto il tuo maestro, Rofu, e credo tu abbia ereditato il suo coraggio. Parli da eroe… sappi però che morirai da pazzo. Nessuno al mondo può opporsi al mio pugno.”

“Meglio un pazzo libero”, sorrise Rei lanciando uno sguardo a Julia, che a sua volta lo fissò, “che un re schiavo del proprio orgoglio.”

Il vento mortifero di Cassandra si levò all’improvviso… un’altra, terribile, battaglia era cominciata.

Recensioni e commenti

RECENSIONI

2 commenti
  1. Vittorio
    Vittorio dice:

    Leggendo i tuoi scritti emergono tutti i limiti della sceneggiatura di Hnk .
    Hara e Burunson dovrebbero venire a lezione da te

    Rispondi
    • admin
      admin dice:

      Ciao, grazie questo commento mi fa molto piacere, perché arriva da te che sei un appassionato e un esperto della saga, e quindi molto attento a tutti i dettagli.
      Grazie di aver letto e recensito 🤗

      Rispondi

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