L’UCCELLO D’ACQUA DI NANTO

Un mese dopo…
Il sole scottava impietoso sulle dune dorate, disegnando ombre distorte sul suolo arido. Il guerriero avanzava con passo sicuro, i lunghi capelli azzurri ondeggiavano al vento quasi riflettendo i bagliori dorati del deserto. Gli occhi rossi, ardenti di determinazione, scrutavano l’orizzonte con un’espressione cupa.
Il vento sollevava granelli di sabbia intorno a lui, quando all’improvviso un suono inatteso – grida furiose che squarciavano l’innaturale silenzio – lo fece fermare.
Tra le rocce, una donna dai lunghi capelli rossi lottava contro un gruppo di predoni. Deformi e coperti di strane pelli, la fissavano con sguardi omicidi ma lei si muoveva fra loro senza paura, con grazia letale fendendo l’aria con il suo yo-yo metallico. Lo strumento, all’apparenza così inoffensivo, era in realtà un’arma devastante, abbattendo gli avversari uno dopo l’altro. Ma i nemici erano troppi… e il guerriero non esitò.
“Fermi dove siete, cani del deserto!”
I briganti si voltarono, sorpresi, ma quasi non ebbero il tempo di reagire.
Con una velocità soprannaturale e agili spostamenti laterali, il guerriero schivò i loro tentativi di attacco. I suoi movimenti erano fluidi, precisi, quasi innaturali… poi spiccò un balzo in aria così alto da sembrare che avesse le ali.
“Sacra Scuola dell’Uccello d’Acqua di Nanto!” gridò planando all’attacco, “Hien Ryūbu… Ballo delle Rondini Volanti!”
Le sue mani si abbatterono sui nemici con la precisione implacabile di un predatore. Come lame invisibili sembrarono fendere l’aria sfiorando appena i corpi dei nemici… che però l’attimo dopo finirono tagliati in mille pezzi.
Subito lo sconosciuto si chinò sui loro resti, senza però trovare ciò che cercava. Nessuno di questi cani era l’Uomo dalle Sette Stelle, pensò, ma dove si nasconderà quel maledetto?
“Tu… hai una forza davvero incredibile straniero”, lo fissò la giovane guerriera con occhi penetranti. Respirava affannosamente, stringendo ancora il suo yo-yo.
“Hai abbattuto in un attimo i temibili guerrieri del Clan della Zanna. Io sono Mamiya e ti ringrazio, chiunque tu sia. Non eri obbligato ad aiutarmi.”
Il guerriero si alzò in piedi. “Mi chiamo Rei. E anche tu sei forte… ma i nemici erano troppi. Questo Clan della Zanna, quant’è potente?”
Un sorriso appena accennato sfiorò le labbra di Mamiya.
“Abbastanza da creare più di un problema a tutti i villaggi circostanti. Ma dimmi, che cosa ti porta da queste parti?”
“Cerco un uomo. Ha rapito mia sorella Airy e porta sette cicatrici incise sul petto.”
“Tu parli… dell’Uomo dalle Sette Stelle?”
Rei trattenne il fiato. Finalmente… una traccia?
“Lo conosci?”
“Ho sentito parlare di lui, sì. Il suo nome è conosciuto da queste parti almeno quanto la sua malvagità. Da qualche tempo lui e i suoi predoni terrorizzano queste terre da nord a sud, assaltando i villaggi e dandoli alle fiamme per poi prenderne prigionieri gli abitanti. Si tengono a debita distanza dal Clan della Zanna, ma chi ha la sfortuna di incrociarli, ammesso che sopravviva, non è più quello di prima.”
“E… tu sai dove si trova la sua base?”
“Non con certezza. Ma si dice si trovi nella città di Kurakai, qualche miglio a est da qui.”
Kurakai, si ripeté mentalmente Rei. Se l’Uomo dalle Sette Stelle si trovava lì… il suo obiettivo era vicino.
Ormai era un mese che Kenshiro si trovava al villaggio di Lynn, difendendolo dai predoni che tentavano di assaltarlo e aiutando nei lavori dei campi.
Pur consapevole che il suo destino ben presto lo avrebbe condotto lontano, si trovava bene lì e nel frattempo si riprendeva del tutto dai traumi subiti allenandosi con costanza in vista dei combattimenti che sicuramente lo avrebbero atteso in futuro.
Un giorno un gruppo di profughi arrivati da chissà dove giunse al villaggio e, vedendo il successore della Divina Scuola di Hokuto arare un campo a torso nudo, si ritrassero spaventate.
Quando Kenshiro chiese spiegazioni al decano questi sospiro.
“Hai diritto a una spiegazione, certo. Vedi, quelle persone arrivano da nord e sono sfuggite alla prigionia e alle torture inflitte loro da un uomo potentissimo e crudele…”
“Ditemi di più, decano.”
“Quell’uomo e la sua banda terrorizzano i territori a nord di qui e lui… porta sette cicatrici incise sul petto e si fa chiamare Kenshiro, l’Uomo dalle Sette Stelle. Nessuno lo ha mai visto in viso, perché porta un elmetto sulla testa, ma le persone che sono arrivate qui dicono che utilizzi una terribile tecnica di arti marziali che non solo uccide i nemici ma sembra farli a pezzi dall’interno.”
La mia stessa arte marziale..., impallidì Kenshiro, sentendo chiaramente che il destino di Hokuto lo stava di nuovo chiamando all’azione. L’elmetto e le sette cicatrici sul petto… no non può essere, eppure…
“Naturalmente so che non puoi certo essere tu quell’uomo, Kenshiro, tu ci hai salvati e sei sempre stato buono con noi, ma forse…”
“Io devo andare. Quell’uomo… chiunque lui sia, dev’essere fermato, e io sono l’unico a poterlo fare.”
“Capisco e non intendo fermarti. Ma stai attento Kenshiro, te ne prego.”
“E voi abbiate cura di Lynn e Burt.”
Il giorno dopo all’alba Kenshiro partí ma giunto alle porte del villaggio si senti chiamare. “Ken! Ken, aspetta!”
Si volto e i suoi occhi incrociarono quelli innocenti e fiduciosi della piccola Lynn.
Un sorriso piegò le labbra del successore della Divina Scuola di Hokuto. “Piccola Lynn…”
“K-Ken ma tu…”
“Devo andare, Lynn, ma ti prometto che, se le stelle me lo permetteranno, un giorno tornerò da te. Non hai nulla da temere, Hokuto ti protegge.”
Lei tiró su col naso mentre gli occhi le si riempirono di lacrime. “M-ma io…”
Bart le si accostò posandole una mano sulla spalla mentre Kenshiro, voltatosi, si allontanò a piedi dal villaggio. Nel cielo le sette stelle dell’Orsa Maggiore vegliavano su di lui.
“Avanti, cani striscianti!” gridò un guerriero dall’espressione feroce portandosi davanti ad una statua raffigurante a mezzobusto un misterioso guerriero con un elmo nero sul viso e sette cicatrici disposte nella forma delle stelle dell’Orsa Maggiore sul petto. “Giurate fedeltà a quest’uomo, il Signore di queste Terre e di questa città, l’imbattibile Uomo dalle Sette Stelle… il signor Kenshiro!”
I villici della città di Kurakai, spaventati, tremarono di paura ma Rei, arrivato lì poco prima, si fece largo tra loro.
“L’Uomo dalle Sette Stelle eh? Molto bene, ho sentito abbastanza. Adesso muovetevi, visto che siete i suoi cani da riporto conducetemi immediatamente da lui!”
“Cosa, ma come osi bastardo?”
Immediatamente un nutrito corpo d’armata si schierò davanti a lui. “Sei forse impazzito?”
Per tutta risposta Rei allungò una mano e in un lampo tagliò in mille pezzi il mezzobusto del guerriero con l’elmetto.
“A voi cosa sembra?”
Con un grido i nemici gli si schierarono addosso ma Rei li fece in mille pezzi senza nemmeno scomporsi, lasciandone in vita solo uno.
“T-tu…” arretrò spaventato l’uomo mentre i villici si davano a una fuga disordinata. “Tu non sai contro chi ti sei messo… il grande Kenshiro ti farà a pezzi!”
Ciò detto, gettò a terra le armi e fuggì verso un alto palazzo scomparendo dietro le sue grandi porte borchiate.
Quello dev’essere il covo di Kenshiro, pensò Rei muovendo un passo in avanti. Sto arrivando maledetto, e quando saremo finalmente faccia a faccia… te la farò pagare per tutto quello che mi hai fatto!
Accostatosi alle porte del palazzo, Rei le sfondò con un calcio e avanzò nell’androne immerso nella semioscurità. Non aveva fatto che pochi passi però quando qualcuno aprì il fuoco su di lui.
Con un balzo evitó la raffica di proiettili poi le luci si accesero e vide, in cima alle scale, un nutrito gruppo di armati con alla loro testa…
“A-Aily…” sgranò gli occhi. “Sorellina, sei tu…”
Per tutta risposta l’uomo che teneva sua sorella stretta per un braccio scoppiò a ridere. “Benvenuto straniero… a giudicare da quanto vedo tu sei Rei, e padroneggi la sacra tecnica Nanto, non è così? Ho sentito molto parlare di te.”
“Tu…” digrignò i denti il guerriero di Nanto. “Tu sei L’Uomo dalle Sette Stelle…”
“Precisamente, e come te anch’io sono un maestro di arti marziali, l’unico successore della Divina Scuola di Hokuto. La tua cara sorellina qui mi ha parlato molto di te, sai?”
“Lasciala andare… immediatamente!”
“Potrei, ma vedi anche se lo facessi… non so se le farei esattamente un favore.”
Spinse avanti Aily, che però incespicò e cadde a terra tastando il pavimento davanti a lei senza mai aprire gli occhi.
“Aily ma tu…”
“Eh già, la tua sorellina non ci vede più. Si è tolta la vista mesi fa, quando ha perso la ragione a causa di tutti gli abusi e le violenze subite. Riconosco di averla trattata peggio di uno straccio”, proseguì con perversa ironia, “però ammettilo, non è un amore così obbediente come una brava bimba?”
La furia di Rei divampò come un lampo nel cielo azzurro.
“Maledetto… maledetto bastardo! Ma io ti ammazzo!”
Scattò in avanti ma Jagger puntò prontamente una doppietta alla testa di Ayli.
“Fermo dove sei. Vedo che sei affezionato a questa sgualdrinella, ma anche se sono tentato di farle saltare la testa in mille pezzi sono ancora più curioso di vedere con i miei occhi la tua tecnica assassina.”
Posó a terra il fucile poi saltó giù dalle scale portandosi a pochi passi da Rei.
“Un guerriero è sempre un guerriero dopotutto, no? Avanti fatti sotto! Se mi batterai potrai riavere tua sorella, ma se sarò io a vincere adornerò camera mia con le vostre teste!”
Rei si mise in guardia avanzando con passi leggeri, il suo corpo pronto a scattare come una lama che fende l’aria.
Il suo crudele avversario dall’elmo demoniaco, invece, si leccò le labbra in un ghigno maligno sfiorandosi con una mano le sette cicatrici che aveva sul petto.
Un istante ancora e si gettarono l’uno contro l’altro, Rei pronto a colpire e l’avversario che all’improvviso gli sputó negli occhi sottili aghi d’acciaio.
Il guerriero di Nanto reagì d’istinto: con un’improvvisa rotazione del busto, deviò la traiettoria degli aghi grazie a una vorticosa serie di movimenti. Uno però gli sfiorò la sua guancia, lasciandogli un taglio sottile come la lama di un rasoio.
“Sei sleale…”
“Non fare l’ingenuo. Siamo guerrieri, ed entrambi sappiamo che in battaglia l’unica cosa che conta è vincere! Hokuto Senju Satsu… Mille Mani Assassine di Hokuto!”
Rei dovette difendersi dai colpi velocissimi dell’avversario, ma li parò e, con un balzo, scattò di lato per poi contrattaccare deciso: avanzò in un turbine di colpi e, nonostante la rabbia e l’ansia per Aily, il suo stile era puro, elegante e implacabile.
L’avversario reagì, ma Rei riuscì ad anticiparlo: una lama di vento accompagnò la sua mano aperta, fendendo l’aria e imprimendo un colpo netto sul petto dell’avversario.
“Sei troppo lento per me”, sorrise freddamente mentre l’Uomo dalle Sette Stelle barcollava all’indietro. “E tu saresti il successore della Divina Scuola di Hokuto, la tecnica assassina di cui il mio maestro Rofu mi ha parlato come dell’arte marziale più letale del mondo? Non riesco a crederci.”
“Non mi sottovalutare, Rei. Io ho molti assi nella manica… sta’ a guardare! Hokuto Rakan Geki!”
Ruotò le braccia così velocemente da renderle quasi impossibili da seguire poi sferrò una serie di colpi precisi verso Rei; il maestro Nanto si preparò a schivarli quando all’improvviso l’avversario cambiò tecnica portando un attacco di punta con la mano destra che, cogliendolo di sorpresa, lo ferì al petto prima che riuscisse a disimpegnarsi. “Ma questa…” mormorò Rei al colmo della sorpresa, “è la tecnica dell’Aquila Solitaria di Nanto di Shin…”
“Esatto, ma non ti devi stupire… noi maestri di Hokuto siamo in grado di replicare all’istante tutte le tecniche delle altre scuole grazie al Suieishin, chiamato la tecnica dell’Ombra riflessa.”
“Ombra riflessa..,”
“Esatto. Rassegnati Rei, perché contro di me non hai speranze! Muori!”
Attaccò ancora ma questa volta Rei, facendo ben attenzione a non farsi chiudere in difesa, saltò di qua e di là evitando tutti i suoi colpi mentre contrattaccava infliggendo all’avversario numerose ferite.
Urlando di rabbia, l’Uomo dalle Sette Stelle indietreggiò e urlò a uno dei suoi uomini di lanciargli la sua doppietta: l’afferrò al volo ma con un calcio Rei gliela fece subito saltare via di mano mentre con un altro lo mandò a sbattere contro i piedi della scalinata.
“E’ finita, Kenshiro”, disse mentre l’avversario, risollevatosi su di un ginocchio, lo fissava con odio. “Sarai anche il successore della Divina Scuola di Hokuto, ma non sei un avversario alla mia altezza. Ed ora lascia libera mia sorella.”
All’improvviso l’Uomo dalle Sette Stelle scoppiò in una risata inquietante. Le sue spalle tremarono, il suo corpo si irrigidì e, un istante dopo, sprigionò una potentissima aura oscura e demoniaca. L’aria intorno a lui si fece pesante, quasi irrespirabile e il suolo sembrò tremare sotto l’immane pressione della sua forza.
Ma… cosa…? strinse gli occhi Rei vedendo che gli occhi che lo fissavano al di là della visiera dell’elmo brillavano adesso di una luce sinistra mentre il suo nemico sembrava adesso più oscuro e imponente.
“Adesso vedrai, Rei… hai scatenato la mia vera forza, e adesso più niente ti potrà salvare dalla morte!”
Così dicendo si lanciò in avanti, circondato dalla sua aura pulsante malvagità, e scagliando verso Rei un terribile attacco fatto di nera energia vorticante… sarebbe riuscito, il coraggioso maestro di Nanto, ad evitarla?
A seguire…
Recensioni e commenti
RECENSIONI
Se vuoi lasciare un tuo commento al racconto scrivimi, sarò felice di risponderti!
I tuoi dati sono al sicuro. Non riceverai mai SPAM da me.





Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!